In the first part the volume aims to analyse, especially between the 18th and 19th century, the centres of irradiation and the local consumption of modern Greek culture, through the study of the language question, the dynamism of the Greek diaspora in Europe and the Balkans, Greeks, Venetians, French, German publishers’ industriousness in translation and preceptive issues, the involvement of ecclesiastical structures within the Ottoman Empire and the Greek world, the position of Greece in the European history “of nations” within the polarity of the debate on the concepts of country, republic, nation, ghenos and ethnos. In the second part it examines the Greek writer Arghyris Eftaliotis and two of his works belonging to Greek "verismo", who lived in Greece, England and India, and is marked by a fervent commitment to the linguistic and social querelle that echoes to authors such as Giovanni Verga. It comes to light that the insane, criminals, the poor, adulterers, the sick, prostitutes, alcoholics are raised to the status of main characters, because thanks to them - during the 19th century (when the formation of national States leads to the definition/ construction of the citizen) - literature brings itself to the edge of the uncertain and unexplored boundaries of citizenship. The question is how to use the "poor" (who is denied the right to vote), but even more how to use the "deviant" and the "disabled" in a society that needs to gradually mobilize and frame new energy and new masses. In addition, the use or not, of the spoken parlance of the popular, rural and proletarian classes has proved as depending not on the writer’s “cultural background”, but on specific intentions, now linked to political factors, now to reasons relating to certain Greek and / or foreign literary influences, now to social and ideological factors. The volume also includes extensive appendices with biographies and activities of authors, publishers, printers, booksellers; the representations of deaf, dumb and blind characters in the narrative pages and on the theatrical scene in Europe and in Greece; and an Afterword by Giuseppe Giarrizzo (Accademia dei Lincei).

Nella prima parte il volume mira ad analizzare, soprattutto fra XVIII e XIX secolo, i centri di irradiazione e del consumo locale della moderna civiltà greca, attraverso lo studio della questione linguistica, il dinamismo della diaspora greca in Europa e nei Balcani, l’operosità degli editori - greci, veneziani, francesi, tedeschi - nelle pubblicazioni metafrastiche e precettistiche, il coinvolgimento delle strutture ecclesiastiche all’interno del mondo ottomano e greco, la collocazione della Grecia nella storia dell’Europa “delle nazioni” con la polarità del dibattito sui concetti di patria, repubblica, nazione, ghenos ed ethnos. Nella seconda parte si è esaminato lo scrittore “verista” greco Arghyris Eftaliotis e due sue opere. Vissuto fra Grecia, Inghilterra e India, è contraddistinto da un fervido impegno nella querelle linguistica e sociale che fa eco ad autori quali Giovanni Verga. Emerge che i folli, i criminali, i poveri, le adultere, i malati, le prostitute, gli alcolisti assurgono a protagonisti, perché con essi, nel corso dell’Ottocento (quando la formazione degli stati nazionali porta alla definizione/costruzione del cittadino), la letteratura si spinge al limite dei confini incerti e inesplorati della cittadinanza. L’interrogativo è come utilizzare i “poveri” (ai quali si nega il diritto di voto), ma ancor più come utilizzare “devianti” e “disabili” in una società che ha bisogno di mobilitare e inquadrare via via nuove energie e nuove masse. Inoltre, l’utilizzo o meno, della parlata d’uso delle classi popolari, rurali e proletarie si è rivelato dipendente non dal “retroterra” culturale dello scrittore ma da specifiche intenzioni, talora legate a fattori politici, talora a motivazioni connesse a determinati influssi letterari greci e/o stranieri, talora a fattori sociali e ideologici. Completano il volume ampie appendici con le biografie e attività di autori, editori, tipografi, librai; delle rappresentazioni di sordi, muti e ciechi nelle pagine narrative e sulle scene teatrali in Europa e in Grecia; e una postfazione di Giuseppe Giarrizzo (Accademia dei Lincei).

L’universo dei derelitti e il mondo dell’idillio nella penombra dell’Illuminismo. Il muto, il cieco e il pazzo in Arghyris Eftaliotis

PAPATHEU, CATERINA
2011

Abstract

Nella prima parte il volume mira ad analizzare, soprattutto fra XVIII e XIX secolo, i centri di irradiazione e del consumo locale della moderna civiltà greca, attraverso lo studio della questione linguistica, il dinamismo della diaspora greca in Europa e nei Balcani, l’operosità degli editori - greci, veneziani, francesi, tedeschi - nelle pubblicazioni metafrastiche e precettistiche, il coinvolgimento delle strutture ecclesiastiche all’interno del mondo ottomano e greco, la collocazione della Grecia nella storia dell’Europa “delle nazioni” con la polarità del dibattito sui concetti di patria, repubblica, nazione, ghenos ed ethnos. Nella seconda parte si è esaminato lo scrittore “verista” greco Arghyris Eftaliotis e due sue opere. Vissuto fra Grecia, Inghilterra e India, è contraddistinto da un fervido impegno nella querelle linguistica e sociale che fa eco ad autori quali Giovanni Verga. Emerge che i folli, i criminali, i poveri, le adultere, i malati, le prostitute, gli alcolisti assurgono a protagonisti, perché con essi, nel corso dell’Ottocento (quando la formazione degli stati nazionali porta alla definizione/costruzione del cittadino), la letteratura si spinge al limite dei confini incerti e inesplorati della cittadinanza. L’interrogativo è come utilizzare i “poveri” (ai quali si nega il diritto di voto), ma ancor più come utilizzare “devianti” e “disabili” in una società che ha bisogno di mobilitare e inquadrare via via nuove energie e nuove masse. Inoltre, l’utilizzo o meno, della parlata d’uso delle classi popolari, rurali e proletarie si è rivelato dipendente non dal “retroterra” culturale dello scrittore ma da specifiche intenzioni, talora legate a fattori politici, talora a motivazioni connesse a determinati influssi letterari greci e/o stranieri, talora a fattori sociali e ideologici. Completano il volume ampie appendici con le biografie e attività di autori, editori, tipografi, librai; delle rappresentazioni di sordi, muti e ciechi nelle pagine narrative e sulle scene teatrali in Europa e in Grecia; e una postfazione di Giuseppe Giarrizzo (Accademia dei Lincei).
8877968877
In the first part the volume aims to analyse, especially between the 18th and 19th century, the centres of irradiation and the local consumption of modern Greek culture, through the study of the language question, the dynamism of the Greek diaspora in Europe and the Balkans, Greeks, Venetians, French, German publishers’ industriousness in translation and preceptive issues, the involvement of ecclesiastical structures within the Ottoman Empire and the Greek world, the position of Greece in the European history “of nations” within the polarity of the debate on the concepts of country, republic, nation, ghenos and ethnos. In the second part it examines the Greek writer Arghyris Eftaliotis and two of his works belonging to Greek "verismo", who lived in Greece, England and India, and is marked by a fervent commitment to the linguistic and social querelle that echoes to authors such as Giovanni Verga. It comes to light that the insane, criminals, the poor, adulterers, the sick, prostitutes, alcoholics are raised to the status of main characters, because thanks to them - during the 19th century (when the formation of national States leads to the definition/ construction of the citizen) - literature brings itself to the edge of the uncertain and unexplored boundaries of citizenship. The question is how to use the "poor" (who is denied the right to vote), but even more how to use the "deviant" and the "disabled" in a society that needs to gradually mobilize and frame new energy and new masses. In addition, the use or not, of the spoken parlance of the popular, rural and proletarian classes has proved as depending not on the writer’s “cultural background”, but on specific intentions, now linked to political factors, now to reasons relating to certain Greek and / or foreign literary influences, now to social and ideological factors. The volume also includes extensive appendices with biographies and activities of authors, publishers, printers, booksellers; the representations of deaf, dumb and blind characters in the narrative pages and on the theatrical scene in Europe and in Greece; and an Afterword by Giuseppe Giarrizzo (Accademia dei Lincei).
Dibattiti linguistici, culturali, politici; I secoli XVIII- XIX greco; Arghyris Eftaliotis; Diaspore; la stampa greca; Balcani; Impero ottomano; verismo greco
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/103135
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