Ad oggi, gran parte dell’isolamento termico degli edifici viene realizzato utilizzando materiali ottenuti da prodotti petrolchimici o da fonti naturali trasformate. Questi materiali, per l’utilizzo di risorse non rinnovabili e per l’eccessivo consumo di energia fossile, causano in fase di produzione, effetti dannosi sull’ambiente ed in fase di smaltimento, problemi sul loro riutilizzo o riciclaggio. Il concetto di “sostenibilità” nel processo di progettazione degli edifici, ha favorito la nascita di ricerche per lo sviluppo di materiali isolanti termo-acustici, che vedono l’utilizzo di prodotti naturali o riciclati. L’obiettivo di questa ricerca è quello di proporre un prodotto per l’isolamento degli edifici, realizzato a partire dai sottoprodotti delle industrie del territorio locale. In particolare, il materiale analizzato è il sottoprodotto di trasformazione delle arance, agrume molto diffuso in Sicilia. Le numerose aziende di trasformazione presenti nel Sud Italia producono ogni anno cospicui scarti, che rappresentano un rifiuto difficile da smaltire. In questa ricerca, i sottoprodotti ottenuti, prima di essere analizzati, sono stati essiccati, triturati e selezionati per granulometria. L’indagine con microscopio elettronico, ha esaminato il materiale e ne ha distinto due strati: uno esterno resistente ed uno interno isolante. Le immagini dal SEM hanno permesso di confrontare il materiale con prodotti commerciali come il polistirene estruso e la perlite espansa. Come altri materiali isolanti, la buccia d’arancia ha una microstruttura a celle chiuse che trattengono l’aria. Infatti, dalle analisi termiche il materiale granulare risulta avere una conducibilità termica di 0,066 W/mK. Il semplice processo produttivo, oltre al facile reperimento ed il basso costo, mostrano una potenziale applicabilità dei granuli di buccia di arancia essiccati nell’isolamento termico degli edifici. Inoltre, l’utilizzo di sottoprodotti agricoli derivanti dal territorio limita gli impatti dovuti al trasporto e allo smaltimento.

Analisi microscopica e conducibilità termica degli scarti di agrumi per un loro utilizzo nell’edilizia sostenibile

S. M. Cascone
;
M. Vitale
2021

Abstract

Ad oggi, gran parte dell’isolamento termico degli edifici viene realizzato utilizzando materiali ottenuti da prodotti petrolchimici o da fonti naturali trasformate. Questi materiali, per l’utilizzo di risorse non rinnovabili e per l’eccessivo consumo di energia fossile, causano in fase di produzione, effetti dannosi sull’ambiente ed in fase di smaltimento, problemi sul loro riutilizzo o riciclaggio. Il concetto di “sostenibilità” nel processo di progettazione degli edifici, ha favorito la nascita di ricerche per lo sviluppo di materiali isolanti termo-acustici, che vedono l’utilizzo di prodotti naturali o riciclati. L’obiettivo di questa ricerca è quello di proporre un prodotto per l’isolamento degli edifici, realizzato a partire dai sottoprodotti delle industrie del territorio locale. In particolare, il materiale analizzato è il sottoprodotto di trasformazione delle arance, agrume molto diffuso in Sicilia. Le numerose aziende di trasformazione presenti nel Sud Italia producono ogni anno cospicui scarti, che rappresentano un rifiuto difficile da smaltire. In questa ricerca, i sottoprodotti ottenuti, prima di essere analizzati, sono stati essiccati, triturati e selezionati per granulometria. L’indagine con microscopio elettronico, ha esaminato il materiale e ne ha distinto due strati: uno esterno resistente ed uno interno isolante. Le immagini dal SEM hanno permesso di confrontare il materiale con prodotti commerciali come il polistirene estruso e la perlite espansa. Come altri materiali isolanti, la buccia d’arancia ha una microstruttura a celle chiuse che trattengono l’aria. Infatti, dalle analisi termiche il materiale granulare risulta avere una conducibilità termica di 0,066 W/mK. Il semplice processo produttivo, oltre al facile reperimento ed il basso costo, mostrano una potenziale applicabilità dei granuli di buccia di arancia essiccati nell’isolamento termico degli edifici. Inoltre, l’utilizzo di sottoprodotti agricoli derivanti dal territorio limita gli impatti dovuti al trasporto e allo smaltimento.
978-88-96386-62-0
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/512688
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