Negli interventi sulla città consolidata, dalla crisi della città degli anni Settanta fino alle attuali pratiche di rigenerazione, si è assistito non solo a trasformazioni fisiche del tessuto urbano, ma anche a mutamenti delle relazioni socioeconomiche oltre lo spazio costruito. L’attenzione si è progressivamente spostata verso contesti urbani fragili, segnati da degrado e marginalità. Le pratiche di rigenerazione, storicamente promosse da attori pubblici, hanno perso progressivamente la loro natura processuale e partecipativa, lasciando spazio a logiche di mercato e a interventi a carattere speculativo, che possono alimentare forme di gentrificazione. In questo quadro, si evidenzia la necessità di un approccio progettuale integrato e “area-based”, capace di valorizzare le specificità locali e coinvolgere attivamente soggetti istituzionali e non, soprattutto nei contesti urbani “deboli” del Mezzogiorno, dove la presenza di aree dismesse non è sufficiente a generare processi virtuosi di rigenerazione, in assenza di politiche pubbliche efficaci, di una società civile coordinata e di una base imprenditoriale capace di dialogare con le istanze locali. L’indagine analitica proposta è stata sviluppata secondo criteri di comparabilità di casi di studio, selezionati al fine di verificare la replicabilità delle azioni progettuali in contesti e definire spunti per monitorare e anticipare gli effetti della rigenerazione urbana, attraverso l’elaborazione di una griglia interpretativa in grado di individuare segnali precoci di trasformazione sociale e spaziale.
Rigenerazione urbana in contesti deboli. Pratiche e approcci per le città Mediterranee
ELIANA FISCHER
Primo
Membro del Collaboration Group
;LUCA BARBAROSSASecondo
;TERESA GRAZIANOPenultimo
;FRANCESCO MARTINICOUltimo
2026-01-01
Abstract
Negli interventi sulla città consolidata, dalla crisi della città degli anni Settanta fino alle attuali pratiche di rigenerazione, si è assistito non solo a trasformazioni fisiche del tessuto urbano, ma anche a mutamenti delle relazioni socioeconomiche oltre lo spazio costruito. L’attenzione si è progressivamente spostata verso contesti urbani fragili, segnati da degrado e marginalità. Le pratiche di rigenerazione, storicamente promosse da attori pubblici, hanno perso progressivamente la loro natura processuale e partecipativa, lasciando spazio a logiche di mercato e a interventi a carattere speculativo, che possono alimentare forme di gentrificazione. In questo quadro, si evidenzia la necessità di un approccio progettuale integrato e “area-based”, capace di valorizzare le specificità locali e coinvolgere attivamente soggetti istituzionali e non, soprattutto nei contesti urbani “deboli” del Mezzogiorno, dove la presenza di aree dismesse non è sufficiente a generare processi virtuosi di rigenerazione, in assenza di politiche pubbliche efficaci, di una società civile coordinata e di una base imprenditoriale capace di dialogare con le istanze locali. L’indagine analitica proposta è stata sviluppata secondo criteri di comparabilità di casi di studio, selezionati al fine di verificare la replicabilità delle azioni progettuali in contesti e definire spunti per monitorare e anticipare gli effetti della rigenerazione urbana, attraverso l’elaborazione di una griglia interpretativa in grado di individuare segnali precoci di trasformazione sociale e spaziale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


