A partire dai principali modelli di indagine teorica sulle categorie dei tempi sociali, il volume affronta il tema delle complesse relazioni giuridiche fra le molteplici species di tempi sociali: il tempo di lavoro (di cui si considera la tendenziale predominanza anche negli attuali modelli di organizzazione sociale), i tempi di non lavoro (nella tradizionale “versione” delle pause e dei periodi di riposo), il tempo libero (nelle forme del tempo dedicato ad attività familiari, di cura, formazione, per sé). Decodificato il significato giuridico di tali nozioni, l’autore procede ad un sistematico inquadramento delle discipline dei tempi di lavoro e dei tempi sociali in ambito sovranazionale, dando conto non solo del nucleo “duro” del modello di regolazione (direttiva n. 93/104/Ce, ora dir. n. 88/2003/Ce), di per sé caratterizzato da un tipico assetto multilevel, in parte condizionato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, ma anche del significativo apporto delle fonti di soft-law. In una prospettiva di analisi orientata a valorizzare le relazioni fra la dimensione comunitaria e i modelli statuali comunitarizzati, l’autore indaga poi strumenti, tecniche e modalità di “emersione giuridica” delle dimensioni plurime del tempo di lavoro (con particolare riferimento agli aspetti del tempo di non lavoro e al tempo libero) in ambito nazionale. Ciò con riguardo sia alla regolazione standard del tempo di lavoro e dei periodi di riposo, di recente oggetto, in Italia, di una radicale riforma; sia ad alcuni settori lavorativi contrassegnati da un più evidente rischio di sovrapposizione fra le diverse dimensioni della temporalità sociale, destinatarie di discipline speciali, rilette dall’autore secondo canoni di interpretazione sistematica, alla luce degli apporti della giurisprudenza e della contrattazione collettiva.

Tempi di lavoro e tempi sociali. Profili di regolazione giuridica nel diritto interno e dell’UE

RICCI, Giancarlo
2005

Abstract

A partire dai principali modelli di indagine teorica sulle categorie dei tempi sociali, il volume affronta il tema delle complesse relazioni giuridiche fra le molteplici species di tempi sociali: il tempo di lavoro (di cui si considera la tendenziale predominanza anche negli attuali modelli di organizzazione sociale), i tempi di non lavoro (nella tradizionale “versione” delle pause e dei periodi di riposo), il tempo libero (nelle forme del tempo dedicato ad attività familiari, di cura, formazione, per sé). Decodificato il significato giuridico di tali nozioni, l’autore procede ad un sistematico inquadramento delle discipline dei tempi di lavoro e dei tempi sociali in ambito sovranazionale, dando conto non solo del nucleo “duro” del modello di regolazione (direttiva n. 93/104/Ce, ora dir. n. 88/2003/Ce), di per sé caratterizzato da un tipico assetto multilevel, in parte condizionato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, ma anche del significativo apporto delle fonti di soft-law. In una prospettiva di analisi orientata a valorizzare le relazioni fra la dimensione comunitaria e i modelli statuali comunitarizzati, l’autore indaga poi strumenti, tecniche e modalità di “emersione giuridica” delle dimensioni plurime del tempo di lavoro (con particolare riferimento agli aspetti del tempo di non lavoro e al tempo libero) in ambito nazionale. Ciò con riguardo sia alla regolazione standard del tempo di lavoro e dei periodi di riposo, di recente oggetto, in Italia, di una radicale riforma; sia ad alcuni settori lavorativi contrassegnati da un più evidente rischio di sovrapposizione fra le diverse dimensioni della temporalità sociale, destinatarie di discipline speciali, rilette dall’autore secondo canoni di interpretazione sistematica, alla luce degli apporti della giurisprudenza e della contrattazione collettiva.
88-14-12146-X
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/104048
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