Obiettivi: valutare le capacità diagnostiche di un protocollo RM con sequenze pesate in diffusione e misurazione del coefficiente di diffusione apparente (ADC) nella diagnosi differenziale delle masse ovariche. Materiale e metodi: 10 pazienti con riscontro ecografico di massa ovarica sono stati sottoposti ad esame RM della pelvi. Il protocollo comprende sequenze convenzionali FSE T1 e T2-pesate e sequenze in diffusione. Lo studio in diffusione è stato effettuato in singola apnea con una sequenza spin-echo Echo Planare (durata 24 sec) acquisita applicando 5 differenti b-values (10, 100, 200, 300, 500 s/mmˉ²). Sulle corrispondenti mappe ADC è stato calcolato l’ADC della lesione mediante posizionamento di una ROI. Le immagini e le misurazioni ottenute sono state confrontate con l’esame istologico delle lesioni considerato come gold standard. Risultati: la RM con sequenze convenzionali ha presentato accuratezza diagnostica del 70%, sensibilità dell’80%, specificità del 60%, valore predittivo positivo del 66%, valore predittivo negativo del 75%. Differenze statisticamente significative (p<0,0001) sono state riscontrate nei valori di ADC fra formazioni benigne e maligne. Conclusioni: la RM convenzionale ha un’elevata specificità nella diagnosi di cisti endometriosica e dermoide. La tecnica della diffusione con la misurazione dell’ADC può essere utile nella diagnosi differenziale non invasiva fra formazioni benigne e maligne.

La Risonanza magnetica pesata in diffusione nella caratterizzazione delle masse ovariche

FOTI, Pietro Valerio;
2008

Abstract

Obiettivi: valutare le capacità diagnostiche di un protocollo RM con sequenze pesate in diffusione e misurazione del coefficiente di diffusione apparente (ADC) nella diagnosi differenziale delle masse ovariche. Materiale e metodi: 10 pazienti con riscontro ecografico di massa ovarica sono stati sottoposti ad esame RM della pelvi. Il protocollo comprende sequenze convenzionali FSE T1 e T2-pesate e sequenze in diffusione. Lo studio in diffusione è stato effettuato in singola apnea con una sequenza spin-echo Echo Planare (durata 24 sec) acquisita applicando 5 differenti b-values (10, 100, 200, 300, 500 s/mmˉ²). Sulle corrispondenti mappe ADC è stato calcolato l’ADC della lesione mediante posizionamento di una ROI. Le immagini e le misurazioni ottenute sono state confrontate con l’esame istologico delle lesioni considerato come gold standard. Risultati: la RM con sequenze convenzionali ha presentato accuratezza diagnostica del 70%, sensibilità dell’80%, specificità del 60%, valore predittivo positivo del 66%, valore predittivo negativo del 75%. Differenze statisticamente significative (p<0,0001) sono state riscontrate nei valori di ADC fra formazioni benigne e maligne. Conclusioni: la RM convenzionale ha un’elevata specificità nella diagnosi di cisti endometriosica e dermoide. La tecnica della diffusione con la misurazione dell’ADC può essere utile nella diagnosi differenziale non invasiva fra formazioni benigne e maligne.
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