Questo studio affronta la problematica delle organizzazioni museali nel XIX secolo, a Parigi in particolare, e si sofferma sull’eredità simbolica del Musée des antiques, attraverso l’opera critica e di prosa di Théophile Gautier, raffinato interprete del suo tempo e tra i primi a prendere la parola con convinzione nel dibattito giornalistico. Il discorso portato avanti sulla stampa, in veste di critico, è coerente nel tempo, sistematico nella visione d’insieme e plaude alle nuove conquiste di spazi pubblici, in cui salvaguardare le opere, imparare dalle lezioni dei grandi del passato e sostenere i nuovi artisti meritevoli. Il suo esempio ci permette di entrare nel laboratorio di scrittura creativa, con le elaborazioni di queste idee nella finzione letteraria, attraverso le fantasmagorie archeologiche, il sistema di citazioni manifeste e latenti, le ekphrasis, le analogie, i décors. La narrazione di Gautier, preziosa, onirica, intimistica ma anche lucida, documentata, critica, rende conto di cambiamenti profondi e di esigenze sempre più pressanti e ineludibili nella concezione dei Musei in Francia e nel resto d’Europa. La parcellizzazione del collezionismo e lo spostamento della committenza furono, in qualche misura, il nucleo generatore dei primi assetti museali e costituiscono un vero e proprio réservoir di informazioni per le diverse tipologie di scrittura. Il percorso sviluppa e approfondisce le questioni emergenti, con un attento e sistematico confronto testuale, attraverso riferimenti specifici al Louvre, al musée du Luxembourg, a quelli dell’Europa, soprattutto Italia e Grecia, veri e propri ‘musei a cielo aperto’. Nella sezione conclusiva sono inseriti alcuni studi di Gautier strutturati attorno a questi argomenti.

I musei nella scrittura di Théophile Gautier, jeux de miroirs tra critica d'arte e creatività letteraria

Cettina Rizzo
Primo
2022-01-01

Abstract

Questo studio affronta la problematica delle organizzazioni museali nel XIX secolo, a Parigi in particolare, e si sofferma sull’eredità simbolica del Musée des antiques, attraverso l’opera critica e di prosa di Théophile Gautier, raffinato interprete del suo tempo e tra i primi a prendere la parola con convinzione nel dibattito giornalistico. Il discorso portato avanti sulla stampa, in veste di critico, è coerente nel tempo, sistematico nella visione d’insieme e plaude alle nuove conquiste di spazi pubblici, in cui salvaguardare le opere, imparare dalle lezioni dei grandi del passato e sostenere i nuovi artisti meritevoli. Il suo esempio ci permette di entrare nel laboratorio di scrittura creativa, con le elaborazioni di queste idee nella finzione letteraria, attraverso le fantasmagorie archeologiche, il sistema di citazioni manifeste e latenti, le ekphrasis, le analogie, i décors. La narrazione di Gautier, preziosa, onirica, intimistica ma anche lucida, documentata, critica, rende conto di cambiamenti profondi e di esigenze sempre più pressanti e ineludibili nella concezione dei Musei in Francia e nel resto d’Europa. La parcellizzazione del collezionismo e lo spostamento della committenza furono, in qualche misura, il nucleo generatore dei primi assetti museali e costituiscono un vero e proprio réservoir di informazioni per le diverse tipologie di scrittura. Il percorso sviluppa e approfondisce le questioni emergenti, con un attento e sistematico confronto testuale, attraverso riferimenti specifici al Louvre, al musée du Luxembourg, a quelli dell’Europa, soprattutto Italia e Grecia, veri e propri ‘musei a cielo aperto’. Nella sezione conclusiva sono inseriti alcuni studi di Gautier strutturati attorno a questi argomenti.
978-88-33833-15-6
Arti, scrittura, XIX secolo, assetti museali
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/545201
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