La lunga storia della scrittura per ragazzi di Capuana risale agli anni milanesi dello scrittore (1877 1882) e termina con la sua morte a Catania nel 1915. È una storia appassionante, che conosce momenti di consapevole accostamento alla tradizione e ai generi di quella che proprio in quegli anni andava configurandosi come «letteratura italiana per l’infanzia». Ne scaturiva un’inesausta sperimentazione testuale e linguistico/stilistica per un pubblico dalle esigenze comunicative peculiari. Capuana scrittore per l’infanzia ha ricevuto nel tempo unanimi consensi, soprattutto per le sue raccolte di fiabe, ma tutta la sua produzione letteraria per ragazzi meritava una rilettura completa e aperta perché rappresenta un corpus narrativo unico per consistenza, varietà e felicità di realizzazioni in Italia, prima del geniale maestro/letterato novecentesco Gianni Rodari. Per avviare questo processo di rilettura complessiva dell’opera letteraria capuaniana dedicata all’infanzia, il saggio propone un percorso d’indagine che parte dagli scritti metanarrativi dedicati alla scrittura per ragazzi, esplora il microcosmo fiabesco di Capuana e ne ricostruisce le scelte di lingua e stile. Ne risulta un percorso oscillante fra tradizione e innovazione, norma ed eversione, con punte di toscanismo esibito e di dialetto nascosto nelle fiabe e nella narrativa per ragazzi. Il volume esplora anche l’eredità novecentesca del narrato fiabesco capuaniano, da Gozzano a Rodari e a Bufalino, provando a immaginare qualche possibile percorso didattico, a partire dalle linee tracciate e da altre possibili grazie alla disponibilità di nuove piattaforme testuali digitali.

"Opera d'arte e di diletto educativo" la narrativa per ragazzi di Luigi Capuana

Sardo Rosaria
2026-01-01

Abstract

La lunga storia della scrittura per ragazzi di Capuana risale agli anni milanesi dello scrittore (1877 1882) e termina con la sua morte a Catania nel 1915. È una storia appassionante, che conosce momenti di consapevole accostamento alla tradizione e ai generi di quella che proprio in quegli anni andava configurandosi come «letteratura italiana per l’infanzia». Ne scaturiva un’inesausta sperimentazione testuale e linguistico/stilistica per un pubblico dalle esigenze comunicative peculiari. Capuana scrittore per l’infanzia ha ricevuto nel tempo unanimi consensi, soprattutto per le sue raccolte di fiabe, ma tutta la sua produzione letteraria per ragazzi meritava una rilettura completa e aperta perché rappresenta un corpus narrativo unico per consistenza, varietà e felicità di realizzazioni in Italia, prima del geniale maestro/letterato novecentesco Gianni Rodari. Per avviare questo processo di rilettura complessiva dell’opera letteraria capuaniana dedicata all’infanzia, il saggio propone un percorso d’indagine che parte dagli scritti metanarrativi dedicati alla scrittura per ragazzi, esplora il microcosmo fiabesco di Capuana e ne ricostruisce le scelte di lingua e stile. Ne risulta un percorso oscillante fra tradizione e innovazione, norma ed eversione, con punte di toscanismo esibito e di dialetto nascosto nelle fiabe e nella narrativa per ragazzi. Il volume esplora anche l’eredità novecentesca del narrato fiabesco capuaniano, da Gozzano a Rodari e a Bufalino, provando a immaginare qualche possibile percorso didattico, a partire dalle linee tracciate e da altre possibili grazie alla disponibilità di nuove piattaforme testuali digitali.
2026
978-88-6859-289-9
italiano postunitario, letteratura infanzia, Capuana, fiabe
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/712630
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