Nel suo ruolo di critico d’arte Théophile Gautier non mancò mai di elogiare e sostenere le arti plastiche, sia per les ‘envois’ che regolarmente venivano effettuati da Roma, dagli allievi dell’Accademia di Francia, sia nelle esposizioni ai Salons, lamentando anzi un non sempre adeguato interessamento da parte del pubblico e della critica. I suoi scritti dedicati all’arte contengono continui rimandi agli scultori del suo tempo, molte recensioni e prefazioni per i cataloghi di vendita si soffermano sull’individuazione di un continuum che dai grandi del passato giunge sino a Michelangelo ed agli scultori contemporanei che ne raccolgono l’eredità e ne riforgiano le forme in nuovi modelli. Questo studio mettere in rilievo l’interesse dello scrittore per la statuaria, attraverso l’analisi di alcuni articoli dedicati agli scultori che presentavano le loro opere ai Salons, la messa a fuoco delle prefazioni dei cataloghi di vendita, in particolare quelli a sostegno della ‘Collection Clésinger’e, soprattutto, attraverso la presenza della scultura nella scrittura creativa, in particolar modo nei récits, Une nuit de Cléopâtre per le associazioni con le sculture di Clésinger e Le Roi Candaule per le sue relazioni con le opere di Pradier. Si inseriranno nella sezione ‘Documenti’ alcuni testi con annotazioni, sia di critica d’arte che di finzione letteraria, ad esemplificazione del discorso interpretativo sulla statuaria e sui suoi legami con la scrittura di Gautier.

Théophile Gautier e il fascino della statuaria. Le Roi Candaule e le collezioni Clésinger

Cettina Rizzo
2019

Abstract

Nel suo ruolo di critico d’arte Théophile Gautier non mancò mai di elogiare e sostenere le arti plastiche, sia per les ‘envois’ che regolarmente venivano effettuati da Roma, dagli allievi dell’Accademia di Francia, sia nelle esposizioni ai Salons, lamentando anzi un non sempre adeguato interessamento da parte del pubblico e della critica. I suoi scritti dedicati all’arte contengono continui rimandi agli scultori del suo tempo, molte recensioni e prefazioni per i cataloghi di vendita si soffermano sull’individuazione di un continuum che dai grandi del passato giunge sino a Michelangelo ed agli scultori contemporanei che ne raccolgono l’eredità e ne riforgiano le forme in nuovi modelli. Questo studio mettere in rilievo l’interesse dello scrittore per la statuaria, attraverso l’analisi di alcuni articoli dedicati agli scultori che presentavano le loro opere ai Salons, la messa a fuoco delle prefazioni dei cataloghi di vendita, in particolare quelli a sostegno della ‘Collection Clésinger’e, soprattutto, attraverso la presenza della scultura nella scrittura creativa, in particolar modo nei récits, Une nuit de Cléopâtre per le associazioni con le sculture di Clésinger e Le Roi Candaule per le sue relazioni con le opere di Pradier. Si inseriranno nella sezione ‘Documenti’ alcuni testi con annotazioni, sia di critica d’arte che di finzione letteraria, ad esemplificazione del discorso interpretativo sulla statuaria e sui suoi legami con la scrittura di Gautier.
9788877609595
Scultura, critica d'arte, narrativa, collezionismo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/367813
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