In the corps of the Roman army, along with the official Pantheon, religious cults that were imported and privately cultivated by officers and soldiers had great importance. This paper examines the evidence concerning the diffusion and characteristics of the cult of Iuppiter Optimus Maximus Dolichenus among the soldiers of the legio III Augusta; it seeks to delineate a thorough understanding of the value of this god, all-powerful, eternal, and guarantor of the salus and the laws that regulate the cosmos, for whom, however, an exclusively ‘intramundane’ salus is required. Iuppiter Dolichenus, a god with strongly typified iconographic features, was venerated mainly in the border provinces of the Roman Empire, as in Numidia. The site of Lambaesis constitutes a valuable place of research to ascertain the predisposition of the soldiers to enrich their Pantheon with the Baal of Dolichè, whose spreading cult was adjusted to the dynamics of the new contexts.

In tutti i corpi d’armata dell’esercito romano, accanto al pantheon ufficiale, rivestirono grande importanza i culti religiosi importati e alimentati privatamente da ufficiali e soldati, quali numi indigeni e divinità straniere; fra queste ultime particolare significato assume il dio di Doliché assimilato a Giove Capitolino. I vari monumenti, eretti a questa divinità orientale da singoli ufficiali o da intere unità militari –anche all’interno del campo, come sembra dimostrare il Dolichenum di Vindolanda–, ne attestano il legame privilegiato con l’esercito romano. L’indagine si prefigge di prendere in esame le testimonianze concernenti la diffusione e le caratteristiche del culto di Iuppiter Optimus Maximus Dolichenus fra i militari della legio III Augusta al fine di delineare un quadro tipico ed esaustivo della valenza di questo dio, omnipotens ed aeternus garante della salus e delle leggi che regolano il cosmo, al quale viene richiesta, tuttavia, una salus esclusivamente ‘intramondana’. Iuppiter Dolichenus, un dio dai tratti iconografici ben definiti e fortemente tipizzati, era venerato principalmente nelle province di confine dell’impero romano, come in Numidia a Lambaesis, dove sono stati ritrovati i resti di quello che è considerato il tempio più antico a lui dedicato in Occidente. Il sito costituisce un luogo privilegiato di ricerca per accertare la predisposizione dei militari ad arricchire il loro Pantheon con il Baal di Doliché, il cui culto, diffondendosi, si adeguò alle dinamiche dei nuovi contesti.

Il culto di Giove Dolicheno fra i militari della legio III Augusta

Mela Albana
2021-01-01

Abstract

In tutti i corpi d’armata dell’esercito romano, accanto al pantheon ufficiale, rivestirono grande importanza i culti religiosi importati e alimentati privatamente da ufficiali e soldati, quali numi indigeni e divinità straniere; fra queste ultime particolare significato assume il dio di Doliché assimilato a Giove Capitolino. I vari monumenti, eretti a questa divinità orientale da singoli ufficiali o da intere unità militari –anche all’interno del campo, come sembra dimostrare il Dolichenum di Vindolanda–, ne attestano il legame privilegiato con l’esercito romano. L’indagine si prefigge di prendere in esame le testimonianze concernenti la diffusione e le caratteristiche del culto di Iuppiter Optimus Maximus Dolichenus fra i militari della legio III Augusta al fine di delineare un quadro tipico ed esaustivo della valenza di questo dio, omnipotens ed aeternus garante della salus e delle leggi che regolano il cosmo, al quale viene richiesta, tuttavia, una salus esclusivamente ‘intramondana’. Iuppiter Dolichenus, un dio dai tratti iconografici ben definiti e fortemente tipizzati, era venerato principalmente nelle province di confine dell’impero romano, come in Numidia a Lambaesis, dove sono stati ritrovati i resti di quello che è considerato il tempio più antico a lui dedicato in Occidente. Il sito costituisce un luogo privilegiato di ricerca per accertare la predisposizione dei militari ad arricchire il loro Pantheon con il Baal di Doliché, il cui culto, diffondendosi, si adeguò alle dinamiche dei nuovi contesti.
978-3-89646-862-8
In the corps of the Roman army, along with the official Pantheon, religious cults that were imported and privately cultivated by officers and soldiers had great importance. This paper examines the evidence concerning the diffusion and characteristics of the cult of Iuppiter Optimus Maximus Dolichenus among the soldiers of the legio III Augusta; it seeks to delineate a thorough understanding of the value of this god, all-powerful, eternal, and guarantor of the salus and the laws that regulate the cosmos, for whom, however, an exclusively ‘intramundane’ salus is required. Iuppiter Dolichenus, a god with strongly typified iconographic features, was venerated mainly in the border provinces of the Roman Empire, as in Numidia. The site of Lambaesis constitutes a valuable place of research to ascertain the predisposition of the soldiers to enrich their Pantheon with the Baal of Dolichè, whose spreading cult was adjusted to the dynamics of the new contexts.
Legio III Augusta, Giove Dolicheno
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