L’opera propone una rilettura sistematica del progetto kantiano della pace perpetua, concentrandosi sul significato e sull’attualità della confederazione degli Stati quale alternativa normativa tanto all’anarchia internazionale quanto all’ipotesi di uno Stato mondiale. Muovendo da un’analisi filologica e filosofica dei principali testi politici di Kant, l’autore ricostruisce la struttura teorica del diritto internazionale kantiano, evidenziando come la pace non rappresenti una semplice aspirazione etica, bensì un obiettivo giuridico fondato sulla ragione pratica. Particolare attenzione è dedicata alla distinzione tra articoli preliminari e articoli definitivi della *Pace perpetua*. I primi vengono interpretati come prescrizioni di carattere prudenziale, elaborate alla luce dell’esperienza storica per ridurre la probabilità dei conflitti armati, mentre i secondi costituiscono principi normativi universali derivanti direttamente dalla ragione. In tale prospettiva, il principio repubblicano, la federazione di Stati liberi e il diritto cosmopolitico delineano un ordine internazionale progressivamente orientato alla limitazione della guerra senza tuttavia eliminarne definitivamente la possibilità. L’autore affronta inoltre il tema della moralità della guerra, sostenendo che, nella prospettiva kantiana, una teoria dello *ius ad bellum*, dello *ius in bello* e dello *ius post bellum* conserva una funzione imprescindibile proprio perché la realizzazione della pace perpetua rimane strutturalmente incompleta. Ne deriva una concezione del diritto internazionale caratterizzata da un equilibrio tra idealità normativa e realismo istituzionale. Ampio spazio è riservato anche alla discussione di questioni contemporanee, quali il divieto di ingerenza negli affari interni degli Stati, il ruolo delle democrazie nella promozione della pace, la privatizzazione della guerra e il dibattito sulla responsabilità di proteggere. Attraverso un costante confronto con la letteratura filosofica e giuridica più recente, il volume mostra come il modello confederale kantiano continui a offrire strumenti concettuali utili per interpretare le sfide dell’ordine internazionale contemporaneo. L’opera si configura così come un contributo originale agli studi kantiani e alla filosofia politica, proponendo una lettura rigorosa e aggiornata del pensiero di Kant in materia di pace, diritto e relazioni internazionali.
La Confederazione Kantiana
Giuseppe MoranaWriting – Review & Editing
;Luigi CarantiWriting – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
L’opera propone una rilettura sistematica del progetto kantiano della pace perpetua, concentrandosi sul significato e sull’attualità della confederazione degli Stati quale alternativa normativa tanto all’anarchia internazionale quanto all’ipotesi di uno Stato mondiale. Muovendo da un’analisi filologica e filosofica dei principali testi politici di Kant, l’autore ricostruisce la struttura teorica del diritto internazionale kantiano, evidenziando come la pace non rappresenti una semplice aspirazione etica, bensì un obiettivo giuridico fondato sulla ragione pratica. Particolare attenzione è dedicata alla distinzione tra articoli preliminari e articoli definitivi della *Pace perpetua*. I primi vengono interpretati come prescrizioni di carattere prudenziale, elaborate alla luce dell’esperienza storica per ridurre la probabilità dei conflitti armati, mentre i secondi costituiscono principi normativi universali derivanti direttamente dalla ragione. In tale prospettiva, il principio repubblicano, la federazione di Stati liberi e il diritto cosmopolitico delineano un ordine internazionale progressivamente orientato alla limitazione della guerra senza tuttavia eliminarne definitivamente la possibilità. L’autore affronta inoltre il tema della moralità della guerra, sostenendo che, nella prospettiva kantiana, una teoria dello *ius ad bellum*, dello *ius in bello* e dello *ius post bellum* conserva una funzione imprescindibile proprio perché la realizzazione della pace perpetua rimane strutturalmente incompleta. Ne deriva una concezione del diritto internazionale caratterizzata da un equilibrio tra idealità normativa e realismo istituzionale. Ampio spazio è riservato anche alla discussione di questioni contemporanee, quali il divieto di ingerenza negli affari interni degli Stati, il ruolo delle democrazie nella promozione della pace, la privatizzazione della guerra e il dibattito sulla responsabilità di proteggere. Attraverso un costante confronto con la letteratura filosofica e giuridica più recente, il volume mostra come il modello confederale kantiano continui a offrire strumenti concettuali utili per interpretare le sfide dell’ordine internazionale contemporaneo. L’opera si configura così come un contributo originale agli studi kantiani e alla filosofia politica, proponendo una lettura rigorosa e aggiornata del pensiero di Kant in materia di pace, diritto e relazioni internazionali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


