The Book analyzes the Journey in Italy of Karl Philipp Moritz, friend of J. W. von Goethe, under the perspective of his pedagogical concearn. The ästhetic theories developed by this author are all included in this caleidoscopic work and its often misleading structure responds to a pedagogical intention and a psychological intuition. The book intends to prove that this work was written as a "speculum principis" responding to the pedagogical theories of the german Anschuungspädagogik. The visual medium is interpreted as principal vehicle of cognition and the perception of the environment as the most complex emergent cognitive experience for human body and mind.

Attraverso lo sguardo di Karl Philipp Moritz, autore di punta della Goethezeit, amico e interlocutore privilegiato di Goethe, il viaggio in Italia si configura come un percorso formativo attraverso i meandri della conoscenza, in una riflessione, orchestrata in tappe pedagogicamente strutturate, sul potere gnoseologico della visione. Questo studio ripercorre l’evoluzione del viaggio moritziano nei luoghi d’Italia e nella mente umana attraverso l’analisi dei tre volumi del resoconto, densi di riflessioni rivoluzionarie sull’arte, sulla storia e sulla psiche. Si propone qui un’inedita analisi dei codici figurativi adoperati, delle ottiche di rappresentazione del paesaggio italiano e delle opere d’arte osservate e descritte in un percorso impaginato nello scopo, sinora mai indagato dalla critica, di proporre una nuova forma di institutio principis. L’indagine condotta attraverso l’individuazione di un rapporto privilegiato tra l’estetica di Moritz e le incisioni di Piranesi, unita alla ricostruzione della struttura profonda di un testo solo all’apparenza caotico, elaborata a partire dalle teorie dell’apprendimento da Moritz stesso in altri testi formulate, conduce a una nuova valutazione delle questioni riguardanti l’ékphrasis, l’estetica dell’ornamento e dell’allegoria, il rapporto con la storia e l’antico, consentendo di mettere a fuoco gli elementi cardine di una speculazione che ha fecondato la riflessione estetica e culturale nei secoli successivi giungendo fino ai recenti sviluppi della neuroestetica.

Vedute e visioni. Teorie estetiche e dimensione onirica nelle opere "italiane" di Karl Philipp Moritz

GAMBINO, RENATA GIUSEPPA
2010

Abstract

Attraverso lo sguardo di Karl Philipp Moritz, autore di punta della Goethezeit, amico e interlocutore privilegiato di Goethe, il viaggio in Italia si configura come un percorso formativo attraverso i meandri della conoscenza, in una riflessione, orchestrata in tappe pedagogicamente strutturate, sul potere gnoseologico della visione. Questo studio ripercorre l’evoluzione del viaggio moritziano nei luoghi d’Italia e nella mente umana attraverso l’analisi dei tre volumi del resoconto, densi di riflessioni rivoluzionarie sull’arte, sulla storia e sulla psiche. Si propone qui un’inedita analisi dei codici figurativi adoperati, delle ottiche di rappresentazione del paesaggio italiano e delle opere d’arte osservate e descritte in un percorso impaginato nello scopo, sinora mai indagato dalla critica, di proporre una nuova forma di institutio principis. L’indagine condotta attraverso l’individuazione di un rapporto privilegiato tra l’estetica di Moritz e le incisioni di Piranesi, unita alla ricostruzione della struttura profonda di un testo solo all’apparenza caotico, elaborata a partire dalle teorie dell’apprendimento da Moritz stesso in altri testi formulate, conduce a una nuova valutazione delle questioni riguardanti l’ékphrasis, l’estetica dell’ornamento e dell’allegoria, il rapporto con la storia e l’antico, consentendo di mettere a fuoco gli elementi cardine di una speculazione che ha fecondato la riflessione estetica e culturale nei secoli successivi giungendo fino ai recenti sviluppi della neuroestetica.
9788861593732
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/103164
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