INTRODUZIONEIl tumore fibroso solitario (TFS) è un raro tumore mesoteliale che solitamente si presenta a localizzazione pleurica, ma può svilupparsi in qualsiasi parte del corpo. In letteratura sono state riportate localizzazioni di TFS agli arti, testa e collo, meningi, orbita, mediastino, parete toracica ed addominale, pericardio, peritoneo, pelvi, fegato, surrene ed apparato urogenitale in particolare la vescica.CASO CLINICOViene riportato il caso di una donna di 30 anni, a cui viene diagnosticata, mediante ecografia transvaginale, la presenza di una massa a sede pelvica destra. La paziente era seguita al follow-up presso l'ambulatorio di ginecologia, in quanto sei anni prima era stata sottoposta ad asportazione laparoscopica di una cisti all'ovaio destro e due anni prima era stata sottoposta a diatermocoagulazione della porzio uterina. Dato il sospetto per una possibile neoplasia ad origine ovarica od uterina venivano eseguiti il dosaggio dei markers tumorali inclusi betaHCG e CA125 che risultavano nella norma ed una TC addome e pelvi che confermava la suddetta massa specificando gli stretti rapporti che contraeva con l'utero e la spiccata ipervascolarizzazione. La paziente veniva pertanto sottoposta ad intervento chirurgico per via laparoscopica di asportazione della suddetta massa. La massa del diametro di 5 cm originava dal retro peritoneo iliaco di destra al di sopra dello scavo pelvico, presentando rapporti superiormente con l'appendice cecale, medialmente con i vasi iliaci esterni di destra e posteriormente con il muscolo ileo psoas e ricevente una vascolarizzazione parassita a partenza dal ligamento infundibulo pelvico destro e dai vasi iliaci esterni di destra. Aperto il peritoneo che la ricopre, la massa viene asportata mediante ligasure ed estratta mediante sacchetto di protezione. L'esame istologico definitivo definiva la neoformazione come tumore fibroso solitario variante cellulata, positivo a CD34, BCL2 e Actina 1A4 , con Mib <5% ed indice mitotico di 2x10HPF.CONCLUSIONEIl TFS si presenta generalmente come una neoplasia con caratteristiche di benignità, tuttavia il 10-15% ha un comportamento aggressivo, pertanto la resecabilità chirurgica sembra essere il più importante fattore predittivo dell'outcome clinico in questi pazienti. Infatti la completa escissione chirurgica si rivela essere risolutiva e solo in alcuni casi in cui l'asportazione radicale risulti impossibile viene proposta la radio-chemioterapia. L'approccio laparoscopico si rileva utile, offrendo i vantaggi di una tecnica mininvasiva nei casi in cui il TFS ha sede nella pelvi, nel grande omento, sulla superficie gastrica o intestinale, nel mesentere ed infine nelle forme retroperitoneali, come il caso descritto, che hanno un'estrinsecazione prevalentemente intraddominale.

TRATTAMENTO LAPAROSCOPICO DI TUMORE FIBROSO SOLITARIO DEL RETROPERITONEO

LA GRECA, Gaetano;RUSSELLO, Domenico
2011

Abstract

INTRODUZIONEIl tumore fibroso solitario (TFS) è un raro tumore mesoteliale che solitamente si presenta a localizzazione pleurica, ma può svilupparsi in qualsiasi parte del corpo. In letteratura sono state riportate localizzazioni di TFS agli arti, testa e collo, meningi, orbita, mediastino, parete toracica ed addominale, pericardio, peritoneo, pelvi, fegato, surrene ed apparato urogenitale in particolare la vescica.CASO CLINICOViene riportato il caso di una donna di 30 anni, a cui viene diagnosticata, mediante ecografia transvaginale, la presenza di una massa a sede pelvica destra. La paziente era seguita al follow-up presso l'ambulatorio di ginecologia, in quanto sei anni prima era stata sottoposta ad asportazione laparoscopica di una cisti all'ovaio destro e due anni prima era stata sottoposta a diatermocoagulazione della porzio uterina. Dato il sospetto per una possibile neoplasia ad origine ovarica od uterina venivano eseguiti il dosaggio dei markers tumorali inclusi betaHCG e CA125 che risultavano nella norma ed una TC addome e pelvi che confermava la suddetta massa specificando gli stretti rapporti che contraeva con l'utero e la spiccata ipervascolarizzazione. La paziente veniva pertanto sottoposta ad intervento chirurgico per via laparoscopica di asportazione della suddetta massa. La massa del diametro di 5 cm originava dal retro peritoneo iliaco di destra al di sopra dello scavo pelvico, presentando rapporti superiormente con l'appendice cecale, medialmente con i vasi iliaci esterni di destra e posteriormente con il muscolo ileo psoas e ricevente una vascolarizzazione parassita a partenza dal ligamento infundibulo pelvico destro e dai vasi iliaci esterni di destra. Aperto il peritoneo che la ricopre, la massa viene asportata mediante ligasure ed estratta mediante sacchetto di protezione. L'esame istologico definitivo definiva la neoformazione come tumore fibroso solitario variante cellulata, positivo a CD34, BCL2 e Actina 1A4 , con Mib <5% ed indice mitotico di 2x10HPF.CONCLUSIONEIl TFS si presenta generalmente come una neoplasia con caratteristiche di benignità, tuttavia il 10-15% ha un comportamento aggressivo, pertanto la resecabilità chirurgica sembra essere il più importante fattore predittivo dell'outcome clinico in questi pazienti. Infatti la completa escissione chirurgica si rivela essere risolutiva e solo in alcuni casi in cui l'asportazione radicale risulti impossibile viene proposta la radio-chemioterapia. L'approccio laparoscopico si rileva utile, offrendo i vantaggi di una tecnica mininvasiva nei casi in cui il TFS ha sede nella pelvi, nel grande omento, sulla superficie gastrica o intestinale, nel mesentere ed infine nelle forme retroperitoneali, come il caso descritto, che hanno un'estrinsecazione prevalentemente intraddominale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/108983
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