Il lavoro analizza le questioni giuridiche connesse allo scioglimento della comunione legale tra i coniugi, facendo anche riferimento agli altri ordinamenti europei che presentano un’analoga disciplina. L’indagine comincia con l’esame delle cause che determinano lo scioglimento medesimo, soffermandosi sul momento dal quale le stesse producono effetto ed individuando nell’esigenza di garantire la certezza del diritto la direttrice della relativa disciplina. Si esamina, in questo contesto, anche l’istituto dello “scioglimento parziale” della comunione, privilegiandone un’interpretazione favorevole all’autonomia privata e più rispondente all’esigenza di promuovere l’adozione del regime della comunione. Particolare attenzione viene dedicata alla pubblicità dello scioglimento della comunione, evidenziando gli inconvenienti della scelta di segnalare le vicende del regime patrimoniale nell’atto di matrimonio e come l’affidabilità di questo sistema sia compromessa dall’inesistenza dell’obbligo di annotarvi la dichiarazione di fallimento. L’esame degli effetti dello scioglimento, prima sulla struttura della comunione e poi su composizione e disciplina del patrimonio, viene svolto in costante confronto con la regolamentazione dell'istituto durante la sua vigenza. Si individua così una linea di continuità nella natura giuridica dell’istituto. In quest’ambito, particolare approfondimento viene dedicato alla comunione differita o “de residuo”, segnalando alcuni aspetti inappaganti della relativa disciplina ed indagando, altresì, se non possa derogarsi al principio della condivisione delle risorse in natura in ragione delle esigenze di tutela dell’impresa. Nella parte del lavoro dedicata alla composizione del patrimonio, viene verificata la compatibilità della regola della divisione automatica dei crediti ereditari con la situazione che si prospetta allo scioglimento della comunione legale. Infine, nell’esame della disciplina del passivo viene proposta l’applicazione di una regola propria della comunione convenzionale, che consenta di preservare, nonostante lo scioglimento della comunione legale, l’equilibrio già esistente nel trattamento dei creditori.

Scioglimento della comunione legale e disciplina del patrimonio

BENANTI, CLAUDIA
2013

Abstract

Il lavoro analizza le questioni giuridiche connesse allo scioglimento della comunione legale tra i coniugi, facendo anche riferimento agli altri ordinamenti europei che presentano un’analoga disciplina. L’indagine comincia con l’esame delle cause che determinano lo scioglimento medesimo, soffermandosi sul momento dal quale le stesse producono effetto ed individuando nell’esigenza di garantire la certezza del diritto la direttrice della relativa disciplina. Si esamina, in questo contesto, anche l’istituto dello “scioglimento parziale” della comunione, privilegiandone un’interpretazione favorevole all’autonomia privata e più rispondente all’esigenza di promuovere l’adozione del regime della comunione. Particolare attenzione viene dedicata alla pubblicità dello scioglimento della comunione, evidenziando gli inconvenienti della scelta di segnalare le vicende del regime patrimoniale nell’atto di matrimonio e come l’affidabilità di questo sistema sia compromessa dall’inesistenza dell’obbligo di annotarvi la dichiarazione di fallimento. L’esame degli effetti dello scioglimento, prima sulla struttura della comunione e poi su composizione e disciplina del patrimonio, viene svolto in costante confronto con la regolamentazione dell'istituto durante la sua vigenza. Si individua così una linea di continuità nella natura giuridica dell’istituto. In quest’ambito, particolare approfondimento viene dedicato alla comunione differita o “de residuo”, segnalando alcuni aspetti inappaganti della relativa disciplina ed indagando, altresì, se non possa derogarsi al principio della condivisione delle risorse in natura in ragione delle esigenze di tutela dell’impresa. Nella parte del lavoro dedicata alla composizione del patrimonio, viene verificata la compatibilità della regola della divisione automatica dei crediti ereditari con la situazione che si prospetta allo scioglimento della comunione legale. Infine, nell’esame della disciplina del passivo viene proposta l’applicazione di una regola propria della comunione convenzionale, che consenta di preservare, nonostante lo scioglimento della comunione legale, l’equilibrio già esistente nel trattamento dei creditori.
978-88-348-7872-9
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/104834
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