Obiettivi didattici: illustrare le capacità diagnostiche della RM con bobina multicanale phased-array nella valutazione preoperatoria delle fistole perianali; correlare i reperti RM con le implicazioni sul trattamento chirurgico. Introduzione: la sfida nello studio delle fistole perianali è definire il decorso del tramite fistoloso in maniera non invasiva. Le opzioni chirurgiche variano a seconda dell’estensione e delle ramificazioni del tramite fistoloso; l’integrità dello sfintere anale esterno è fondamentale per mantenere la continenza. Descrizione: il protocollo RM comprende sequenze FSE T2 ad alta risoluzione sui piani assiale e coronale. Le fistole e gli ascessi appaiono iperintensi, le strutture sfinteriali e i muscoli ipointensi. Le sequenze FSE T2 con saturazione del tessuto adiposo sono utili per distinguere il tessuto infiammatorio dal grasso circostante. Sequenze T1 dopo somministrazione e.v. di m.d.c. si eseguono in pazienti con pregressi interventi per valutare l’attività di malattia residua. Le immagini RM dimostrano i tramiti fistolosi in relazione al complesso sfinteriale, alla fossa ischio rettale e all’elevatore dell’ano permettendo di distinguere i diversi tipi di fistola: intersfinterica, trans-sfinterica, extrasfinterica. Questi pattern implicano diversi approcci chirurgici. Conclusioni: Grazie all’eccellente risoluzione di contrasto e multiplanarietà la RM consente lo studio non invasivo delle fistole perianali. L’esame è facile da eseguire e fornisce informazioni che condizionano la strategia chirurgica.

Fistole perianali: valutazione con RM con bobina multicanale phased-array di superficie

FOTI, Pietro Valerio;
2010

Abstract

Obiettivi didattici: illustrare le capacità diagnostiche della RM con bobina multicanale phased-array nella valutazione preoperatoria delle fistole perianali; correlare i reperti RM con le implicazioni sul trattamento chirurgico. Introduzione: la sfida nello studio delle fistole perianali è definire il decorso del tramite fistoloso in maniera non invasiva. Le opzioni chirurgiche variano a seconda dell’estensione e delle ramificazioni del tramite fistoloso; l’integrità dello sfintere anale esterno è fondamentale per mantenere la continenza. Descrizione: il protocollo RM comprende sequenze FSE T2 ad alta risoluzione sui piani assiale e coronale. Le fistole e gli ascessi appaiono iperintensi, le strutture sfinteriali e i muscoli ipointensi. Le sequenze FSE T2 con saturazione del tessuto adiposo sono utili per distinguere il tessuto infiammatorio dal grasso circostante. Sequenze T1 dopo somministrazione e.v. di m.d.c. si eseguono in pazienti con pregressi interventi per valutare l’attività di malattia residua. Le immagini RM dimostrano i tramiti fistolosi in relazione al complesso sfinteriale, alla fossa ischio rettale e all’elevatore dell’ano permettendo di distinguere i diversi tipi di fistola: intersfinterica, trans-sfinterica, extrasfinterica. Questi pattern implicano diversi approcci chirurgici. Conclusioni: Grazie all’eccellente risoluzione di contrasto e multiplanarietà la RM consente lo studio non invasivo delle fistole perianali. L’esame è facile da eseguire e fornisce informazioni che condizionano la strategia chirurgica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/248400
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