The recent discovery of a Roman temple raised on a high podium, according to the Italic tradition, partially absorbed by the architectonic structure of the church of St. Agata “al Carcere” in Catania, enables us to shed light on the urban settlement of this area, particularly on the northern access to the Roman city. The temple stood on the top of Montevergine hill, with its front built on a terrace with niches, not far from the amphitheater. The relation, both spatial and visual, among the aforementioned two buildings, allows us to hypothesise the existence of a defined urban plan regarding this area of the city, aiming at scenically exploiting the northwestern slope of Montevergine hill. In fact, in the light of the orientation of the buildings and of the relation with the surrounding road axis, it is possible to establish that people coming from the north/north-east would have had the best field of view of the two monuments together, therefore implying the intention of offering them a spectacular sight of the city, like a post-card

La scoperta, in anni recenti, dei resti di un tempio su podio di tradizione italica, parzialmente inglobato tra le strutture della chiesa di S. Agata al Carcere a Catania, consente di ridefinire le questioni inerenti la ricostruzione di uno degli accessi principali alla città sul fronte settentrionale. La stretta relazione, spaziale e visiva, con l’anfiteatro antistante permette di ipotizzare l’esistenza di un preciso programma urbanistico volto alla ridefinizione di questa parte del suburbio e allo sfruttamento in chiave scenografica delle pendici nord-orientali della collina di Montevergine. L’orientamento dei due complessi monumentali e la relazione con gli assi viari circostanti privilegiano decisamente una precisa direttrice di osservazione che tiene in conto della visuale di chi proviene in città da Nord/ Nord-Est, suggerendo così l’intento di fornire una veduta- ricordo della città.

Cartoline da Catania: Architetture e scenografie nel complesso monumentale di S. Agata al Carcere

Lucia Arcifa
2018

Abstract

La scoperta, in anni recenti, dei resti di un tempio su podio di tradizione italica, parzialmente inglobato tra le strutture della chiesa di S. Agata al Carcere a Catania, consente di ridefinire le questioni inerenti la ricostruzione di uno degli accessi principali alla città sul fronte settentrionale. La stretta relazione, spaziale e visiva, con l’anfiteatro antistante permette di ipotizzare l’esistenza di un preciso programma urbanistico volto alla ridefinizione di questa parte del suburbio e allo sfruttamento in chiave scenografica delle pendici nord-orientali della collina di Montevergine. L’orientamento dei due complessi monumentali e la relazione con gli assi viari circostanti privilegiano decisamente una precisa direttrice di osservazione che tiene in conto della visuale di chi proviene in città da Nord/ Nord-Est, suggerendo così l’intento di fornire una veduta- ricordo della città.
978-88-7140-903-0
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