<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet type="text/xsl" href="static/CINECAstyle.xsl"?><OAI-PMH xmlns="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/ http://www.openarchives.org/OAI/2.0/OAI-PMH.xsd"><responseDate>2026-09-24T12:28:47Z</responseDate><request verb="GetRecord" identifier="oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/585469" metadataPrefix="oai_dc">https://www.iris.unict.it/oai/request</request><GetRecord><record><header><identifier>oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/585469</identifier><datestamp>2024-01-06T00:06:42Z</datestamp><setSpec>com_20.500.11769_434851</setSpec><setSpec>com_123456789_40</setSpec><setSpec>col_20.500.11769_434852</setSpec></header><metadata><oai_dc:dc xmlns:oai_dc="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/oai_dc/" xmlns:doc="http://www.lyncode.com/xoai" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xsi:schemaLocation="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/oai_dc/ http://www.openarchives.org/OAI/2.0/oai_dc.xsd">
<dc:title>Modellazione numerica della nascita e dello sviluppo di interfacce mediante il metodo delle discontinuità forti</dc:title>
<dc:creator>DI VENTI, GIUSEPPE TOMMASO</dc:creator>
<dc:contributor>DI VENTI, GIUSEPPE TOMMASO</dc:contributor>
<dc:contributor>CONTRAFATTO, Loredana Caterina</dc:contributor>
<dc:contributor>OLIVETO, Giuseppe</dc:contributor>
<dc:subject>Finite element, strong discontinuity approach, interface</dc:subject>
<dc:description>Nella realizzazione di componenti e di elementi strutturali è&#xd;
diffuso l'impiego di materiali nei quali, raggiunti particolari&#xd;
stati di sollecitazione, si attivano processi di frattura.&#xd;
&#xd;
Esperienze di laboratorio condotte all'inizio del XX secolo&#xd;
hanno mostrato che diversi materiali esibiscono concetrazione&#xd;
di deformazioni inelastiche in bande ristrette, chiamate zone&#xd;
di localizzazione.&#xd;
&#xd;
Il fenomeno della localizzazione è causato dalla presenza di vuoti,&#xd;
microfratture ed imperfezioni a livello microscopico;&#xd;
a livello macroscopico vengono osservati fratture nelle rocce&#xd;
o nel calcestruzzo, bande di taglio nei metalli e superfici&#xd;
di scorrimento nei terreni.&#xd;
&#xd;
L'analisi dei fenomeni di frattura può essere effettuata a diverse&#xd;
scale dimensionali, che vanno da quella atomistica alla macroscala,&#xd;
tipica degli approcci ingegneristici.&#xd;
&#xd;
I due contesti teorici maggiormente accreditati per modellare&#xd;
i meccanismi di frattura sono la Meccanica della Frattura e la&#xd;
Meccanica del Continuo.&#xd;
&#xd;
I legami costitutivi utilizzati in questi contesti sono caratterizzati&#xd;
da incrudimento negativo (softening),&#xd;
al fine di riprodurre il decremento di sforzo al crescere delle&#xd;
deformazioni del materiale.&#xd;
&#xd;
Nell'ambito della Meccanica del Continuo si distinguono due approcci:&#xd;
un approccio con fratture discrete, basaro sul modello di frattura&#xd;
coesiva, ed un approccio al continuo con fratture distribuite&#xd;
(smeared crack approach).&#xd;
&#xd;
Quest'ultimo, sebbene vantaggioso dal punto di vista dell'implementazione&#xd;
numerica, presenta problematiche legate alla non oggettività della risposta&#xd;
al variare della discretizzazione adottata (mesh-dependency)&#xd;
a causa del comportamento softening del materiale.&#xd;
&#xd;
Al fine di superare tali limiti sono stati proposti diversi approcci&#xd;
rintracciabili in letteratura, quali i modelli con continuo arricchito,&#xd;
i modelli con discontinuità deboli, caratterizzati da salti nel campo delle&#xd;
deformazioni, e i modelli con discontinuità forti, con discontinuità&#xd;
nel campo degli spostamenti.&#xd;
&#xd;
In letteratura possono essere reperiti molti contributi basati&#xd;
sull'approccio con discontinuità forti, nei quali vengono proposte&#xd;
diverse strategie di implementazione nel metodo agli elementi finiti.&#xd;
Tali strategie possono essere classificate in base al modo in cui&#xd;
viene inclusa un'interfaccia nell'elemento finito.&#xd;
&#xd;
Le interfacce sono dette interelemento se lo sviluppo di interfacce&#xd;
avviene in corrispondenza di specifici elementi finiti di spessore nullo&#xd;
(zero-thickness element), posti tra elementi finiti standard.&#xd;
&#xd;
Se la nascita e lo sviluppo di interfacce&#xd;
avviene all'interno degli elementi finiti definiti dalla&#xd;
discretizzazione del dominio adottata si parla di interfacce&#xd;
intraelemento.&#xd;
&#xd;
La tesi è sviluppata nel contesto dell'approccio delle discontinuità&#xd;
forti intraelemento.&#xd;
&#xd;
Dopo aver formulato il problema del solido elastoplastico attraversato&#xd;
da discontiniutà forti, si è posta l'attenzione sulla possibilità&#xd;
di utilizzare approssimazioni lineari per il salto nel campo degli&#xd;
spostamenti.&#xd;
&#xd;
Si è proposta una strategia di soluzione numerica del problema,&#xd;
modellato nell'ambito del metodo agli elementi finiti,&#xd;
valida sia per elementi bilineari che prevedono salti costanti&#xd;
che per elementi biquadratici con salti lineari.&#xd;
&#xd;
Tale strategia è stata implementata nel codice di calcolo FracSDA8,&#xd;
realizzato ad hoc in ambiente MatLab.&#xd;
&#xd;
Sono state infine presentate alcune analisi numeriche&#xd;
effettuate con il codice FracSDA8 al fine di validare l'algoritmo di soluzione&#xd;
proposto e di provare il corretto funzionamento del programma.</dc:description>
<dc:date>2011-12-10</dc:date>
<dc:type>info:eu-repo/semantics/doctoralThesis</dc:type>
<dc:identifier>https://hdl.handle.net/20.500.11769/585469</dc:identifier>
<dc:language>ita</dc:language>
<dc:rights>info:eu-repo/semantics/openAccess</dc:rights>
<dc:publisher>Università degli studi di Catania</dc:publisher>
<dc:publisher>place:Catania</dc:publisher>
<dc:rights>license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright</dc:rights>
<dc:rights>license uri:iris.PUB02</dc:rights>
</oai_dc:dc></metadata></record></GetRecord></OAI-PMH>