Obiettivi Le fioriture di cianobatteri sono state spesso osservate nelle acque dolci e marine del territorio nazionale. Le microcistine sono il gruppo più importante di cianotossine e la loro determinazione è necessaria al fine di gestire il rischio per la salute umana quando le acque dolci usate per scopi ricreativi o idropotabili sono compromesse dalle fioriture. L'OMS ha stabilito un limite provvisorio di concentrazione di 1,0 µg/L riferendosi al contenuto di tossina totale (intra ed extracellulare) per l’approvvigionamento di acqua potabile e per il solo congenere microcistina-LR. Qualche preoccupazione desta l'esposizione cronica e subcronica alle microcistine, i cui effetti rimangono una criticità ancora tutta da chiarire. In Italia la gran parte delle fioriture cianobatteriche identificate negli invasi, soprattutto della Sicilia e Sardegna, sono state spesso attribuite alla fioritura dell’alga rossa Plantotrix rubescens. Una fioritura è avvenuta nell’estate 2014 nel Lago di Pozzillo (EN), il più grande lago Siciliano. Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare in quella occasione la tossicità delle acque campionate nel Lago di Pozzillo sia attraverso metodologie tossicologiche che ecotossicologiche al fine di verificare quale fosse il metodo più sensibile per una valutazione del rischio di esposizione a microcistine anche a dosi subcroniche. Materiali e metodi I prelievi sono stato effettuati nel periodo tra maggio e settembre della stagione 2014 al centro del lago a tre livelli di profondità e rispettivamente a 0,5, 10 m e a fondo. I campioni sono stati conservati in bottiglie sterili da 1L e mantenuti a 4°C e al buio ed estratti entro le 24h. I campioni sono stati preparati secondo linea guida ISS. La determinazione della tossicità è stata valutata attraverso saggi ecotossicologici (2 per la tossicità acuta e 1 per la tossicità cronica) e un saggio tossicologico ELISA. I saggi ecotossicologici effettuati sono stati rispettivamente: 1. saggio secondo la EN ISO 11348-3 con il batterio luminescente Vibrio fischeri (NRRL B-11177) mediante analizzatore Microtox Model 500 (SDIx, USA). 2. Saggio con Artemia salina (secondo APAT 8060 ecotoxicological methods). 3. Saggio di tossicità cronica mediante test di inibizione algale (Pseudokirchneriella subcapitata). Il saggio tossicologico eseguito è stato un ELISA test per la determinazione della concentrazione delle microcistine-ADDA totali (Tecna). Risultati e Conclusioni La concentrazione di microcystine-ADDA è sempre stata rilevata inferiore a 1 µg/L. I saggi di tossicità acuta non hanno mostrato elevata sensibilità a dosi subcroniche di microcistine mentre il test algale si è rivelato molto sensibile già a concentrazioni di 0,05 ug/L. Quindi il test algale è un test molto efficace ed efficiente, se accoppiato con altri saggi tossicologici, per la gestione delle acque superficiali a rischio fioriture algali al fine di una più efficace protezione della salute umana.

Test tossicologici ed ecotossicologici per lo screening della tossicità algale in acque dolci superficiali

OLIVERI CONTI, GEA MARZIA;Cristaldi A;BRUNDO, MARIA VIOLETTA;FERRANTE, Margherita
2016

Abstract

Obiettivi Le fioriture di cianobatteri sono state spesso osservate nelle acque dolci e marine del territorio nazionale. Le microcistine sono il gruppo più importante di cianotossine e la loro determinazione è necessaria al fine di gestire il rischio per la salute umana quando le acque dolci usate per scopi ricreativi o idropotabili sono compromesse dalle fioriture. L'OMS ha stabilito un limite provvisorio di concentrazione di 1,0 µg/L riferendosi al contenuto di tossina totale (intra ed extracellulare) per l’approvvigionamento di acqua potabile e per il solo congenere microcistina-LR. Qualche preoccupazione desta l'esposizione cronica e subcronica alle microcistine, i cui effetti rimangono una criticità ancora tutta da chiarire. In Italia la gran parte delle fioriture cianobatteriche identificate negli invasi, soprattutto della Sicilia e Sardegna, sono state spesso attribuite alla fioritura dell’alga rossa Plantotrix rubescens. Una fioritura è avvenuta nell’estate 2014 nel Lago di Pozzillo (EN), il più grande lago Siciliano. Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare in quella occasione la tossicità delle acque campionate nel Lago di Pozzillo sia attraverso metodologie tossicologiche che ecotossicologiche al fine di verificare quale fosse il metodo più sensibile per una valutazione del rischio di esposizione a microcistine anche a dosi subcroniche. Materiali e metodi I prelievi sono stato effettuati nel periodo tra maggio e settembre della stagione 2014 al centro del lago a tre livelli di profondità e rispettivamente a 0,5, 10 m e a fondo. I campioni sono stati conservati in bottiglie sterili da 1L e mantenuti a 4°C e al buio ed estratti entro le 24h. I campioni sono stati preparati secondo linea guida ISS. La determinazione della tossicità è stata valutata attraverso saggi ecotossicologici (2 per la tossicità acuta e 1 per la tossicità cronica) e un saggio tossicologico ELISA. I saggi ecotossicologici effettuati sono stati rispettivamente: 1. saggio secondo la EN ISO 11348-3 con il batterio luminescente Vibrio fischeri (NRRL B-11177) mediante analizzatore Microtox Model 500 (SDIx, USA). 2. Saggio con Artemia salina (secondo APAT 8060 ecotoxicological methods). 3. Saggio di tossicità cronica mediante test di inibizione algale (Pseudokirchneriella subcapitata). Il saggio tossicologico eseguito è stato un ELISA test per la determinazione della concentrazione delle microcistine-ADDA totali (Tecna). Risultati e Conclusioni La concentrazione di microcystine-ADDA è sempre stata rilevata inferiore a 1 µg/L. I saggi di tossicità acuta non hanno mostrato elevata sensibilità a dosi subcroniche di microcistine mentre il test algale si è rivelato molto sensibile già a concentrazioni di 0,05 ug/L. Quindi il test algale è un test molto efficace ed efficiente, se accoppiato con altri saggi tossicologici, per la gestione delle acque superficiali a rischio fioriture algali al fine di una più efficace protezione della salute umana.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/247163
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