Introduzione Un uomo di anni 71 decedeva in seguito a shock emorragico conseguente a rottura di aneurisma dell’aorta addominale. Il paziente, tre giorni prima del decesso aveva eseguito ripetuti accessi al P.S. per la comparsa di dolore lombare ed era dimesso con diagnosi di colica renale e prescrizione di terapia medica. Nei giorni seguenti si recava nuovamente al P.S. per il persistere della sintomatologia. Era infine ricoverato a distanza di tre giorni dal primo accesso al P.S. ed era sottoposto a consulenza chirurgica ed esame angio-Tc che evidenziava versamento ematico retroperitoneale da rottura di aneurisma aortico sottorenale. Sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza, andava incontro a decesso per shock emorragico. Materiali e metodi Si è proceduto all’analisi della documentazione sanitaria e all’esame autoptico al fine di accertare la causa della morte e verificare se nell’operato dei medici che ebbero in cura il paziente si ravvisassero profili di colpa professionale. Risultati Dall’esame della documentazione sanitaria è emerso che il paziente, in data 24 dicembre, effettuava tre accessi al P.S. ove i sanitari, posta diagnosi di colica renale al solo esame clinico, omettevano l’esecuzione di indagini strumentali e sottoponevano il paziente a terapia medica. Nei giorni seguenti, per il persistere della sintomatologia, ricorreva più volte alle cure dei sanitari al P.S. e in data 27.12 alle ore 04.05, a distanza di tre giorni dal primo accesso, era ricoverato presso il reparto di urologia. Dopo circa 5 ore dal ricovero era sottoposto ad ecografia renale. Alle ore 23.00 quando ormai il paziente versava in gravissime condizioni ( stato di shock e PA non valutabile ) era sottoposto a consulenza chirurgica e angio-Tc che evidenziava la presenza di versamento ematico retroperitoneale. Era sottoposto ad intervento chirurgico d’urgenza di aneurismectomia con innesto di protesi. Trasferito presso il reparto di rianimazione subentrava uno stato di shock emorragico. L’angio-Tc effettuata d’urgenza mostrava nella sede dell’anastomosi craniale stravaso di mdc, versamento libero periepatico, perisplenico, ematoma retro peritoneale. Era sottoposto ad intervento chirurgico per shock emorragico nel corso del quale sopravveniva il decesso. L’esame autoptico ha rilevato la presenza in cavità addominale e nel retroperitoneo di 600 cc liquido ematico. L’esame dei dati istologici ha consentito di confermare la diagnosi di aneurisma dissecante dell’aorta addominale e delle arterie renali da grave e diffusa arteriosclerosi. Conclusioni Sulla scorta delle risultanze della documentazione sanitaria e dall’esame autoptico è stato possibile affermare che la causa della morte è riconducibile a shock emorragico per rottura di aneurisma aortico sotto renale. L’intervento di aneurismectomia rappresenta un’emergenza chirurgica associata ad elevata mortalità quando il paziente si trova in condizioni emodinamicamente instabili. Tale rischio è ulteriormente incrementato quando vi è uno stato di shock. Le linee guida (Nephrolithiasis Guideline of American Urological Association) sul dolore colico renale suggeriscono tre livelli diagnostici fondamentali. In particolare, prima di eseguire terapia medica, è necessario eseguire diagnostica di primo livello quale ecografia renale e in caso negativo procedere con urografia, pielografia ascendente, pielografia discendente. In riferimento al caso concreto, è possibile affermare che i sanitari del P.S. avrebbero diligentemente dovuto sottoporre il paziente ad accertamenti idonei ad una corretta diagnosi differenziale, necessaria per la corretta valutazione del dolore lombare. Tale omissione ha impedito la diagnosi precoce della formazione aneurismatica e l’esecuzione di intervento chirurgico di aneurismectomia quando ancora il paziente presentava condizioni emodinamiche stabili. Qualora si fosse intervenuto in elezione, piuttosto che in urgenza, il paziente avrebbe avuto significative e rilevanti possibilità di sopravvivenza, stante l’assenza di altri fattori prognostici negativi.

Rottura aneurismatica dell’aorta addominale.

CASCIO, Orazio
In corso di stampa

Abstract

Introduzione Un uomo di anni 71 decedeva in seguito a shock emorragico conseguente a rottura di aneurisma dell’aorta addominale. Il paziente, tre giorni prima del decesso aveva eseguito ripetuti accessi al P.S. per la comparsa di dolore lombare ed era dimesso con diagnosi di colica renale e prescrizione di terapia medica. Nei giorni seguenti si recava nuovamente al P.S. per il persistere della sintomatologia. Era infine ricoverato a distanza di tre giorni dal primo accesso al P.S. ed era sottoposto a consulenza chirurgica ed esame angio-Tc che evidenziava versamento ematico retroperitoneale da rottura di aneurisma aortico sottorenale. Sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza, andava incontro a decesso per shock emorragico. Materiali e metodi Si è proceduto all’analisi della documentazione sanitaria e all’esame autoptico al fine di accertare la causa della morte e verificare se nell’operato dei medici che ebbero in cura il paziente si ravvisassero profili di colpa professionale. Risultati Dall’esame della documentazione sanitaria è emerso che il paziente, in data 24 dicembre, effettuava tre accessi al P.S. ove i sanitari, posta diagnosi di colica renale al solo esame clinico, omettevano l’esecuzione di indagini strumentali e sottoponevano il paziente a terapia medica. Nei giorni seguenti, per il persistere della sintomatologia, ricorreva più volte alle cure dei sanitari al P.S. e in data 27.12 alle ore 04.05, a distanza di tre giorni dal primo accesso, era ricoverato presso il reparto di urologia. Dopo circa 5 ore dal ricovero era sottoposto ad ecografia renale. Alle ore 23.00 quando ormai il paziente versava in gravissime condizioni ( stato di shock e PA non valutabile ) era sottoposto a consulenza chirurgica e angio-Tc che evidenziava la presenza di versamento ematico retroperitoneale. Era sottoposto ad intervento chirurgico d’urgenza di aneurismectomia con innesto di protesi. Trasferito presso il reparto di rianimazione subentrava uno stato di shock emorragico. L’angio-Tc effettuata d’urgenza mostrava nella sede dell’anastomosi craniale stravaso di mdc, versamento libero periepatico, perisplenico, ematoma retro peritoneale. Era sottoposto ad intervento chirurgico per shock emorragico nel corso del quale sopravveniva il decesso. L’esame autoptico ha rilevato la presenza in cavità addominale e nel retroperitoneo di 600 cc liquido ematico. L’esame dei dati istologici ha consentito di confermare la diagnosi di aneurisma dissecante dell’aorta addominale e delle arterie renali da grave e diffusa arteriosclerosi. Conclusioni Sulla scorta delle risultanze della documentazione sanitaria e dall’esame autoptico è stato possibile affermare che la causa della morte è riconducibile a shock emorragico per rottura di aneurisma aortico sotto renale. L’intervento di aneurismectomia rappresenta un’emergenza chirurgica associata ad elevata mortalità quando il paziente si trova in condizioni emodinamicamente instabili. Tale rischio è ulteriormente incrementato quando vi è uno stato di shock. Le linee guida (Nephrolithiasis Guideline of American Urological Association) sul dolore colico renale suggeriscono tre livelli diagnostici fondamentali. In particolare, prima di eseguire terapia medica, è necessario eseguire diagnostica di primo livello quale ecografia renale e in caso negativo procedere con urografia, pielografia ascendente, pielografia discendente. In riferimento al caso concreto, è possibile affermare che i sanitari del P.S. avrebbero diligentemente dovuto sottoporre il paziente ad accertamenti idonei ad una corretta diagnosi differenziale, necessaria per la corretta valutazione del dolore lombare. Tale omissione ha impedito la diagnosi precoce della formazione aneurismatica e l’esecuzione di intervento chirurgico di aneurismectomia quando ancora il paziente presentava condizioni emodinamiche stabili. Qualora si fosse intervenuto in elezione, piuttosto che in urgenza, il paziente avrebbe avuto significative e rilevanti possibilità di sopravvivenza, stante l’assenza di altri fattori prognostici negativi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/101647
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