Nel contesto del Mezzogiorno d’Italia ed in Sicilia in particolare, si è registrato nelle ultime decadi un incremento dieventi calamitosi molti dei quali legati a fenomeni meteo-climatici di notevole entità. Gli ambiti territoriali esposti afenomeni di dissesto idrogeologico, hanno subito effetti differenziati anche in ragione delle di politiche di gestionedel territorio poco attente alle fragilità presenti. La spinosa questione del ruolo della pianificazione nella gestione deirischi territoriali è già da tempo al centro del dibattito scientifico. Se da un canto appare largamente condivisa lanecessità di orientare le scelte di governo del territorio verso modalità che tengano in considerazione i temi dellamitigazione dei rischi, dall’altro non si è ancora riusciti ad affrancare da difficoltà quei processi che dovrebberoportarle nello spazio d’azione proprio delle politiche del governo del territorio. Emblema di dinamiche sviluppoincontrollate e insostenibili, il territorio siciliano è il risultato di processi di crescita spesso regolati da strumentiurbanistici poco attenti alle dinamiche di salvaguardia del territorio, cui si aggiungono i processi insediativi irregolariche hanno interessato le aree agricole periurbane e le aree costiere, generando una imponente pressione antropica inambiti territoriali caratterizzati da marcate fragilità idrogeologiche. Recenti fatti di cronaca hanno dimostrato lenegligenze imputabili a politiche di governo del territorio poco o per nulla attente ai rischi territoriali e alla mancanzadi constante monitoraggi da parte degli enti locali.In questo scenario trova applicazione il contributo proposto che argomenta sulla necessità di individuare concreteopportunità di interlocuzione tra pianificazione di settore e pianificazione locale e fornire strumenti di orientamentodelle politiche locali e delle azioni sul territorio. Il presente contributo intende: i) restituire gli esiti della ricognizionein un territorio particolarmente fragile le cui condizioni di rischio sono certamente esacerbate dalla diffusa presenzadi urbanizzazioni irregolari, spesso concentrate in aree a rischio; ii) delineare un metodo che consenta di definirestrategie di intervento e nuovi dispositivi progettuali, utili per intraprendere azioni di breve e medio termine maimmediatamenteefficaci ai fini della mitigazione e dell’adattamento al rischio idrogeologico.Monitoraggio costante, obbligo di adeguamento degli strumenti urbanistici e recepimento delle prescrizioni dei pianidi settore/area vasta, vengono presentati come elementi chiave per affrontare la difficilissima sfida del governo deiterritori e del patrimonio costruito, come occasione per il rilancio e la valorizzazione di ambiti anche ad elevatavalenza ambientale e paesaggistica, ma soprattutto per tradurre in forma fisica le istanze della città resilientefornendo risposte concrete in termini di politiche per la mitigazione e la messa in sicurezza dei territori.

Percorsi per la mitigazione dei rischi territoriali in Sicilia orientale

Luca Barbarossa
Primo
;
Paolo La Greca
Ultimo
2021-01-01

Abstract

Nel contesto del Mezzogiorno d’Italia ed in Sicilia in particolare, si è registrato nelle ultime decadi un incremento dieventi calamitosi molti dei quali legati a fenomeni meteo-climatici di notevole entità. Gli ambiti territoriali esposti afenomeni di dissesto idrogeologico, hanno subito effetti differenziati anche in ragione delle di politiche di gestionedel territorio poco attente alle fragilità presenti. La spinosa questione del ruolo della pianificazione nella gestione deirischi territoriali è già da tempo al centro del dibattito scientifico. Se da un canto appare largamente condivisa lanecessità di orientare le scelte di governo del territorio verso modalità che tengano in considerazione i temi dellamitigazione dei rischi, dall’altro non si è ancora riusciti ad affrancare da difficoltà quei processi che dovrebberoportarle nello spazio d’azione proprio delle politiche del governo del territorio. Emblema di dinamiche sviluppoincontrollate e insostenibili, il territorio siciliano è il risultato di processi di crescita spesso regolati da strumentiurbanistici poco attenti alle dinamiche di salvaguardia del territorio, cui si aggiungono i processi insediativi irregolariche hanno interessato le aree agricole periurbane e le aree costiere, generando una imponente pressione antropica inambiti territoriali caratterizzati da marcate fragilità idrogeologiche. Recenti fatti di cronaca hanno dimostrato lenegligenze imputabili a politiche di governo del territorio poco o per nulla attente ai rischi territoriali e alla mancanzadi constante monitoraggi da parte degli enti locali.In questo scenario trova applicazione il contributo proposto che argomenta sulla necessità di individuare concreteopportunità di interlocuzione tra pianificazione di settore e pianificazione locale e fornire strumenti di orientamentodelle politiche locali e delle azioni sul territorio. Il presente contributo intende: i) restituire gli esiti della ricognizionein un territorio particolarmente fragile le cui condizioni di rischio sono certamente esacerbate dalla diffusa presenzadi urbanizzazioni irregolari, spesso concentrate in aree a rischio; ii) delineare un metodo che consenta di definirestrategie di intervento e nuovi dispositivi progettuali, utili per intraprendere azioni di breve e medio termine maimmediatamenteefficaci ai fini della mitigazione e dell’adattamento al rischio idrogeologico.Monitoraggio costante, obbligo di adeguamento degli strumenti urbanistici e recepimento delle prescrizioni dei pianidi settore/area vasta, vengono presentati come elementi chiave per affrontare la difficilissima sfida del governo deiterritori e del patrimonio costruito, come occasione per il rilancio e la valorizzazione di ambiti anche ad elevatavalenza ambientale e paesaggistica, ma soprattutto per tradurre in forma fisica le istanze della città resilientefornendo risposte concrete in termini di politiche per la mitigazione e la messa in sicurezza dei territori.
2021
978-88-99237-31-8
fragile territories, spatial planning, tools and techniques
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/709351
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