INTRODUZIONE: La gestione delle liste di attesa rappresenta uno dei problemi maggiormente pressanti in tutti i sistemi sanitari. Diverse sono le cause: il paziente, la prestazione, gli erogatori dei servizi, il sistema sanitario, l’ambiente socio-economico-culturale. ITALIA: Nel contesto del SSN, l’erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati rappresenta una componente strutturale dei LEA. Il Piano Nazionale Gestione delle Liste di Attesa 2010-2012 (PNGLA), aggiorna l’elenco delle prestazioni per le quali le singole Regioni fissano i tempi massimi di attesa, garantiti ad almeno il 90% degli utenti. Nell’ambito delle prestazioni ambulatoriali ed ospedaliere deve essere previsto l’uso sistematico delle classi di priorità. In ambito cardiovascolare e oncologico il PNGLA prevede inoltre l’erogazione delle prestazioni tali da garantire ad ogni paziente lo svolgimento dei percorsi diagnostico terapeutici (PDT) in tempi adeguati, con attese non superiori ai 30 giorni per la diagnostica e 30 giorni per l’inizio della terapia. Le Regioni dovranno monitorare i tempi di attesa, nonché realizzare un Centro Unico di Prenotazione (CUP). COMUNICAZIONE: Tra gli elementi da considerare nella gestione delle liste di attesa, assume sempre maggiore rilievo la comunicazione dei dati. I rapporti ministeriali confermano un’insufficiente comunicazione, sottolineando la necessità di promuovere internet come strumento di informazione e comunicazione. SOLUZIONI: La soluzione del problema necessita un approccio sistemico, con interventi volti sia alla razionalizzazione dell’offerta (servizi), che alla riqualificazione della domanda (utenti). Le attuali linee di ricerca suggeriscono di “amministrare” le liste piuttosto che ridurle, ossia “prioritizzare” la domanda. Amministrare la lista significa quindi associare a ciascun paziente il suo tempo di attesa ottimale, definendo classi di pazienti che hanno lo stesso tempo ottimale di attesa, i cosiddetti Raggruppamenti di Attesa Omogenei (RAO). La priorità assicura “uguaglianza” di trattamento. Infatti, trattare ciascun paziente secondo il suo tempo di attesa ottimale è l’unica condizione per assicurare una distribuzione equa fra gli individui della ridotta utilità del trattamento differito, ineliminabile in un sistema sanitario pubblico. Rimane aperto, ovviamente, il problema di chi e come debbano essere assegnati i tempi di attesa di ciascun paziente, ossia definire score di priorità. Le variabili da considerare dovrebbero essere: cliniche, socioeconomiche, il tempo trascorso in lista, le risorse

Una possibile gestione delle liste di attesa

MISTRETTA, Antonio;
2011

Abstract

INTRODUZIONE: La gestione delle liste di attesa rappresenta uno dei problemi maggiormente pressanti in tutti i sistemi sanitari. Diverse sono le cause: il paziente, la prestazione, gli erogatori dei servizi, il sistema sanitario, l’ambiente socio-economico-culturale. ITALIA: Nel contesto del SSN, l’erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati rappresenta una componente strutturale dei LEA. Il Piano Nazionale Gestione delle Liste di Attesa 2010-2012 (PNGLA), aggiorna l’elenco delle prestazioni per le quali le singole Regioni fissano i tempi massimi di attesa, garantiti ad almeno il 90% degli utenti. Nell’ambito delle prestazioni ambulatoriali ed ospedaliere deve essere previsto l’uso sistematico delle classi di priorità. In ambito cardiovascolare e oncologico il PNGLA prevede inoltre l’erogazione delle prestazioni tali da garantire ad ogni paziente lo svolgimento dei percorsi diagnostico terapeutici (PDT) in tempi adeguati, con attese non superiori ai 30 giorni per la diagnostica e 30 giorni per l’inizio della terapia. Le Regioni dovranno monitorare i tempi di attesa, nonché realizzare un Centro Unico di Prenotazione (CUP). COMUNICAZIONE: Tra gli elementi da considerare nella gestione delle liste di attesa, assume sempre maggiore rilievo la comunicazione dei dati. I rapporti ministeriali confermano un’insufficiente comunicazione, sottolineando la necessità di promuovere internet come strumento di informazione e comunicazione. SOLUZIONI: La soluzione del problema necessita un approccio sistemico, con interventi volti sia alla razionalizzazione dell’offerta (servizi), che alla riqualificazione della domanda (utenti). Le attuali linee di ricerca suggeriscono di “amministrare” le liste piuttosto che ridurle, ossia “prioritizzare” la domanda. Amministrare la lista significa quindi associare a ciascun paziente il suo tempo di attesa ottimale, definendo classi di pazienti che hanno lo stesso tempo ottimale di attesa, i cosiddetti Raggruppamenti di Attesa Omogenei (RAO). La priorità assicura “uguaglianza” di trattamento. Infatti, trattare ciascun paziente secondo il suo tempo di attesa ottimale è l’unica condizione per assicurare una distribuzione equa fra gli individui della ridotta utilità del trattamento differito, ineliminabile in un sistema sanitario pubblico. Rimane aperto, ovviamente, il problema di chi e come debbano essere assegnati i tempi di attesa di ciascun paziente, ossia definire score di priorità. Le variabili da considerare dovrebbero essere: cliniche, socioeconomiche, il tempo trascorso in lista, le risorse
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/109240
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