Nel settembre del 1773 a Palermo scoppia una rivolta. Iniziata come una manifestazione di pietà popolare promossa dalle corporazioni cittadine per impetrare la guarigione del neopretore della città, ben presto si trasforma in violenta protesta contro il governo del vicerè Fogliani. Una rivolta le cui fasi acute durano solo qualche giorno, ma che nnei fatti consegna per un anno la città nelle mani delle maestranze e che rafforza una parte importante della grande nobiltà del Regno; una rivolta che suscita dubbi e discussioni per il suo carattere "anomalo", che non consente di relegarla tra i tanti scoppi di rabbia popolare. La ricostruzione e l'esame di questi "strani accadimenti" vengono assunti come punto di osservazione per analizzare gli elementi messi in gioco dalla rivolta: le corporazioni, il sistema annonario, le istituzioni palermitane, il governo della città, la nobiltà che ne era classe dirigente: Così come le grandi questioni insolute che su quei giorni proiettavano la loro lunga ombra: la cacciata dei gesuiti, la forza del giansenismo siciliano, la penetrazione della massoneria. Tutte questioni la cui portata viene valutata sia nel contesto palermitano, sia all'interno di un quadro di riferimento più ampiuo: Napoli e la sua corte, ma anche la Giunta di Sicilia e i siciliani che la diriggevano, e la Madrid di Carlo III.

"Quegli strani accadimenti". La rivolta palermitana del 1773

LAUDANI, Simona Daniela
2005

Abstract

Nel settembre del 1773 a Palermo scoppia una rivolta. Iniziata come una manifestazione di pietà popolare promossa dalle corporazioni cittadine per impetrare la guarigione del neopretore della città, ben presto si trasforma in violenta protesta contro il governo del vicerè Fogliani. Una rivolta le cui fasi acute durano solo qualche giorno, ma che nnei fatti consegna per un anno la città nelle mani delle maestranze e che rafforza una parte importante della grande nobiltà del Regno; una rivolta che suscita dubbi e discussioni per il suo carattere "anomalo", che non consente di relegarla tra i tanti scoppi di rabbia popolare. La ricostruzione e l'esame di questi "strani accadimenti" vengono assunti come punto di osservazione per analizzare gli elementi messi in gioco dalla rivolta: le corporazioni, il sistema annonario, le istituzioni palermitane, il governo della città, la nobiltà che ne era classe dirigente: Così come le grandi questioni insolute che su quei giorni proiettavano la loro lunga ombra: la cacciata dei gesuiti, la forza del giansenismo siciliano, la penetrazione della massoneria. Tutte questioni la cui portata viene valutata sia nel contesto palermitano, sia all'interno di un quadro di riferimento più ampiuo: Napoli e la sua corte, ma anche la Giunta di Sicilia e i siciliani che la diriggevano, e la Madrid di Carlo III.
88-8334-158-9
Palermo; rivolta ; governo della città
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/100402
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