Around 75% of the Italian residential buildings have been realized before the enforcement of specific regulations about the reduction of energy consumption and seismic vulnerability. Therefore, they are highly energy-consuming and unsafe and need urgent renovation policies. This book analyzes the so called zona a mare – a seaside neighbourhood built in Catania between the 1960s and the 1970s – offering some retrofitting scenarios, that can conveniently be extended to many other coeval districts.

L’edilizia del passato ha sempre mostrato un grande equilibrio nella rispondenza alla triade vitruviana di firmitas, utilitas e venustas e un rispetto intrinseco per l’ambiente, come già testimonia l’epistolario di Plinio il Giovane, il quale, nella descrizione delle proprie ville, fornisce una lezione di bioclimatica ante-litteram che stupisce per la sua attualità. La grande cultura degli antichi, che aveva prodotto l’architettura greca, il Rinascimento italiano e un’ampia sinfonia di stili, nel Novecento giunse alla svolta del Movimento Moderno il quale, rifiutando le regole tradizionali, portò a un impoverimento della qualità architettonica e costruttiva, che non venne adeguatamente compensato dallo sviluppo e dalla forza operativa delle nuove tecnologie. L’innovazione costruttiva e formale che stava alla base del modernismo fu spesso mal interpretata, per cui mentre la città storica era caratterizzata da un tessuto edilizio che, seppur povero, assimilava correttamente la sintassi delle opere della classe dominante, i rari episodi di buona architettura moderna risultavano troppo spesso circondati da un contesto anonimo, banale e disordinato, frutto della speculazione edilizia più miope e quindi carente anche dal punto di vista della resistenza ai terremoti e dell’efficienza energetica. In tale scenario si inserisce questo libro, che intende fornire spunti di riflessione, stimoli e soluzioni per l’attività edilizia del futuro prossimo la quale, lungi dal consumare nuovo territorio, deve innanzi tutto rivolgersi alla riqualificazione dell’esistente, per raggiungere adeguati livelli di sicurezza antisismica ed efficienza energetica. Viene analizzata in particolare la riqualificazione dell’architettura del secondo dopoguerra, che pone una serie di problemi connessi alla scelta della tipologia d’intervento (demolizione e ricostruzione o recupero dell’esistente), alla convenienza economica, agli ostacoli pratici (consenso dei condomini), alle ricadute ambientali e sociali. I risultati dipendono dalla specificità del caso e sono affidati all’attenzione del lettore, ma soprattutto alla sagacia delle pubbliche amministrazioni, che dovranno decidere sul futuro dell’architettura locale e nazionale. Il caso della “zona a mare” di Catania, che inizia con la forzata imposizione della “cintura” ferroviaria e la conseguente secolare aspirazione alla riconquista del litorale e che trova soluzione attraverso l’iniziativa di una nuova “zona a mare”, può diventare, in un quadro sinergico di tutte le componenti socio-politiche e culturali, un laboratorio per la riqualificazione dell’edilizia moderna, cosi come è avvenuto nel recente passato, quando il centro storico della città etnea è diventato un riferimento qualificante per il recupero dei centri storici.

La riqualificazione dell’edilizia residenziale del secondo dopoguerra. La “zona a mare” di Catania

MARGANI, GIUSEPPE
2014

Abstract

L’edilizia del passato ha sempre mostrato un grande equilibrio nella rispondenza alla triade vitruviana di firmitas, utilitas e venustas e un rispetto intrinseco per l’ambiente, come già testimonia l’epistolario di Plinio il Giovane, il quale, nella descrizione delle proprie ville, fornisce una lezione di bioclimatica ante-litteram che stupisce per la sua attualità. La grande cultura degli antichi, che aveva prodotto l’architettura greca, il Rinascimento italiano e un’ampia sinfonia di stili, nel Novecento giunse alla svolta del Movimento Moderno il quale, rifiutando le regole tradizionali, portò a un impoverimento della qualità architettonica e costruttiva, che non venne adeguatamente compensato dallo sviluppo e dalla forza operativa delle nuove tecnologie. L’innovazione costruttiva e formale che stava alla base del modernismo fu spesso mal interpretata, per cui mentre la città storica era caratterizzata da un tessuto edilizio che, seppur povero, assimilava correttamente la sintassi delle opere della classe dominante, i rari episodi di buona architettura moderna risultavano troppo spesso circondati da un contesto anonimo, banale e disordinato, frutto della speculazione edilizia più miope e quindi carente anche dal punto di vista della resistenza ai terremoti e dell’efficienza energetica. In tale scenario si inserisce questo libro, che intende fornire spunti di riflessione, stimoli e soluzioni per l’attività edilizia del futuro prossimo la quale, lungi dal consumare nuovo territorio, deve innanzi tutto rivolgersi alla riqualificazione dell’esistente, per raggiungere adeguati livelli di sicurezza antisismica ed efficienza energetica. Viene analizzata in particolare la riqualificazione dell’architettura del secondo dopoguerra, che pone una serie di problemi connessi alla scelta della tipologia d’intervento (demolizione e ricostruzione o recupero dell’esistente), alla convenienza economica, agli ostacoli pratici (consenso dei condomini), alle ricadute ambientali e sociali. I risultati dipendono dalla specificità del caso e sono affidati all’attenzione del lettore, ma soprattutto alla sagacia delle pubbliche amministrazioni, che dovranno decidere sul futuro dell’architettura locale e nazionale. Il caso della “zona a mare” di Catania, che inizia con la forzata imposizione della “cintura” ferroviaria e la conseguente secolare aspirazione alla riconquista del litorale e che trova soluzione attraverso l’iniziativa di una nuova “zona a mare”, può diventare, in un quadro sinergico di tutte le componenti socio-politiche e culturali, un laboratorio per la riqualificazione dell’edilizia moderna, cosi come è avvenuto nel recente passato, quando il centro storico della città etnea è diventato un riferimento qualificante per il recupero dei centri storici.
978-88-548-7585-2
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/117111
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