Il prediabete è una condizione clinica caratterizzata da livelli di glucosio plasmatico superiori a quelli considerati normali, ma non così elevati da permettere la diagnosi di diabete mellito di tipo 2. Diversi studi clinici hanno più volte evidenziato come pazienti con prediabete presentino un incrementato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto ai soggetti normoglicemici, indipendentemente da altri fattori di rischio. Sono definiti prediabetici i soggetti che rispondono ai seguenti criteri diagnostici: alterata glicemia a digiuno (impaired fasting glucose, IFG) e/o alterata glicemia dopo carico orale di glucosio (impaired glucose tolerance, IGT) e/o emoglobina glicata (HbA1c) compresa tra 5.7 e 6.4% (39-46 mmol/mol). Tuttavia, gli studi clinici hanno sempre mostrato che la concordanza tra i tre criteri diagnostici citati è scarsa e non esiste, ad oggi, un preciso consenso su quale di questi criteri sia il migliore predittore di malattia cardiovascolare. Lo scopo di questi progetti scientifici è stato valutare l abilità dell HbA1c nell identificare soggetti con prediabete ed alterazioni cardiovascolari precliniche che non sarebbero stati identificati con la glicemia a digiuno e dopo carico di glucosio. La produzione scientifica è stata quindi focalizzata sulla caratterizzazione del profilo di rischio cardiovascolare di soggetti con HbA1c nel range del prediabete (5.7-6.4%) ma con normale glicemia a digiuno e normale glicemia dopo carico di glucosio. In questa popolazione sono stati studiati marcatori di danno cardiovascolare precoce: spessore medio intimale carotideo; rigidità arteriosa; funzione diastolica cardiaca. Inoltre, sono stati indagati i livelli plasmatici di markers di infiammazione e glicazione strettamente legati con lo sviluppo di malattie cardiovascolari: Carbossi-metil-lisina; Recettore solubile degli AGEs (esRAGE); S100A12; 25(OH)D. I dati che abbiamo raccolto su questa popolazione, rispetto a soggetti di controllo non prediabetici, hanno messo in evidenza un alterazione di markers precoci di rischio cardiovascolare: aumento dello spessore medio intimale; aumento della rigidità arteriosa; alterazione della funzione diastolica cardiaca. Inoltre, questi soggetti presentavano alterazione di markers d infiammazione e glicazione strettamente connessi con il rischio cardiovascolare: bassi livelli di esRAGE; bassi livelli di 25(OH)D; alti livelli di S100A12; alti livelli di hs-CRP. Tali alterazioni erano inoltre strettamente correlate con i livelli di glicata della popolazione in studio. Dai dati esposti si evince la capacità dell HbA1c di identificare soggetti con alterazione del profilo di rischio cardiovascolare che non sarebbero stati identificati dalla glicemia a digiuno e dalla curva da carico di glucosio. Tali dati supportano l utilizzo dell HbA1c per la diagnosi di prediabete.

Role of HbA1c in identify subjects with prediabetes and preclinical cardiovascular risk / DI PINO, Antonino. - (2017 Nov 28).

Role of HbA1c in identify subjects with prediabetes and preclinical cardiovascular risk.

DI PINO, ANTONINO
2017-11-28

Abstract

Il prediabete è una condizione clinica caratterizzata da livelli di glucosio plasmatico superiori a quelli considerati normali, ma non così elevati da permettere la diagnosi di diabete mellito di tipo 2. Diversi studi clinici hanno più volte evidenziato come pazienti con prediabete presentino un incrementato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto ai soggetti normoglicemici, indipendentemente da altri fattori di rischio. Sono definiti prediabetici i soggetti che rispondono ai seguenti criteri diagnostici: alterata glicemia a digiuno (impaired fasting glucose, IFG) e/o alterata glicemia dopo carico orale di glucosio (impaired glucose tolerance, IGT) e/o emoglobina glicata (HbA1c) compresa tra 5.7 e 6.4% (39-46 mmol/mol). Tuttavia, gli studi clinici hanno sempre mostrato che la concordanza tra i tre criteri diagnostici citati è scarsa e non esiste, ad oggi, un preciso consenso su quale di questi criteri sia il migliore predittore di malattia cardiovascolare. Lo scopo di questi progetti scientifici è stato valutare l abilità dell HbA1c nell identificare soggetti con prediabete ed alterazioni cardiovascolari precliniche che non sarebbero stati identificati con la glicemia a digiuno e dopo carico di glucosio. La produzione scientifica è stata quindi focalizzata sulla caratterizzazione del profilo di rischio cardiovascolare di soggetti con HbA1c nel range del prediabete (5.7-6.4%) ma con normale glicemia a digiuno e normale glicemia dopo carico di glucosio. In questa popolazione sono stati studiati marcatori di danno cardiovascolare precoce: spessore medio intimale carotideo; rigidità arteriosa; funzione diastolica cardiaca. Inoltre, sono stati indagati i livelli plasmatici di markers di infiammazione e glicazione strettamente legati con lo sviluppo di malattie cardiovascolari: Carbossi-metil-lisina; Recettore solubile degli AGEs (esRAGE); S100A12; 25(OH)D. I dati che abbiamo raccolto su questa popolazione, rispetto a soggetti di controllo non prediabetici, hanno messo in evidenza un alterazione di markers precoci di rischio cardiovascolare: aumento dello spessore medio intimale; aumento della rigidità arteriosa; alterazione della funzione diastolica cardiaca. Inoltre, questi soggetti presentavano alterazione di markers d infiammazione e glicazione strettamente connessi con il rischio cardiovascolare: bassi livelli di esRAGE; bassi livelli di 25(OH)D; alti livelli di S100A12; alti livelli di hs-CRP. Tali alterazioni erano inoltre strettamente correlate con i livelli di glicata della popolazione in studio. Dai dati esposti si evince la capacità dell HbA1c di identificare soggetti con alterazione del profilo di rischio cardiovascolare che non sarebbero stati identificati dalla glicemia a digiuno e dalla curva da carico di glucosio. Tali dati supportano l utilizzo dell HbA1c per la diagnosi di prediabete.
28-nov-2017
glycated hemoglobin, pre diabetes, cardiovascular risk
Role of HbA1c in identify subjects with prediabetes and preclinical cardiovascular risk / DI PINO, Antonino. - (2017 Nov 28).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/583148
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