Il volume verte su alcuni aspetti specifici della leadership di Basilio, vescovo di Cesarea di Cappadocia, figura carismatica multiforme e polifunzionale, uomo, cristiano, presbitero, vescovo-monaco. Il primo capitolo è dedicato ai sermoni sulla ricchezza che documentano l’esistenza non soltanto di “ricchi” – ansiosi di ostentare il proprio potere attraverso il possesso del superfluo e il soddisfacimento di desideri vani – e “poveri” – schiacciati dai bisogni essenziali e dalla ricerca del necessario – ma anche di una fascia intermedia, ampia e variegata, costituita da proprietari terrieri medio-grandi, usurai, burocrati, intellettuali, commercianti, speculatori, artigiani specializzati, parvenus relativamente meno facoltosi, ma assai abili a dissimulare, anzi addirittura ad occultare, il proprio benessere economico. Il secondo capitolo, attraverso l’analisi dello spazio extraurbano di una regione “storica” come la Cappadocia tardoantica, si focalizza sui luoghi cristiani di accoglienza, sostegno e cura dislocati fuori dalle città e destinati a diverse categorie disagiate, costituite non solo da poveri e ammalati, ma anche da anziani bisognosi di vitto, alloggio e cure mediche. Il terzo capitolo reperisce e ordina cronologicamente tutte le occorrenze relative a san Basilio nell’opera di don Luigi Sturzo, distingue fra semplice allusione e citazione letterale del testo del Padre cappadoce e infine valuta l’incidenza che il contesto biografico e storico-culturale del sacerdote siciliano può aver avuto nell’interpretazione del rapporto Chiesa-Stato alla luce della riflessione su alcuni passi delle opere basiliane.

Potere, povertà e politica in Basilio di Cesarea

Margherita Cassia
2024-01-01

Abstract

Il volume verte su alcuni aspetti specifici della leadership di Basilio, vescovo di Cesarea di Cappadocia, figura carismatica multiforme e polifunzionale, uomo, cristiano, presbitero, vescovo-monaco. Il primo capitolo è dedicato ai sermoni sulla ricchezza che documentano l’esistenza non soltanto di “ricchi” – ansiosi di ostentare il proprio potere attraverso il possesso del superfluo e il soddisfacimento di desideri vani – e “poveri” – schiacciati dai bisogni essenziali e dalla ricerca del necessario – ma anche di una fascia intermedia, ampia e variegata, costituita da proprietari terrieri medio-grandi, usurai, burocrati, intellettuali, commercianti, speculatori, artigiani specializzati, parvenus relativamente meno facoltosi, ma assai abili a dissimulare, anzi addirittura ad occultare, il proprio benessere economico. Il secondo capitolo, attraverso l’analisi dello spazio extraurbano di una regione “storica” come la Cappadocia tardoantica, si focalizza sui luoghi cristiani di accoglienza, sostegno e cura dislocati fuori dalle città e destinati a diverse categorie disagiate, costituite non solo da poveri e ammalati, ma anche da anziani bisognosi di vitto, alloggio e cure mediche. Il terzo capitolo reperisce e ordina cronologicamente tutte le occorrenze relative a san Basilio nell’opera di don Luigi Sturzo, distingue fra semplice allusione e citazione letterale del testo del Padre cappadoce e infine valuta l’incidenza che il contesto biografico e storico-culturale del sacerdote siciliano può aver avuto nell’interpretazione del rapporto Chiesa-Stato alla luce della riflessione su alcuni passi delle opere basiliane.
2024
978-88-5491-458-2
Cappadocian Fathers, wealth, places of hospitality, modern historiography
Padri Cappadoci, ricchezza, luoghi di accoglienza, storiografia moderna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/611890
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