È noto che le modalità di distribuzione dell’energia sismica dipendono da numerosi fattori sia morfo-strutturali che litologici presenti nelle aree investigate. Numerosi esperimenti condotti in California e recentemente in Italia, in occasione dei terremoti umbro-marchigiani del 1998, hanno evidenziato come le zone di faglia, attive e non, si comportano come guide d’onda (Azzara et al., 1999; Marra et al., 1999). In questo studio si è cercato di investigare su come la presenza di faglie e fratture può influenzare la propagazione delle onde sismiche causando effetti di amplificazione. La ricerca è stata condotta in un’area ubicata qualche chilometro a nord della città di Catania dove si riscontra la presenza di estese coperture di colate laviche storiche, più o meno alterate, e con spessori dell’ordine del centinaio di metri. Inoltre risultano ben visibili in affioramento sia una frattura, che ha dato origine ad una colata lavica (eruzione del 1381), sia una faglia con movimenti prevalentemente verticali, entrambe orientate NNW-SSE. Sono state eseguite una serie di registrazioni del microtremore ubicando i punti di campionatura lungo profili perpendicolari alla direzione di allungamento delle strutture suddette. I dati raccolti sono stati analizzati mediante la tecnica dei rapporti spettrali H/V (Nakamura, 1989). Le osservazioni preliminari mostrano la tendenza all’accentuazione dell’amplificazione degli effetti di sito in corrispondenza dei punti di campionatura ubicati in prossimità della faglia. Questi primi risultati sono incoraggianti poiché è evidente l’importanza di investigare sulle amplificazioni locali, in termini di onde intrappolate all’interno della zona di gouge della faglia, sia per definire la geometria della struttura, sia per quantizzare l’hazard in un’area che, anche se classificabile come caratterizzata dalla presenza di litotipi assimilabili ad un basamento rigido, non può garantire bassi livelli di amplificazione.

Influenza delle strutture tettoniche nella valutazione degli effetti di sito

LOMBARDO, Giuseppe;
2000-01-01

Abstract

È noto che le modalità di distribuzione dell’energia sismica dipendono da numerosi fattori sia morfo-strutturali che litologici presenti nelle aree investigate. Numerosi esperimenti condotti in California e recentemente in Italia, in occasione dei terremoti umbro-marchigiani del 1998, hanno evidenziato come le zone di faglia, attive e non, si comportano come guide d’onda (Azzara et al., 1999; Marra et al., 1999). In questo studio si è cercato di investigare su come la presenza di faglie e fratture può influenzare la propagazione delle onde sismiche causando effetti di amplificazione. La ricerca è stata condotta in un’area ubicata qualche chilometro a nord della città di Catania dove si riscontra la presenza di estese coperture di colate laviche storiche, più o meno alterate, e con spessori dell’ordine del centinaio di metri. Inoltre risultano ben visibili in affioramento sia una frattura, che ha dato origine ad una colata lavica (eruzione del 1381), sia una faglia con movimenti prevalentemente verticali, entrambe orientate NNW-SSE. Sono state eseguite una serie di registrazioni del microtremore ubicando i punti di campionatura lungo profili perpendicolari alla direzione di allungamento delle strutture suddette. I dati raccolti sono stati analizzati mediante la tecnica dei rapporti spettrali H/V (Nakamura, 1989). Le osservazioni preliminari mostrano la tendenza all’accentuazione dell’amplificazione degli effetti di sito in corrispondenza dei punti di campionatura ubicati in prossimità della faglia. Questi primi risultati sono incoraggianti poiché è evidente l’importanza di investigare sulle amplificazioni locali, in termini di onde intrappolate all’interno della zona di gouge della faglia, sia per definire la geometria della struttura, sia per quantizzare l’hazard in un’area che, anche se classificabile come caratterizzata dalla presenza di litotipi assimilabili ad un basamento rigido, non può garantire bassi livelli di amplificazione.
88-900385-1-9
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/102759
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