Da anni sono attive, in Europa, diverse sperimentazioni centrate sulla valorizzazione del patrimonio territoriale e dei paesaggi in chiave comunitaria. Tali sperimentazioni possono assumere denominazioni diverse (tra cui ecomusei, musei comunitari, sistemi museali urbani, ecc.). Al di là delle connotazioni, si tratta, solitamente, di dispositivi che mettono in correlazione la memoria dei processi insediativi e produttivi con le dinamiche territoriali attuali. Tuttavia, molte delle pratiche di questo tipo mostrano, nel lungo termine, alcune criticità. Al contempo, la prassi istituzionale della pianificazione territoriale e paesaggistica appare, con poche eccezioni, scollata da esse. In questa cornice, l’autrice presenta una riflessione emersa da una esplorazione di pratiche e politiche per la valorizzazione e cura del patrimonio territoriale e dei paesaggi nelle regioni sud-europee, interrogandosi sull’efficacia di alcune sperimentazioni di carattere comunitario attivate dentro e fuori le amministrazioni pubbliche. In particolare, lo scritto approfondisce due casi portoghesi che mettono in luce alcune dinamiche di interazione tra enti locali e residenti, nella città di Mértola e di Fundão, traendo alcuni spunti di lavoro per i contesti del meridione d’Italia. In conclusione, lo scritto offre alcune lezioni apprese per contribuire al dibattito sulla valorizzazione paesaggistica dei patrimoni, fornendo alcuni elementi di riflessione sui dispositivi provenienti dalla sfera della museologia sociale (ecomusei, ma non solo) che aprono alcuni scenari promettenti per la pianificazione territoriale.

Patrimonio e paesaggi tra memorie e prospettive. Riflessioni su pratiche e politiche pubbliche nel Sud d’Europa

Pappalardo Giusy
Primo
2024-01-01

Abstract

Da anni sono attive, in Europa, diverse sperimentazioni centrate sulla valorizzazione del patrimonio territoriale e dei paesaggi in chiave comunitaria. Tali sperimentazioni possono assumere denominazioni diverse (tra cui ecomusei, musei comunitari, sistemi museali urbani, ecc.). Al di là delle connotazioni, si tratta, solitamente, di dispositivi che mettono in correlazione la memoria dei processi insediativi e produttivi con le dinamiche territoriali attuali. Tuttavia, molte delle pratiche di questo tipo mostrano, nel lungo termine, alcune criticità. Al contempo, la prassi istituzionale della pianificazione territoriale e paesaggistica appare, con poche eccezioni, scollata da esse. In questa cornice, l’autrice presenta una riflessione emersa da una esplorazione di pratiche e politiche per la valorizzazione e cura del patrimonio territoriale e dei paesaggi nelle regioni sud-europee, interrogandosi sull’efficacia di alcune sperimentazioni di carattere comunitario attivate dentro e fuori le amministrazioni pubbliche. In particolare, lo scritto approfondisce due casi portoghesi che mettono in luce alcune dinamiche di interazione tra enti locali e residenti, nella città di Mértola e di Fundão, traendo alcuni spunti di lavoro per i contesti del meridione d’Italia. In conclusione, lo scritto offre alcune lezioni apprese per contribuire al dibattito sulla valorizzazione paesaggistica dei patrimoni, fornendo alcuni elementi di riflessione sui dispositivi provenienti dalla sfera della museologia sociale (ecomusei, ma non solo) che aprono alcuni scenari promettenti per la pianificazione territoriale.
2024
978-88-99237-57-8
social practices, public policies, heritage
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/614089
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