Il tema dell'espropriazione costituisce l'occasione per riflettere sull'attuale sistema di giustizia amministrativa in Italia. Non c’è dubbio che oggi il ruolo del g.a. sia profondamente diverso rispetto a quello che aveva originariamente, quando rappresentava un “privilegio processuale dell’amministrazione”: esercitando i Tribunali “un forte impatto sul governo della cosa pubblica ed una forte influenza sull’articolazione ed il funzionamento complessivo dei sistemi politici ed economici”. Per questa ragione si è sostenuta la necessità di una specifica esperienza. Già Costantino Mortati in Assemblea Costituente ebbe a dire che il vero problema del g.a. fosse quello di “una speciale forma mentis, una speciale preparazione per la interpretazione di certe disposizioni di legge... attitudini formate sulla base di una esperienza vissuta”. La “specificità” del g.a. nel garantire i diritti dei cittadini sta anche nella sua capacità di interpretare le esigenze dei cittadini e della comunità, non in contrapposizione con gli altri poteri, ma per assicurare che gli interessi privati non vengono a sopravanzare i valori della solidarietà e del libero sviluppo della persona umana. Il “privilegio” del g.a. non sta pertanto nel suo particolare rapporto con il potere ma nel suo particolare rapporto con le “collettività” in linea peraltro con la stessa collocazione della previsione Costituzionale di un g.a. di primo grado, nel titolo V della seconda parte della Costituzione.

Espropriazioni e giurisdizione. Ristampa emendata

LICCIARDELLO, Sebastiano
2007

Abstract

Il tema dell'espropriazione costituisce l'occasione per riflettere sull'attuale sistema di giustizia amministrativa in Italia. Non c’è dubbio che oggi il ruolo del g.a. sia profondamente diverso rispetto a quello che aveva originariamente, quando rappresentava un “privilegio processuale dell’amministrazione”: esercitando i Tribunali “un forte impatto sul governo della cosa pubblica ed una forte influenza sull’articolazione ed il funzionamento complessivo dei sistemi politici ed economici”. Per questa ragione si è sostenuta la necessità di una specifica esperienza. Già Costantino Mortati in Assemblea Costituente ebbe a dire che il vero problema del g.a. fosse quello di “una speciale forma mentis, una speciale preparazione per la interpretazione di certe disposizioni di legge... attitudini formate sulla base di una esperienza vissuta”. La “specificità” del g.a. nel garantire i diritti dei cittadini sta anche nella sua capacità di interpretare le esigenze dei cittadini e della comunità, non in contrapposizione con gli altri poteri, ma per assicurare che gli interessi privati non vengono a sopravanzare i valori della solidarietà e del libero sviluppo della persona umana. Il “privilegio” del g.a. non sta pertanto nel suo particolare rapporto con il potere ma nel suo particolare rapporto con le “collettività” in linea peraltro con la stessa collocazione della previsione Costituzionale di un g.a. di primo grado, nel titolo V della seconda parte della Costituzione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/106754
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