Il rinnovato interesse nei confronti dell’impiego in architettura dei materiali lapidei, manifestatasi nel corso degli ultimi decenni del secolo scorso, è stato dovuto soprattutto alla continua innovazione tecnologica dei sistemi di produzione e di posa in opera. Persa la funzione portante, che aveva avuto sin dall’antichità, la pietra è stata adoperata con frequenza sempre crescente come rivestimento, esterno o interno, in virtù delle sue doti intrinseche di durata e resistenza, oltre alle indubbie qualità estetiche. Inoltre, lo sviluppo delle tecniche di montaggio a secco di lastre anche di spessore limitato, consente la realizzazione di sistemi di involucro a facciata ventilata, con i quali si eleva notevolmente il livello di comfort dell’edificio. L’involucro edilizio rappresenta la frontiera dell’edificio, la superficie di contatto tra il volume costruito e l’ambiente esterno. È interessato da una serie di flussi di energia e materia entranti o uscenti dal fabbricato e la sua progettazione assume un ruolo determinante ai fini del comportamento energetico dell’edificio e quindi della qualità della vita e del benessere all’interno degli ambienti. Le tematiche progettuali relative all’involucro sono affrontate con particolare attenzione agli aspetti energetici ed ambientali, individuando nella parete ventilata il sistema di facciata che meglio riassume in se l’insieme delle prestazioni energetiche, ambientali e di caratterizzazione formale dell’intero organismo edilizio. Dopo avere studiato l’evoluzione nella cultura architettonica delle modalità di posa in opera dei rivestimenti lapidei, riprendendo principi costruttivi tradizionali della trattatistica per aggiornarli ai sistemi attuali, vengono analizzate le capacità di prestazione dei rivestimenti in funzione delle esigenze di carattere estetico, statico e di comfort correlate alle relative caratteristiche di prestazione da controllare in fase di progetto, individuando altresì i codici di pratica da rispettare in fase esecutiva per garantire i requisiti richiesti. Infine vengono esaminati gli aspetti inerenti alle caratteristiche morfologiche e all’espressività dei rivestimenti, ottenute attraverso le varie geometrie di posa, le variazioni cromatiche, i giunti e le texture. Lo studio di un’ampia casistica di edifici contemporanei che presentano rivestimenti esterni in materiale lapideo consente di individuare e classificare alcuni caratteri formali inerenti la percezione della forma: di tipo geometrico, mediante l’adozione di finiture superficiali e geometrie di posa che enfatizzano la volumetria del manufatto, oppure di tipo materico, attraverso le diverse lavorazioni superficiali, le texture dei giunti, gli accostamenti o i contrasti cromatici. Proporre una continuità storica nell’uso della pietra è possibile purché essa, ammodernandosi, divenga interprete del proprio tempo. Solo attraverso una continua innovazione ed una progettazione più attenta e consapevole, che tenga conto dei requisiti richiesti ai vari elementi costruttivi al fine di rispondere a precise esigenze, le pietre naturali potranno continuare a mantenere il loro ruolo di materiale con forti valenze semantiche ed espressive che hanno avuto in architettura nelle diverse epoche.

I rivestimenti lapidei. Modernità nella tradizione

SCIUTO, Gaetano Antonio
2006

Abstract

Il rinnovato interesse nei confronti dell’impiego in architettura dei materiali lapidei, manifestatasi nel corso degli ultimi decenni del secolo scorso, è stato dovuto soprattutto alla continua innovazione tecnologica dei sistemi di produzione e di posa in opera. Persa la funzione portante, che aveva avuto sin dall’antichità, la pietra è stata adoperata con frequenza sempre crescente come rivestimento, esterno o interno, in virtù delle sue doti intrinseche di durata e resistenza, oltre alle indubbie qualità estetiche. Inoltre, lo sviluppo delle tecniche di montaggio a secco di lastre anche di spessore limitato, consente la realizzazione di sistemi di involucro a facciata ventilata, con i quali si eleva notevolmente il livello di comfort dell’edificio. L’involucro edilizio rappresenta la frontiera dell’edificio, la superficie di contatto tra il volume costruito e l’ambiente esterno. È interessato da una serie di flussi di energia e materia entranti o uscenti dal fabbricato e la sua progettazione assume un ruolo determinante ai fini del comportamento energetico dell’edificio e quindi della qualità della vita e del benessere all’interno degli ambienti. Le tematiche progettuali relative all’involucro sono affrontate con particolare attenzione agli aspetti energetici ed ambientali, individuando nella parete ventilata il sistema di facciata che meglio riassume in se l’insieme delle prestazioni energetiche, ambientali e di caratterizzazione formale dell’intero organismo edilizio. Dopo avere studiato l’evoluzione nella cultura architettonica delle modalità di posa in opera dei rivestimenti lapidei, riprendendo principi costruttivi tradizionali della trattatistica per aggiornarli ai sistemi attuali, vengono analizzate le capacità di prestazione dei rivestimenti in funzione delle esigenze di carattere estetico, statico e di comfort correlate alle relative caratteristiche di prestazione da controllare in fase di progetto, individuando altresì i codici di pratica da rispettare in fase esecutiva per garantire i requisiti richiesti. Infine vengono esaminati gli aspetti inerenti alle caratteristiche morfologiche e all’espressività dei rivestimenti, ottenute attraverso le varie geometrie di posa, le variazioni cromatiche, i giunti e le texture. Lo studio di un’ampia casistica di edifici contemporanei che presentano rivestimenti esterni in materiale lapideo consente di individuare e classificare alcuni caratteri formali inerenti la percezione della forma: di tipo geometrico, mediante l’adozione di finiture superficiali e geometrie di posa che enfatizzano la volumetria del manufatto, oppure di tipo materico, attraverso le diverse lavorazioni superficiali, le texture dei giunti, gli accostamenti o i contrasti cromatici. Proporre una continuità storica nell’uso della pietra è possibile purché essa, ammodernandosi, divenga interprete del proprio tempo. Solo attraverso una continua innovazione ed una progettazione più attenta e consapevole, che tenga conto dei requisiti richiesti ai vari elementi costruttivi al fine di rispondere a precise esigenze, le pietre naturali potranno continuare a mantenere il loro ruolo di materiale con forti valenze semantiche ed espressive che hanno avuto in architettura nelle diverse epoche.
88-8181-095-6
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/100463
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