Il caso in questione tratta di una donna di 46 anni, obesa, plurioperata, con BPCO con la terza recidiva di laparocele e seconda recidiva di fistolizzazione cronica di protesi. La paziente ha sviluppato una fistolizzazione dell’ultima protesi apposta caratterizzata anche da progressiva estrusione della protesi visibile sulla parete addominale. La paziente era gravemente invalidata dalla sua situazione clinica e dopo accurata valutazione è stata sottoposta ad intervento chirurgico con rimozione della protesi estrusa, costituita da un patch-work di tre protesi, e contestuale riparazione parietale con protesi biologica (Permacol®). La paziente dimessa dopo 6 giorni con ottimale decorso clinico è guarita chirurgicamente ed al follow-up non ha segni di recidiva né problematica alcuna. Il caso è raro ed eccezionale ma è particolarmente interessante perché pone diversi quesiti sul trattamento di questi pazienti con disastri di parete recidivi e complicati. Queste problematiche saranno sempre più frequenti sia per l’aumento progressivo dell’obesità che dello sviluppo della chirurgia dei difetti di parete. Le soluzioni possibili sono molteplici in virtù dei progressi nel campo della giungla e varietà dei materiali disponibili inclusi quelli biologici di cui si riporta una ampia casistica. Il caso è ampiamente documentato da immagini e video e pone anche spunti di riflessione di tipo medico-legale.

Donna obesa con disastro di parete pluri-recidivo complicato da estrusione infetta di patch-work protesico : affontare o scappare?

LA GRECA, Gaetano
2014

Abstract

Il caso in questione tratta di una donna di 46 anni, obesa, plurioperata, con BPCO con la terza recidiva di laparocele e seconda recidiva di fistolizzazione cronica di protesi. La paziente ha sviluppato una fistolizzazione dell’ultima protesi apposta caratterizzata anche da progressiva estrusione della protesi visibile sulla parete addominale. La paziente era gravemente invalidata dalla sua situazione clinica e dopo accurata valutazione è stata sottoposta ad intervento chirurgico con rimozione della protesi estrusa, costituita da un patch-work di tre protesi, e contestuale riparazione parietale con protesi biologica (Permacol®). La paziente dimessa dopo 6 giorni con ottimale decorso clinico è guarita chirurgicamente ed al follow-up non ha segni di recidiva né problematica alcuna. Il caso è raro ed eccezionale ma è particolarmente interessante perché pone diversi quesiti sul trattamento di questi pazienti con disastri di parete recidivi e complicati. Queste problematiche saranno sempre più frequenti sia per l’aumento progressivo dell’obesità che dello sviluppo della chirurgia dei difetti di parete. Le soluzioni possibili sono molteplici in virtù dei progressi nel campo della giungla e varietà dei materiali disponibili inclusi quelli biologici di cui si riporta una ampia casistica. Il caso è ampiamente documentato da immagini e video e pone anche spunti di riflessione di tipo medico-legale.
Biologic mesh, ncisional hernia; protesi biologica, laparocele
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/108072
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