Utilizzando prevalentemente fonti inedite (in particolare archivistiche), nella monografia è stata analizzata l’evoluzione dell’assetto socio-economico del comune di Calatabiano, selezionato come una comunità-tipo che, per condizioni climatiche, assetto idro-geologico e fasce altimetriche dei suoi terreni, offre un contesto che può considerarsi particolarmente rappresentativo, in ordine alle trasformazioni avvenute nelle aree costiere della Sicilia orientale, tra la fine del Seicento e gli anni Settanta del Novecento. La ricostruzione storica delle dinamiche economiche che, a più riprese, hanno interessato il territorio di Calatabiano tra il XVII ed il XX secolo, mette in risalto un’inconfutabile duttilità nelle scelte colturali, in stretta connessione con la domanda sui mercati insulari, continentali ed esteri. Fino all’ultimo scorcio del Settecento, si produceva in funzione dell’esportazione soprattutto nelle terre della fertile pianura, estesa oltre 700 ettari ed ampiamente coperta da terreni alluvionali, che dopo essere stati sfruttati per la coltura della canna da zucchero, vennero interessati dall’introduzione di una rotazione continua, grazie alla tecnica delle colmate di piano praticata in occasione dell’avvicendamento della coltura del riso. A partire dalla fine del Settecento, l’interesse all’introduzione di colture destinate ad alimentare flussi di esportazione è andata sempre più coinvolgendo le aree collinari, dove l’espansione delle colture legnose specializzate si è concatenata con il frazionamento della proprietà terriera. Tra la metà del Settecento e la metà del Novecento, al moltiplicarsi delle risorse produttive nel settore primario dell’economia ed all’incentivarsi delle connesse attività di trasformazione e scambio si è correlata una sensibile crescita demografica che ha portato la popolazione a sestuplicarsi nell’arco di appena due secoli. Nella lunga fase di accrescimento, sino a tutti gli anni ’30, la popolazione ha continuato a trovare sfogo principalmente nelle attività rurali all’interno del territorio calatabianese, grazie all’assorbimento, nei mercati nazionali ed esteri, di quantitativi crescenti dei più pregiati prodotti dell’agricoltura specializzata. Viceversa, a partire dagli anni ’40, l’agricoltura locale ha cessato di offrire prospettive di sviluppo adeguate ad una popolazione in continua crescita, così, agli ulteriori incrementi demografici, hanno cominciato a contrapporsi flussi migratori di popolazione attiva in cerca di sfoghi occupazionali verso aree in cui si era avviata una preponderante evoluzione delle attività secondarie e terziarie. In definitiva, tra la fine del Seicento e gli anni ’70 del Novecento, nell’area calatabianese non si è avuto il ribaltamento dei rapporti tra le attività produttive del settore primario e quelle del secondario e terziario. Semmai, in tale arco di tempo, nella struttura economica del territorio, mantenutasi prevalentemente agraria, si è modificata la natura della sua diffusa ruralità che appare, per l’appunto, sempre più finalizzata agli scambi. Ma, quale rovescio della medaglia, l’espansione delle arre che producevano prevalentemente per l’esportazione, a danno di quelle destinate alla produzione agropastorale per il consumo locale, ha comportato la crescente esposizione dell’economia locale alla maggiore aleatorietà della domanda estera.

Comunità rurali della Sicilia moderna e contemporanea. Calatabiano (secc. XVII-XX)

CASSAR, Silvana
2012

Abstract

Utilizzando prevalentemente fonti inedite (in particolare archivistiche), nella monografia è stata analizzata l’evoluzione dell’assetto socio-economico del comune di Calatabiano, selezionato come una comunità-tipo che, per condizioni climatiche, assetto idro-geologico e fasce altimetriche dei suoi terreni, offre un contesto che può considerarsi particolarmente rappresentativo, in ordine alle trasformazioni avvenute nelle aree costiere della Sicilia orientale, tra la fine del Seicento e gli anni Settanta del Novecento. La ricostruzione storica delle dinamiche economiche che, a più riprese, hanno interessato il territorio di Calatabiano tra il XVII ed il XX secolo, mette in risalto un’inconfutabile duttilità nelle scelte colturali, in stretta connessione con la domanda sui mercati insulari, continentali ed esteri. Fino all’ultimo scorcio del Settecento, si produceva in funzione dell’esportazione soprattutto nelle terre della fertile pianura, estesa oltre 700 ettari ed ampiamente coperta da terreni alluvionali, che dopo essere stati sfruttati per la coltura della canna da zucchero, vennero interessati dall’introduzione di una rotazione continua, grazie alla tecnica delle colmate di piano praticata in occasione dell’avvicendamento della coltura del riso. A partire dalla fine del Settecento, l’interesse all’introduzione di colture destinate ad alimentare flussi di esportazione è andata sempre più coinvolgendo le aree collinari, dove l’espansione delle colture legnose specializzate si è concatenata con il frazionamento della proprietà terriera. Tra la metà del Settecento e la metà del Novecento, al moltiplicarsi delle risorse produttive nel settore primario dell’economia ed all’incentivarsi delle connesse attività di trasformazione e scambio si è correlata una sensibile crescita demografica che ha portato la popolazione a sestuplicarsi nell’arco di appena due secoli. Nella lunga fase di accrescimento, sino a tutti gli anni ’30, la popolazione ha continuato a trovare sfogo principalmente nelle attività rurali all’interno del territorio calatabianese, grazie all’assorbimento, nei mercati nazionali ed esteri, di quantitativi crescenti dei più pregiati prodotti dell’agricoltura specializzata. Viceversa, a partire dagli anni ’40, l’agricoltura locale ha cessato di offrire prospettive di sviluppo adeguate ad una popolazione in continua crescita, così, agli ulteriori incrementi demografici, hanno cominciato a contrapporsi flussi migratori di popolazione attiva in cerca di sfoghi occupazionali verso aree in cui si era avviata una preponderante evoluzione delle attività secondarie e terziarie. In definitiva, tra la fine del Seicento e gli anni ’70 del Novecento, nell’area calatabianese non si è avuto il ribaltamento dei rapporti tra le attività produttive del settore primario e quelle del secondario e terziario. Semmai, in tale arco di tempo, nella struttura economica del territorio, mantenutasi prevalentemente agraria, si è modificata la natura della sua diffusa ruralità che appare, per l’appunto, sempre più finalizzata agli scambi. Ma, quale rovescio della medaglia, l’espansione delle arre che producevano prevalentemente per l’esportazione, a danno di quelle destinate alla produzione agropastorale per il consumo locale, ha comportato la crescente esposizione dell’economia locale alla maggiore aleatorietà della domanda estera.
978-88-66000-79-2
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/104826
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