Perché ripubblicare oggi un piccolo volume che testimonia gli itinerari nelle campagne siciliane di un architetto interessato a costruzioni rurali che punteggiavano (e in parte punteggiano ancora) i paesaggi agrari dell’interno, i piccoli paesi di montagna e le coste dell’isola? Perché riportare all’attenzione dei lettori sessanta disegni pensati dall’autore per condividere con un pubblico ampio, non di soli tecnici o specialisti, le proprie scoperte e riflessioni? Quello che allora era un interesse pionieristico verso architetture che, dietro la povertà dei mezzi costruttivi, nascondevano una lezione sempre attuale nella rinuncia alla decorazione superflua e nell’aderenza sobria ai dati funzionali, climatici, territoriali, ci appare oggi un richiamo essenziale alla tutela e alla salvaguardia di ciò che ancora resta di questo patrimonio e insieme un monito per quanto costruiremo sul nostro territorio. Ripercorrere allora gli itinerari che Luigi Epifanio seguiva oltre ottant’anni fa, talvolta da solo, talvolta in compagnia di amici che condividevano la sua passione, è utile al lettore o al viaggiatore di oggi che si voglia rimettere in cammino su una strada già tracciata per trovare fondamenta più salde di quelle proposte oggi attraverso accattivanti parole di successo. Luigi Epifanio non conosceva certo l’uso attuale della parola “resilienza”, e non avrebbe probabilmente neanche potuto immaginare che nel 2021 un Piano Nazionale di rilancio economico avrebbe dedicato una delle linee di investimento alla “Tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”. La sua ricerca paziente ci sembra però possa costituire ancora una traccia da seguire per chi crede che nelle parole (e nei silenzi) della storia si custodisca ancora una chiave per costruire il futuro.

Luigi Epifanio. L'architettura rustica in Sicilia

P. Barbera;
2021-01-01

Abstract

Perché ripubblicare oggi un piccolo volume che testimonia gli itinerari nelle campagne siciliane di un architetto interessato a costruzioni rurali che punteggiavano (e in parte punteggiano ancora) i paesaggi agrari dell’interno, i piccoli paesi di montagna e le coste dell’isola? Perché riportare all’attenzione dei lettori sessanta disegni pensati dall’autore per condividere con un pubblico ampio, non di soli tecnici o specialisti, le proprie scoperte e riflessioni? Quello che allora era un interesse pionieristico verso architetture che, dietro la povertà dei mezzi costruttivi, nascondevano una lezione sempre attuale nella rinuncia alla decorazione superflua e nell’aderenza sobria ai dati funzionali, climatici, territoriali, ci appare oggi un richiamo essenziale alla tutela e alla salvaguardia di ciò che ancora resta di questo patrimonio e insieme un monito per quanto costruiremo sul nostro territorio. Ripercorrere allora gli itinerari che Luigi Epifanio seguiva oltre ottant’anni fa, talvolta da solo, talvolta in compagnia di amici che condividevano la sua passione, è utile al lettore o al viaggiatore di oggi che si voglia rimettere in cammino su una strada già tracciata per trovare fondamenta più salde di quelle proposte oggi attraverso accattivanti parole di successo. Luigi Epifanio non conosceva certo l’uso attuale della parola “resilienza”, e non avrebbe probabilmente neanche potuto immaginare che nel 2021 un Piano Nazionale di rilancio economico avrebbe dedicato una delle linee di investimento alla “Tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”. La sua ricerca paziente ci sembra però possa costituire ancora una traccia da seguire per chi crede che nelle parole (e nei silenzi) della storia si custodisca ancora una chiave per costruire il futuro.
2021
978-88-31283-36-6
Sicilia, architettura rurale, architettura vernacolare
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