Il volume muove dalla problematica definitio gaiana espressa in esordio di D. 39.6.31 la quale, tenuti fuori gli acquisti a titolo di eredità, di legato e di fedecommesso, individua ciò che mortis causa capitur nelle acquisizioni parimenti occasionate dalla morte di una persona, ma prive di propria nomina. Dopo una disamina delle varie fattispecie (tra le quali: l’acquisto da condicio implenda in dando apposta a disposizioni testamentarie; l’acquisto conseguito per accettare un’eredità o per rinunciarvi; l’acquisto di beni già dotali da parte di chi ne ha avuto stipulato il trasferimento dal marito in mortem mulieris, secondo il genus delle dotes recepticiae), prende in considerazione i dati normativi salienti (dalla precettistica pontificale in tema di sacra, alle leges Furia e Voconia, Falcidia, nonché Iulia et Papia, fino ai più tardi provvedimenti estensivi) e favorenti l’affermarsi della categoria mortis causa capere, da ritenere progressivamente autonomizzatasi dalla mortis causa donatio, nonostante qualche spiegabile ambiguità delle fonti. L’analisi critico-esegetica delle molteplici testimonianze – tra cui spiccano, oltre al cruciale passo gaiano, D. 39.6.8, 18, 36, 38, ed anche 35.2.1.8 (sulla fattispecie della penus legata) – approda ad un’originale ricomposizione del sentire giurisprudenziale classico in merito a tale categoria d’acquisti, al netto dei mirati interventi compilatori intesi ad armonizzarla con l’aggregante sistematica giustinianea.

Mortis causa capitur. Di una speciale categoria di acquisti patrimoniali

GENOVESE, Mario Orazio
2011

Abstract

Il volume muove dalla problematica definitio gaiana espressa in esordio di D. 39.6.31 la quale, tenuti fuori gli acquisti a titolo di eredità, di legato e di fedecommesso, individua ciò che mortis causa capitur nelle acquisizioni parimenti occasionate dalla morte di una persona, ma prive di propria nomina. Dopo una disamina delle varie fattispecie (tra le quali: l’acquisto da condicio implenda in dando apposta a disposizioni testamentarie; l’acquisto conseguito per accettare un’eredità o per rinunciarvi; l’acquisto di beni già dotali da parte di chi ne ha avuto stipulato il trasferimento dal marito in mortem mulieris, secondo il genus delle dotes recepticiae), prende in considerazione i dati normativi salienti (dalla precettistica pontificale in tema di sacra, alle leges Furia e Voconia, Falcidia, nonché Iulia et Papia, fino ai più tardi provvedimenti estensivi) e favorenti l’affermarsi della categoria mortis causa capere, da ritenere progressivamente autonomizzatasi dalla mortis causa donatio, nonostante qualche spiegabile ambiguità delle fonti. L’analisi critico-esegetica delle molteplici testimonianze – tra cui spiccano, oltre al cruciale passo gaiano, D. 39.6.8, 18, 36, 38, ed anche 35.2.1.8 (sulla fattispecie della penus legata) – approda ad un’originale ricomposizione del sentire giurisprudenziale classico in merito a tale categoria d’acquisti, al netto dei mirati interventi compilatori intesi ad armonizzarla con l’aggregante sistematica giustinianea.
978-88-34-8276-42
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/102210
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