La pretesa universalista dell’occidente anglosassone sta mostrando oggi il suo vero volto, che è un volto di sterminio. Gaza e la Palestina, il popolo palestinese che viene cancellato dalla faccia della Terra (della sua terra), rappresentano la prova definitiva della reale sostanza dell’universalismo che odia la differenza. Dopo Gaza – il più grande genocidio e crimine della storia contemporanea – ogni tesi giuridica dell’occidente anglosassone e ogni sua pretesa di primato morale appaiono semplicemente tragici e grotteschi. Il capitalismo senza suolo, la finanza senza terra, toglie il suolo e la terra a un popolo che li abitava da secoli, con l’esplicito intento di trasformare quel suolo e quella terra in centri commerciali e in catene alberghiere di lusso nelle quali gli occidentali possano trascorrere le loro vacanze e le loro dorate vecchiaie. Tutto questo non è il folclore di un presidente USA, tutto questo è la dissoluzione che sempre il dominio della crematistica (come Aristotele chiamava la finanza) porta con sé. In questo articolo ho cercato di evidenziare l’enorme responsabilità – seppur su un versante servile – che gli ectoplasmi dell’Unione Europea (compresi i decisori politici italiani di ogni schieramento) hanno avuto e continuano ad avere nella definitiva scomparsa dei princìpi di Westfalia: la non ingerenza negli affari di altri Stati. Princìpi i quali garantirono al nostro continente una lunga pace. In ogni caso, l’universalismo politico e la globalizzazione finanziaria di matrice anglosassone costituiscono la conferma che gli Stati Uniti d’America conoscono soltanto l’atteggiamento della mafia, della violenza, dell’oppressione. E tutto questo lo applicano ai rapporti con gli altri popoli del pianeta.

Universalismo e guerra

Biuso
2026-01-01

Abstract

La pretesa universalista dell’occidente anglosassone sta mostrando oggi il suo vero volto, che è un volto di sterminio. Gaza e la Palestina, il popolo palestinese che viene cancellato dalla faccia della Terra (della sua terra), rappresentano la prova definitiva della reale sostanza dell’universalismo che odia la differenza. Dopo Gaza – il più grande genocidio e crimine della storia contemporanea – ogni tesi giuridica dell’occidente anglosassone e ogni sua pretesa di primato morale appaiono semplicemente tragici e grotteschi. Il capitalismo senza suolo, la finanza senza terra, toglie il suolo e la terra a un popolo che li abitava da secoli, con l’esplicito intento di trasformare quel suolo e quella terra in centri commerciali e in catene alberghiere di lusso nelle quali gli occidentali possano trascorrere le loro vacanze e le loro dorate vecchiaie. Tutto questo non è il folclore di un presidente USA, tutto questo è la dissoluzione che sempre il dominio della crematistica (come Aristotele chiamava la finanza) porta con sé. In questo articolo ho cercato di evidenziare l’enorme responsabilità – seppur su un versante servile – che gli ectoplasmi dell’Unione Europea (compresi i decisori politici italiani di ogni schieramento) hanno avuto e continuano ad avere nella definitiva scomparsa dei princìpi di Westfalia: la non ingerenza negli affari di altri Stati. Princìpi i quali garantirono al nostro continente una lunga pace. In ogni caso, l’universalismo politico e la globalizzazione finanziaria di matrice anglosassone costituiscono la conferma che gli Stati Uniti d’America conoscono soltanto l’atteggiamento della mafia, della violenza, dell’oppressione. E tutto questo lo applicano ai rapporti con gli altri popoli del pianeta.
2026
Finanza, Imperialismo, Israele, Stati Uniti d’America, Unione Europea
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/705529
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