La progettazione architettonica è un’operazione complessa, dovendo ricondurre a un risultato unita-rio differenti attività e variegate esigenze, e difficile, in quanto, per dirla con Nicola Emery, dovrebbe comunque perseguire il raggiungimento di una sintesi fra l’approfondirsi in se stessa e la realizza-zione di un compito pubblico. Inoltre si dibatte tra la razionalità delle esigenze e l’intuizione della sintesi formale, tra l’essere per sé e l’essere per gli altri, che rappresentano il costante dualismo d’Essenza e d’Esigenza. Rispondere alle esigenze della committenza senza imporre soluzioni preco-stituite ma anche senza rinunciare alla qualità architettonica è il filo conduttore dell’attività professio-nale dell’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. Nella ideazione delle sue opere, nelle quali emerge chiara la volontà di fare dialogare il nuovo e l’antico e di ricercare l’integrazione con il conte-sto, si denota una quasi maniacale attenzione verso il processo esecutivo ed il dettaglio costruttivo. I suoi progetti, prevalentemente rivolti alla piccola scala di costruzioni residenziali unifamiliari, si svi-luppano attraverso la sintesi tra conformazione del sistema tecnologico e definizione del sistema am-bientale, nei termini delle esigenze contemporanee correlate al contesto di riferimento, e sono elabo-rati anche in termini di flessibilità, sia d’uso che costruttiva. Il presente contributo vuole mettere in evidenza, attraverso la disamina di due tra i lavori più significativi dell’architetto Grasso Cannizzo, come una attenta progettazione possa fare convivere gli aspetti tecnologici con quelli espressivi, rag-giungendo livelli di elevata qualità estetica.

IL PROGETTO MODELLATO SULLA COMMITTENZA. LE OPERE DI MARIA GIUSEPPINA GRASSO CANNIZZO

Corrado Fianchino;Gaetano Sciuto
2018

Abstract

La progettazione architettonica è un’operazione complessa, dovendo ricondurre a un risultato unita-rio differenti attività e variegate esigenze, e difficile, in quanto, per dirla con Nicola Emery, dovrebbe comunque perseguire il raggiungimento di una sintesi fra l’approfondirsi in se stessa e la realizza-zione di un compito pubblico. Inoltre si dibatte tra la razionalità delle esigenze e l’intuizione della sintesi formale, tra l’essere per sé e l’essere per gli altri, che rappresentano il costante dualismo d’Essenza e d’Esigenza. Rispondere alle esigenze della committenza senza imporre soluzioni preco-stituite ma anche senza rinunciare alla qualità architettonica è il filo conduttore dell’attività professio-nale dell’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. Nella ideazione delle sue opere, nelle quali emerge chiara la volontà di fare dialogare il nuovo e l’antico e di ricercare l’integrazione con il conte-sto, si denota una quasi maniacale attenzione verso il processo esecutivo ed il dettaglio costruttivo. I suoi progetti, prevalentemente rivolti alla piccola scala di costruzioni residenziali unifamiliari, si svi-luppano attraverso la sintesi tra conformazione del sistema tecnologico e definizione del sistema am-bientale, nei termini delle esigenze contemporanee correlate al contesto di riferimento, e sono elabo-rati anche in termini di flessibilità, sia d’uso che costruttiva. Il presente contributo vuole mettere in evidenza, attraverso la disamina di due tra i lavori più significativi dell’architetto Grasso Cannizzo, come una attenta progettazione possa fare convivere gli aspetti tecnologici con quelli espressivi, rag-giungendo livelli di elevata qualità estetica.
978-88-96386-75-0
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/360748
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