L’Archeologia Industriale (AI) è una disciplina relativamente giovane che si interessa della salvaguardia della memoria delle attività lavorative del passato. Tale esigenza nasce dalla rapidità dell’evoluzione tecnologica, propria della nostra epoca, che rende obsoleti processi produttivi, strumenti e manufatti, ancora capaci di fornire prestazioni ma resi inutili dal progresso dei tempi e quindi abbandonati. Ciò vale anche per i manufatti edili asserviti alla produzione, ossia opifici, infrastrutture di supporto ed aree di pertinenza, il che costituisce uno degli aspetti di maggior rilievo dell’AI. In Sicilia l’AI ha un ruolo e un significato del tutto particolare. Infatti, sebbene la regione sia lontana dal cuore dell’Europa, dove la Rivoluzione Industriale ha vissuto la sua stagione più matura, si sono sviluppate nel territorio una serie di attività di carattere produttivo, legate alla specificità del luogo (dalla pesca e trasformazione del tonno alla estrazione dello zolfo, dalla produzione del sale alla lavorazione dell’argilla). Aziende che, seppur caratterizzate da un tasso di meccanizzazione relativamente basso, erano del tutto assimilabili alle industrie più avanzate del nord, per l’organizzazione interna, la quantità e la qualità dei beni immessi sul mercato. Peraltro l’AI in Sicilia si carica di un valore aggiunto, se si considera che gran parte di queste attrezzature produttive si trovavano collocate in contesti extra urbani, per sfruttare la vicinanza con le aree di provenienza delle materie prime. Pertanto si relazionano con un contesto in cui il legame con il paesaggio è maggiormente delicato e la cubatura già disponibile è una risorsa destinataria di maggiore apprezzamento. Il loro reimpiego, che in diversi casi ha già avuto avvio, costituisce quindi un’occasione di valorizzazione e sviluppo per l’ambito rurale. Nella redazione dell’opera l’autore si è avvalso di una metodologia di indagine già messa a punto dallo stesso in altre circostanze. La peculiarità del metodo consiste nell’approccio pragmatico e diretto all’argomento, tramite l’analisi di alcuni casi di studio, ritenuti significativi ed esemplificativi. Su questi viene effettuato un triplice approfondimento; infatti da un lato viene condotto un regesto della documentazione esistente, con particolare riguardo per le fonti inedite; quindi vengono condotte in sito le opportune analisi geometrico-costruttive; infine si passa a valutare le possibilità di recupero della fabbrica, considerando quanto già posto in essere e quanto solo ipotizzabile. Il lavoro qui presentato si inserisce nell’alveo disciplinare ben consolidato della Storia della Costruzione. Il contributo specifico si sostanzia nell’inquadrare la casistica regionale all’interno del complesso e variegato quadro dell’AI in Italia, ponendo in luce aspetti e particolarità dovute alle vicissitudini locali, spesso sconosciuti anche agli operatori del settore. Inoltre si è inteso richiamare l’attenzione su come gli interventi di AI possano costituire un valido ausilio per lo sviluppo delle aree rurali depresse, un tema di una certa rilevanza se si considera che si trova spesso al centro dei programmi di investimento dell’autorità regionale. Il volume si rivolge quindi a ricercatori e progettisti che vogliano confrontarsi con questo argomento, per fornire loro un adeguato supporto conoscitvo.

Riuso e conservazione dell'archeologia industriale in Sicilia: l'ambiente rurale

SAPIENZA, Vincenzo
2015

Abstract

L’Archeologia Industriale (AI) è una disciplina relativamente giovane che si interessa della salvaguardia della memoria delle attività lavorative del passato. Tale esigenza nasce dalla rapidità dell’evoluzione tecnologica, propria della nostra epoca, che rende obsoleti processi produttivi, strumenti e manufatti, ancora capaci di fornire prestazioni ma resi inutili dal progresso dei tempi e quindi abbandonati. Ciò vale anche per i manufatti edili asserviti alla produzione, ossia opifici, infrastrutture di supporto ed aree di pertinenza, il che costituisce uno degli aspetti di maggior rilievo dell’AI. In Sicilia l’AI ha un ruolo e un significato del tutto particolare. Infatti, sebbene la regione sia lontana dal cuore dell’Europa, dove la Rivoluzione Industriale ha vissuto la sua stagione più matura, si sono sviluppate nel territorio una serie di attività di carattere produttivo, legate alla specificità del luogo (dalla pesca e trasformazione del tonno alla estrazione dello zolfo, dalla produzione del sale alla lavorazione dell’argilla). Aziende che, seppur caratterizzate da un tasso di meccanizzazione relativamente basso, erano del tutto assimilabili alle industrie più avanzate del nord, per l’organizzazione interna, la quantità e la qualità dei beni immessi sul mercato. Peraltro l’AI in Sicilia si carica di un valore aggiunto, se si considera che gran parte di queste attrezzature produttive si trovavano collocate in contesti extra urbani, per sfruttare la vicinanza con le aree di provenienza delle materie prime. Pertanto si relazionano con un contesto in cui il legame con il paesaggio è maggiormente delicato e la cubatura già disponibile è una risorsa destinataria di maggiore apprezzamento. Il loro reimpiego, che in diversi casi ha già avuto avvio, costituisce quindi un’occasione di valorizzazione e sviluppo per l’ambito rurale. Nella redazione dell’opera l’autore si è avvalso di una metodologia di indagine già messa a punto dallo stesso in altre circostanze. La peculiarità del metodo consiste nell’approccio pragmatico e diretto all’argomento, tramite l’analisi di alcuni casi di studio, ritenuti significativi ed esemplificativi. Su questi viene effettuato un triplice approfondimento; infatti da un lato viene condotto un regesto della documentazione esistente, con particolare riguardo per le fonti inedite; quindi vengono condotte in sito le opportune analisi geometrico-costruttive; infine si passa a valutare le possibilità di recupero della fabbrica, considerando quanto già posto in essere e quanto solo ipotizzabile. Il lavoro qui presentato si inserisce nell’alveo disciplinare ben consolidato della Storia della Costruzione. Il contributo specifico si sostanzia nell’inquadrare la casistica regionale all’interno del complesso e variegato quadro dell’AI in Italia, ponendo in luce aspetti e particolarità dovute alle vicissitudini locali, spesso sconosciuti anche agli operatori del settore. Inoltre si è inteso richiamare l’attenzione su come gli interventi di AI possano costituire un valido ausilio per lo sviluppo delle aree rurali depresse, un tema di una certa rilevanza se si considera che si trova spesso al centro dei programmi di investimento dell’autorità regionale. Il volume si rivolge quindi a ricercatori e progettisti che vogliano confrontarsi con questo argomento, per fornire loro un adeguato supporto conoscitvo.
978-88-548-6531-0
Storia della Costruzione; Progettazione architettonica; Paesaggio Rurale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/102311
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