This paper examines the taxation system of Roman Sicily through a critical reassessment of Cicero’s Verrines, the principal source for understanding the island’s fiscal organization. After reviewing the debate concerning the origins and diffusion of the lex Hieronica, the study challenges the traditional view of a straightforward continuity between the fiscal system of Hieron II’s kingdom and the one implemented by Rome following the conquest of Sicily. Drawing on literary and legal evidence, it highlights the complexity of the pre-Roman fiscal regimes that coexisted on the island and reconstructs the stages through which Sicilian taxation was progressively integrated into the Roman provincial framework. Particular attention is devoted to the interpretation of the famous passage Verrines 2.3.11–15, to the distinction between vectigal certum stipendiarium and the tithe, and to the structural features of the lex Hieronica, the mechanisms governing tax farming, and the different fiscal statuses of Sicilian cities. The analysis demonstrates that Sicily provides a privileged case study for understanding the dynamics of continuity, adaptation, and innovation that shaped Roman provincial taxation.

Il contributo analizza il sistema di imposizione fiscale della Sicilia romana attraverso una rilettura critica delle Verrine di Cicerone, principale fonte per la conoscenza dell’organizzazione tributaria dell’isola. Dopo aver esaminato il dibattito relativo all’origine e all’estensione della lex Hieronica, l’articolo mette in discussione la tradizionale interpretazione di una continuità lineare tra il sistema fiscale del regno di Ierone II e quello adottato da Roma dopo la conquista della Sicilia. Attraverso l’analisi delle fonti letterarie e giuridiche, viene evidenziata la complessità dei regimi fiscali preromani presenti nell’isola e vengono ricostruite le tappe della progressiva integrazione della fiscalità siciliana nel sistema provinciale romano. Particolare attenzione è dedicata all’interpretazione del celebre passo delle Verrine (2.3.11-15), alla distinzione tra vectigal certum stipendiarium e decima, nonché alle caratteristiche strutturali della lex Hieronica, ai meccanismi di appalto delle decime e alle differenti condizioni fiscali delle città siciliane. L’indagine mostra come la Sicilia rappresenti un osservatorio privilegiato per comprendere le strategie di adattamento, continuità e innovazione che caratterizzarono la politica fiscale romana nelle province.

Il sistema di imposizione fiscale nella Sicilia romana e le Verrine di Cicerone

C. Soraci
In corso di stampa

Abstract

This paper examines the taxation system of Roman Sicily through a critical reassessment of Cicero’s Verrines, the principal source for understanding the island’s fiscal organization. After reviewing the debate concerning the origins and diffusion of the lex Hieronica, the study challenges the traditional view of a straightforward continuity between the fiscal system of Hieron II’s kingdom and the one implemented by Rome following the conquest of Sicily. Drawing on literary and legal evidence, it highlights the complexity of the pre-Roman fiscal regimes that coexisted on the island and reconstructs the stages through which Sicilian taxation was progressively integrated into the Roman provincial framework. Particular attention is devoted to the interpretation of the famous passage Verrines 2.3.11–15, to the distinction between vectigal certum stipendiarium and the tithe, and to the structural features of the lex Hieronica, the mechanisms governing tax farming, and the different fiscal statuses of Sicilian cities. The analysis demonstrates that Sicily provides a privileged case study for understanding the dynamics of continuity, adaptation, and innovation that shaped Roman provincial taxation.
In corso di stampa
Il contributo analizza il sistema di imposizione fiscale della Sicilia romana attraverso una rilettura critica delle Verrine di Cicerone, principale fonte per la conoscenza dell’organizzazione tributaria dell’isola. Dopo aver esaminato il dibattito relativo all’origine e all’estensione della lex Hieronica, l’articolo mette in discussione la tradizionale interpretazione di una continuità lineare tra il sistema fiscale del regno di Ierone II e quello adottato da Roma dopo la conquista della Sicilia. Attraverso l’analisi delle fonti letterarie e giuridiche, viene evidenziata la complessità dei regimi fiscali preromani presenti nell’isola e vengono ricostruite le tappe della progressiva integrazione della fiscalità siciliana nel sistema provinciale romano. Particolare attenzione è dedicata all’interpretazione del celebre passo delle Verrine (2.3.11-15), alla distinzione tra vectigal certum stipendiarium e decima, nonché alle caratteristiche strutturali della lex Hieronica, ai meccanismi di appalto delle decime e alle differenti condizioni fiscali delle città siciliane. L’indagine mostra come la Sicilia rappresenti un osservatorio privilegiato per comprendere le strategie di adattamento, continuità e innovazione che caratterizzarono la politica fiscale romana nelle province.
Roman Sicily, provincial taxation, lex Hieronica, Cicero’s Verrines, tithes, taxation
Sicilia romana, fiscalità provinciale, lex Hieronica, Cicerone e le Verrine, decime, imposizione fiscale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/721372
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