Virginia Woolf famously damned the Duchess of Newcastle’s literary vocation as a sorry pathological affair for being the result of a chaotic amateurish education and so prey to the excesses of her unrestrained imagination. Woolf’s negative judgement went unchallenged until the second half of the twentieth century. Only recent interdisciplinary research has managed to rehabilitate Margaret Cavendish as a serious literary and intellectual figure.By multiplying the intriguing contradictions of the author’s entire oeuvre, the utopian romance “The Description of a New World, Called the Blazing World” brings them to the fore of her contentious reception. “Blazing World” consciously upholds a dialectical relation between “invention” and “truth” meant to question the methodological authority of “science”. In this manner, Cavendish dramatizes her resistance to any gnoseological model presuming to have a more assured hold on knowledge than others. Cavendish’s utopia thus lends itself equally to an ‘Edenic’ or millenaristic reading because it pays heed to the voices of “otherness”, even when they are ultimately discounted.A complete and fully annotated Italian translation of the “Blazing World” seems to have been overdue, as a first-hand experience of Cavendish’s writing has not yet been available to the Italian-speaking readership. This translation is prefaced by a detailed introduction meant to explicate the dense literary, political, philosophical, and scientific network of allusions present in the text. Close attention has been paid to the contemporary historical, cultural and literary contexts with the aim of assessing the extent of the writer’s derivative influences and her original contribution to the seventeenth-century intellectual debate. By reading “Blazing World” in conjunction with Cavendish’s other works, the introduction tries to map out her eclectic yet wide-ranging culture, nourished by a lively conversation with the British and Continental intelligentsia of her day.

Virginia Woolf dava espressione icastica ad un diffuso atteggiamento critico laddove biasimava Margaret Cavendish, Duchessa di Newcastle, per la formazione culturale caotica e approssimativa, la fervida ma indisciplinata immaginazione e la confusa vocazione letteraria, coniugandole inestricabilmente in senso patologico. I termini negativi di quel famoso giudizio hanno resistito immutati fino alla seconda metà del Novecento. Solo nell’arco degli ultimi vent’anni anni, grazie all’impostazione interdisciplinare della ricerca, si è realizzata una radicale riabilitazione letteraria e intellettuale di Cavendish.Il racconto utopico The Description of a New World, Called the Blazing World, concentrando a molteplici livelli le contraddizioni dell’intero oeuvre dell’autrice, le fa esplodere nello specchio ustorio del genere utopico. L’utopia di Cavendish si presta infatti ad essere letta parimenti in chiave edenica ovvero millenaristica, essendo così in grado di ‘ascoltare’ la voce di molti “altri”, anche quando, alla fine, saranno esclusi. Affidando a una consapevole difesa del rapporto dialettico tra “invenzione” e “verità” la relativizzazione sostanziale della validità metodologica del discorso della “scienza”, Blazing World drammatizza la resistenza della scrittrice nei confronti di ogni possibile modello di conoscenza che pretenda di essere superiore agli altri. Per tali ragioni, ci è parso il testo ideale su cui indirizzare la nostra attenzione, proponendone al pubblico dei lettori italiani la prima versione integrale, corredata da un apparato di note volto ad esplicare la densissima rete di rimandi intertestuali relativi ai campi più svariati del sapere.Prestando una nuova, capillare attenzione al contesto storico-culturale e letterario coevi, l’introduzione al volume tenta di ricostruire, sulla scorta dei testi dell’autrice stessa, la mappa della formazione di Cavendish, eclettica certo, ma ricca e nutrita del dialogo serrato – tanto diretto che “a distanza” – con l’intellighenzia del suo tempo, facendo luce sulle influenze e derivazioni e sulla reale portata del contributo personale al dibattito, non solo scientifico-filosofico, ma intellettuale in senso lato, del diciassettesimo secolo.

The Blazing World

NICOLOSI, MARIA GRAZIA
2008

Abstract

Virginia Woolf dava espressione icastica ad un diffuso atteggiamento critico laddove biasimava Margaret Cavendish, Duchessa di Newcastle, per la formazione culturale caotica e approssimativa, la fervida ma indisciplinata immaginazione e la confusa vocazione letteraria, coniugandole inestricabilmente in senso patologico. I termini negativi di quel famoso giudizio hanno resistito immutati fino alla seconda metà del Novecento. Solo nell’arco degli ultimi vent’anni anni, grazie all’impostazione interdisciplinare della ricerca, si è realizzata una radicale riabilitazione letteraria e intellettuale di Cavendish.Il racconto utopico The Description of a New World, Called the Blazing World, concentrando a molteplici livelli le contraddizioni dell’intero oeuvre dell’autrice, le fa esplodere nello specchio ustorio del genere utopico. L’utopia di Cavendish si presta infatti ad essere letta parimenti in chiave edenica ovvero millenaristica, essendo così in grado di ‘ascoltare’ la voce di molti “altri”, anche quando, alla fine, saranno esclusi. Affidando a una consapevole difesa del rapporto dialettico tra “invenzione” e “verità” la relativizzazione sostanziale della validità metodologica del discorso della “scienza”, Blazing World drammatizza la resistenza della scrittrice nei confronti di ogni possibile modello di conoscenza che pretenda di essere superiore agli altri. Per tali ragioni, ci è parso il testo ideale su cui indirizzare la nostra attenzione, proponendone al pubblico dei lettori italiani la prima versione integrale, corredata da un apparato di note volto ad esplicare la densissima rete di rimandi intertestuali relativi ai campi più svariati del sapere.Prestando una nuova, capillare attenzione al contesto storico-culturale e letterario coevi, l’introduzione al volume tenta di ricostruire, sulla scorta dei testi dell’autrice stessa, la mappa della formazione di Cavendish, eclettica certo, ma ricca e nutrita del dialogo serrato – tanto diretto che “a distanza” – con l’intellighenzia del suo tempo, facendo luce sulle influenze e derivazioni e sulla reale portata del contributo personale al dibattito, non solo scientifico-filosofico, ma intellettuale in senso lato, del diciassettesimo secolo.
9788895104553
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/117233
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