Poche città al mondo, come Barcellona, risultano essere paradigmatiche per la loro capacità di rinnovarsi e di rispondere adeguatamente alle esigenze che ogni epoca esprime. La Barcellona moderna ha tessuto, sulla solida maglia isotropa voluta da Cerdà, le sorti del suo destino di capitale dell’architettura contemporanea. Il testo ripercorre le tappe più significative dell’evoluzione della capitale catalana che, a partire dallo stesso piano di Cerdà del 1859, passano dalle Esposizioni Universali del 1885 e del 1929, alla nuova rinascita democratica postfranchista e quindi agli eventi delle Olimpiadi del 1992 fino alla recente manifestazione del Fórum delle Culture del 2004. Lo studio della città è stato svolto approfondendo le strategie progettuali a livello urbano unitamente agli eventi puntuali che le hanno favorite. Particolare attenzione è stata rivolta agli spazi interstiziali, ai vuoti urbani, alle aree residuali tra infrastrutture e tessuto, alle stesse infrastrutture, ai luoghi della mobilità e del litorale, che hanno determinato i nuovi spazi pubblici della Barcellona contemporanea. La città in questo senso è stata osservata attraverso la lente del linguaggio architettonico con cui si sono declinate anche le architetture delle grandi funzioni urbane e delle infrastrutture. Il lavoro è corredato di immagini di viaggio dell’autore, istantanee dei luoghi che hanno riempito la letteratura su Barcellona e sono diventate icone della città. Il volume si conclude con un omaggio all'architetto catalano che meglio ha saputo mediare tra passato e presente, tradizione e contemporaneità, locale e globale, domestico e surreale dedicando, come il suo predecessore Gaudí, alla ricerca del senso delle cose e la sua vita all'architettura, Enric Miralles.

Barcellona. Lo spazio pubblico tra infrastrutture e paesaggio

D'URSO, SEBASTIANO
2005

Abstract

Poche città al mondo, come Barcellona, risultano essere paradigmatiche per la loro capacità di rinnovarsi e di rispondere adeguatamente alle esigenze che ogni epoca esprime. La Barcellona moderna ha tessuto, sulla solida maglia isotropa voluta da Cerdà, le sorti del suo destino di capitale dell’architettura contemporanea. Il testo ripercorre le tappe più significative dell’evoluzione della capitale catalana che, a partire dallo stesso piano di Cerdà del 1859, passano dalle Esposizioni Universali del 1885 e del 1929, alla nuova rinascita democratica postfranchista e quindi agli eventi delle Olimpiadi del 1992 fino alla recente manifestazione del Fórum delle Culture del 2004. Lo studio della città è stato svolto approfondendo le strategie progettuali a livello urbano unitamente agli eventi puntuali che le hanno favorite. Particolare attenzione è stata rivolta agli spazi interstiziali, ai vuoti urbani, alle aree residuali tra infrastrutture e tessuto, alle stesse infrastrutture, ai luoghi della mobilità e del litorale, che hanno determinato i nuovi spazi pubblici della Barcellona contemporanea. La città in questo senso è stata osservata attraverso la lente del linguaggio architettonico con cui si sono declinate anche le architetture delle grandi funzioni urbane e delle infrastrutture. Il lavoro è corredato di immagini di viaggio dell’autore, istantanee dei luoghi che hanno riempito la letteratura su Barcellona e sono diventate icone della città. Il volume si conclude con un omaggio all'architetto catalano che meglio ha saputo mediare tra passato e presente, tradizione e contemporaneità, locale e globale, domestico e surreale dedicando, come il suo predecessore Gaudí, alla ricerca del senso delle cose e la sua vita all'architettura, Enric Miralles.
88-7090-777-5
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/105933
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact