Nell’ambito degli studi di management accounting il crescente sviluppo di modelli di misurazione delle performance sempre più macchinosi ed articolati, capaci di rispondere e seguire l’incessante sviluppo delle aziende che operano in contesti in continua evoluzione e ad elevata complessità non ha generato una corrispondente proliferazione di tali modelli nelle pratiche aziendali. Da questo crescente divario tra la dimensione teorica e quella pratica derivano problemi di ambiguità e di rilevanza pratica della misurazione delle performance, i cui assunti teorici non sempre sono coerenti con le pratiche aziendali. Posto ciò, nasce l’esigenza di comprendere le origini di tale divergenza, individuando la validità come chiave di lettura che può contribuire ad individuare le condizioni per riallineare gli assunti teorici con le pratiche aziendali. Da un punto di vista logico, il conseguimento di questo obiettivo richiede, innanzitutto, l’esame delle assunzioni filosofiche che rappresentano il fondamento dei paradigmi di studio delle scienze sociali e quindi degli approcci teorici impiegati negli studi sulla misurazione delle performance. Si farà, in particolare, riferimento alle dimensioni ontologiche ed epistemologiche. Si esaminano quindi i due elementi che generano la divergenza, cioè la dimensione teorica e quella pratica. L’esame della dimensione teorica viene effettuato considerando le differenti interpretazioni e finalità che si riscontrano nei paradigmi scientifici. Questo studio consente di mettere in evidenza i caratteri dell’ambiguità insita nella misurazione delle performance. Si precisa fin d’ora che per ambiguità si intende il disallineamento nei contenuti e nei significati attribuiti alla misurazione stessa. L’esame della dimensione pratica richiede invece lo studio dei ruoli e dei significati che la conoscenza generata dalle assunzioni teoriche riveste nelle pratiche aziendali, in generale, e nei processi decisionali, in particolare. Questo studio consente quindi di individuare la rilevanza pratica di una teoria, cioè la sua capacità di impattare sulla conoscenza generata modificando le pratiche aziendali. Tale ricostruzione sistematica delle variabili caratterizzanti la dimensione teorica e quella pratica della misurazione delle performance, mirata all’obiettivo conoscitivo già esposto, consente infine di esaminare il concetto di validità della misurazione delle performance nei differenti paradigmi e il contributo del costruttivismo pragmatico nell’interpretazione del trade–off tra dimensione teorica e dimensione pratica.

Ambiguità e validità della misurazione delle performance Dimensione teorica e pratica

RIZZA, CARMELA;Ruggeri D.
2016

Abstract

Nell’ambito degli studi di management accounting il crescente sviluppo di modelli di misurazione delle performance sempre più macchinosi ed articolati, capaci di rispondere e seguire l’incessante sviluppo delle aziende che operano in contesti in continua evoluzione e ad elevata complessità non ha generato una corrispondente proliferazione di tali modelli nelle pratiche aziendali. Da questo crescente divario tra la dimensione teorica e quella pratica derivano problemi di ambiguità e di rilevanza pratica della misurazione delle performance, i cui assunti teorici non sempre sono coerenti con le pratiche aziendali. Posto ciò, nasce l’esigenza di comprendere le origini di tale divergenza, individuando la validità come chiave di lettura che può contribuire ad individuare le condizioni per riallineare gli assunti teorici con le pratiche aziendali. Da un punto di vista logico, il conseguimento di questo obiettivo richiede, innanzitutto, l’esame delle assunzioni filosofiche che rappresentano il fondamento dei paradigmi di studio delle scienze sociali e quindi degli approcci teorici impiegati negli studi sulla misurazione delle performance. Si farà, in particolare, riferimento alle dimensioni ontologiche ed epistemologiche. Si esaminano quindi i due elementi che generano la divergenza, cioè la dimensione teorica e quella pratica. L’esame della dimensione teorica viene effettuato considerando le differenti interpretazioni e finalità che si riscontrano nei paradigmi scientifici. Questo studio consente di mettere in evidenza i caratteri dell’ambiguità insita nella misurazione delle performance. Si precisa fin d’ora che per ambiguità si intende il disallineamento nei contenuti e nei significati attribuiti alla misurazione stessa. L’esame della dimensione pratica richiede invece lo studio dei ruoli e dei significati che la conoscenza generata dalle assunzioni teoriche riveste nelle pratiche aziendali, in generale, e nei processi decisionali, in particolare. Questo studio consente quindi di individuare la rilevanza pratica di una teoria, cioè la sua capacità di impattare sulla conoscenza generata modificando le pratiche aziendali. Tale ricostruzione sistematica delle variabili caratterizzanti la dimensione teorica e quella pratica della misurazione delle performance, mirata all’obiettivo conoscitivo già esposto, consente infine di esaminare il concetto di validità della misurazione delle performance nei differenti paradigmi e il contributo del costruttivismo pragmatico nell’interpretazione del trade–off tra dimensione teorica e dimensione pratica.
978-88-548-9736-6
ambiguità; validità; performance
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/249095
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