Il termine “generazione flessibile”- rievocativo del lavoro di Sennet “L’uomo flessibile” - viene qui ricondotto all’emergere di almeno due generazioni nella società del rischio: la “generazione del rischio” o “invisibile” degli anni Ottanta e Novanta e quella dei “figli del disincanto” del Duemila. Le nuovissime generazioni mostrano dei caratteri che si potrebbero definire di “adattamento”, contro quelli di “rifiuto-contestazione” della generazione invisibile. Il lavoro si compone di due parti. La prima mira a distinguere i connotati delle generazioni considerate valutandone la specificità sul piano intergenerazionale, ricostruendo i profili di partecipazione sulla base dei dati Itanes raccolti nell’arco di quaranta anni e che permettono di discriminare effetti di generazione da eventuali effetti di periodo e coorte. Il lavoro si concentra, poi, su uno studio che permette di approfondire le specifiche dinamiche relazionali ed i connotati etici caratterizzanti i giovani oggi, osservando che i legami intimi continuano ad essere particolarmente rilevanti, con la priorità dei legami familiari per i più giovani e di quelli amicali per i giovani-adulti. L’indagine, condotta su 400 studenti dell’Università degli Studi di Catania (campionamento snow-ball), permette di impiegare misure di network analysis al fine di mostrare come le dinamiche relazioni abbiano una particolare rilevanza nell’orientare comportamenti, percezioni della realtà e connotati etici, considerando sia misure qualitative che quantitative. L’ultima parte del lavoro mostra quanto sia importante un ambiente differenziato sul piano della tipologia dei soggetti con cui ci si confronta. Un tale contesto relazionale è sempre più dipendente da iniziativa e personalità individuale, in linea con i processi di individualizzazione e riflessività. Ci si chiede, in tal senso, fino a che punto i giovani padroneggino competenze e conoscenze necessarie per accedere o, almeno, percepire le differenti “opportunità” di coinvolgimento nella vita pubblica di cui dispongono. Sicuramente, in ogni caso, viene confermata la tesi di Newton, che sottolinea come la società contemporanea richieda una nuova forma di “coesione sociale” che si fonda sulla abstract trust, fondata sul rispetto dell’altrui individualità e sulla rilevanza di elementi etici riconducibili a reciprocità, solidarietà e uguaglianza. Fondamentale è, a tal fine, l’emergere di paralleli processi di istruzione e socializzazione familiare che garantiscono l’adattamento dell’individuo alle esigenze della società post-moderna con le relative nuove sfide sul piano dell’internazionalizzazione delle competenze, flessibilità lavorativa, ristrutturazione e adattamento dell’identità sociale (se non di quella individuale) ai repentini cambiamenti contestuali. Keywords: generazioni, giovani, coesione sociale, individualizzazione, società del rischio

Le generazioni flessibili

GOZZO, SIMONA MANUELA
2012

Abstract

Il termine “generazione flessibile”- rievocativo del lavoro di Sennet “L’uomo flessibile” - viene qui ricondotto all’emergere di almeno due generazioni nella società del rischio: la “generazione del rischio” o “invisibile” degli anni Ottanta e Novanta e quella dei “figli del disincanto” del Duemila. Le nuovissime generazioni mostrano dei caratteri che si potrebbero definire di “adattamento”, contro quelli di “rifiuto-contestazione” della generazione invisibile. Il lavoro si compone di due parti. La prima mira a distinguere i connotati delle generazioni considerate valutandone la specificità sul piano intergenerazionale, ricostruendo i profili di partecipazione sulla base dei dati Itanes raccolti nell’arco di quaranta anni e che permettono di discriminare effetti di generazione da eventuali effetti di periodo e coorte. Il lavoro si concentra, poi, su uno studio che permette di approfondire le specifiche dinamiche relazionali ed i connotati etici caratterizzanti i giovani oggi, osservando che i legami intimi continuano ad essere particolarmente rilevanti, con la priorità dei legami familiari per i più giovani e di quelli amicali per i giovani-adulti. L’indagine, condotta su 400 studenti dell’Università degli Studi di Catania (campionamento snow-ball), permette di impiegare misure di network analysis al fine di mostrare come le dinamiche relazioni abbiano una particolare rilevanza nell’orientare comportamenti, percezioni della realtà e connotati etici, considerando sia misure qualitative che quantitative. L’ultima parte del lavoro mostra quanto sia importante un ambiente differenziato sul piano della tipologia dei soggetti con cui ci si confronta. Un tale contesto relazionale è sempre più dipendente da iniziativa e personalità individuale, in linea con i processi di individualizzazione e riflessività. Ci si chiede, in tal senso, fino a che punto i giovani padroneggino competenze e conoscenze necessarie per accedere o, almeno, percepire le differenti “opportunità” di coinvolgimento nella vita pubblica di cui dispongono. Sicuramente, in ogni caso, viene confermata la tesi di Newton, che sottolinea come la società contemporanea richieda una nuova forma di “coesione sociale” che si fonda sulla abstract trust, fondata sul rispetto dell’altrui individualità e sulla rilevanza di elementi etici riconducibili a reciprocità, solidarietà e uguaglianza. Fondamentale è, a tal fine, l’emergere di paralleli processi di istruzione e socializzazione familiare che garantiscono l’adattamento dell’individuo alle esigenze della società post-moderna con le relative nuove sfide sul piano dell’internazionalizzazione delle competenze, flessibilità lavorativa, ristrutturazione e adattamento dell’identità sociale (se non di quella individuale) ai repentini cambiamenti contestuali. Keywords: generazioni, giovani, coesione sociale, individualizzazione, società del rischio
generazioni; giovani; coesione sociale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/103622
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