La città costituisce un problema perennemente aperto, al cui interno sono presenti e si intrecciano innumerevoli questioni e conflitti, di origine antica o recente. Le esigenze sempre diverse determinate dall’evoluzione della tecnologia e della struttura economica e più in generale dal mutamento socio-culturale pongono domande cui gli esperti tentano, con alterno successo, di fornire risposte adeguate.Dal punto di vista sociologico, è possibile cogliere la vastità del problema urbano constatando che la città rappresenta una realtà a volte anche notevolmente difforme per gli individui e per i gruppi che compongono la popolazione. Età, livello di istruzione, attività lavorativa, estrazione sociale, luogo di abitazione e numerose altre variabili influiscono sulla percezione e valutazione della città nella sua dimensione simbolica e funzionale, quale realtà esperita e quale oggetto di speranze, di timori, di attese di ogni genere. Alla pluralità di immagini e di opinioni riscontrabili presso gli abitanti vanno ad aggiungersi poi quelle che si formano i non residenti: chi vive nei centri gravitanti intorno alla città, i frequentatori occasionali, i semplici turisti, gli immigrati. Nel trattare una qualsiasi tematica relativa alla città si può dunque focalizzare l’attenzione sulla popolazione urbana oppure su una popolazione più vasta. Ci si può concentrare anche su una sola componente della popolazione.Quest’ultima è la via seguita nella presente ricerca che ha inteso occuparsi della città di Firenze intervistando, attraverso un questionario postale, un campione significativo di quei soggetti sociali dotati di una maggiore incidenza sulle problematiche urbane sotto il profilo socio-economico e culturale che sostengono ed alimentano la vita sociale di Firenze nelle sue diverse articolazioni, ovvero un numero consistente di esponenti della così detta società civile.Si è predisposto un questionario articolato in varie aree tematiche in modo tale che gli intervistati potessero essere sollecitati ad esprimere un loro giudizio su Firenze articolandolo su più ambiti. In particolare le domande richiamavano l’attenzione sui seguenti punti: la qualità della vita cittadina a partire dalla individuazione delle risorse che la tutelano o che la condizionano negativamente, l’immigrazione ed il multiculturalismo, l’impatto sulla città delle grandi infrastrutture in costruzione, la cultura, il funzionamento del sistema politico-istituzionale locale, le forme della partecipazione politica, il mondo del lavoro, le rappresentazioni sociali della sicurezza, il traffico e la viabilità, la percezione del paesaggio urbano fra verde pubblico e fiume Arno.Sono stati intervistati, tra novembre e dicembre del 2003, 260 fiorentini fra esponenti delle associazioni di categoria, dei sindacati, degli ordini professionali, dell’università, delle associazioni culturali, politiche, di volontariato e sportive, dei vari culti religiosi e taluni fra parlamentari, direttori di biblioteche e di musei, presidenti di quartiere e di aziende partecipate del comune. La costruzione di un campione così stratificato è discesa dall’interesse a verificare che lettura, in termini di disagio o di soddisfazione, di aspettative manifeste o latenti nei confronti della città di Firenze, potesse emergere a partire da soggetti che vivono una diversa esperienza urbana, per ragioni culturali, sociali e professionali.

Per Firenze. Seconda indagine sulla città

COLLOCA, CARLO
2004

Abstract

La città costituisce un problema perennemente aperto, al cui interno sono presenti e si intrecciano innumerevoli questioni e conflitti, di origine antica o recente. Le esigenze sempre diverse determinate dall’evoluzione della tecnologia e della struttura economica e più in generale dal mutamento socio-culturale pongono domande cui gli esperti tentano, con alterno successo, di fornire risposte adeguate.Dal punto di vista sociologico, è possibile cogliere la vastità del problema urbano constatando che la città rappresenta una realtà a volte anche notevolmente difforme per gli individui e per i gruppi che compongono la popolazione. Età, livello di istruzione, attività lavorativa, estrazione sociale, luogo di abitazione e numerose altre variabili influiscono sulla percezione e valutazione della città nella sua dimensione simbolica e funzionale, quale realtà esperita e quale oggetto di speranze, di timori, di attese di ogni genere. Alla pluralità di immagini e di opinioni riscontrabili presso gli abitanti vanno ad aggiungersi poi quelle che si formano i non residenti: chi vive nei centri gravitanti intorno alla città, i frequentatori occasionali, i semplici turisti, gli immigrati. Nel trattare una qualsiasi tematica relativa alla città si può dunque focalizzare l’attenzione sulla popolazione urbana oppure su una popolazione più vasta. Ci si può concentrare anche su una sola componente della popolazione.Quest’ultima è la via seguita nella presente ricerca che ha inteso occuparsi della città di Firenze intervistando, attraverso un questionario postale, un campione significativo di quei soggetti sociali dotati di una maggiore incidenza sulle problematiche urbane sotto il profilo socio-economico e culturale che sostengono ed alimentano la vita sociale di Firenze nelle sue diverse articolazioni, ovvero un numero consistente di esponenti della così detta società civile.Si è predisposto un questionario articolato in varie aree tematiche in modo tale che gli intervistati potessero essere sollecitati ad esprimere un loro giudizio su Firenze articolandolo su più ambiti. In particolare le domande richiamavano l’attenzione sui seguenti punti: la qualità della vita cittadina a partire dalla individuazione delle risorse che la tutelano o che la condizionano negativamente, l’immigrazione ed il multiculturalismo, l’impatto sulla città delle grandi infrastrutture in costruzione, la cultura, il funzionamento del sistema politico-istituzionale locale, le forme della partecipazione politica, il mondo del lavoro, le rappresentazioni sociali della sicurezza, il traffico e la viabilità, la percezione del paesaggio urbano fra verde pubblico e fiume Arno.Sono stati intervistati, tra novembre e dicembre del 2003, 260 fiorentini fra esponenti delle associazioni di categoria, dei sindacati, degli ordini professionali, dell’università, delle associazioni culturali, politiche, di volontariato e sportive, dei vari culti religiosi e taluni fra parlamentari, direttori di biblioteche e di musei, presidenti di quartiere e di aziende partecipate del comune. La costruzione di un campione così stratificato è discesa dall’interesse a verificare che lettura, in termini di disagio o di soddisfazione, di aspettative manifeste o latenti nei confronti della città di Firenze, potesse emergere a partire da soggetti che vivono una diversa esperienza urbana, per ragioni culturali, sociali e professionali.
città; popolazioni urbane; spazio pubblico; forme della partecipazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/113690
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