La monografia approfondisce l’idea del Cristo “siciliano”, nata da un’intuizione del professor Giuseppe Ruggieri per esplorare l’affascinante dicotomia tra l’immagine ufficiale di Gesù Cristo proposta dalla Chiesa e quella, più intima e carnale, nata dall’incontro tra la fede e la cultura locale dell’Isola. Attraverso un linguaggio che unisce arte, teologia e antropologia, lo studio elegge la città di Randazzo, sulle pendici dell’Etna, come caso esemplare, grazie al suo patrimonio materiale e alla persistenza di antiche tradizioni che spaziano dal Medioevo all’età contemporanea. Il testo esamina con cura le immagini cristologiche presenti nel territorio, partendo da raffigurazioni simboliche medievali come il torchio mistico fino ad arrivare al realismo drammatico dei crocifissi di epoca barocca, per approdare al XIX secolo attraverso l’analisi di fonti che hanno determinato questa specifica cultura. Un pilastro centrale del lavoro è l’analisi dettagliata delle forme della Settimana santa a Randazzo, dove le processioni e la partecipazione attiva delle confraternite non sono semplici tradizioni, ma l’espressione di una religiosità autentica che unisce la sofferenza di Dio a quella dell’uomo. Attraverso questo percorso interdisciplinare, lo studio dimostra come l’arte sacra e le celebrazioni popolari rappresentino un “visibile parlare”, un linguaggio capace di raccontare l’identità teologica e culturale della comunità etnea.
Il Cristo siciliano. Per una rilettura delle immagini cristologiche nell'etnea Randazzo tra arte e teologia
Antonio Agostini
2026-01-01
Abstract
La monografia approfondisce l’idea del Cristo “siciliano”, nata da un’intuizione del professor Giuseppe Ruggieri per esplorare l’affascinante dicotomia tra l’immagine ufficiale di Gesù Cristo proposta dalla Chiesa e quella, più intima e carnale, nata dall’incontro tra la fede e la cultura locale dell’Isola. Attraverso un linguaggio che unisce arte, teologia e antropologia, lo studio elegge la città di Randazzo, sulle pendici dell’Etna, come caso esemplare, grazie al suo patrimonio materiale e alla persistenza di antiche tradizioni che spaziano dal Medioevo all’età contemporanea. Il testo esamina con cura le immagini cristologiche presenti nel territorio, partendo da raffigurazioni simboliche medievali come il torchio mistico fino ad arrivare al realismo drammatico dei crocifissi di epoca barocca, per approdare al XIX secolo attraverso l’analisi di fonti che hanno determinato questa specifica cultura. Un pilastro centrale del lavoro è l’analisi dettagliata delle forme della Settimana santa a Randazzo, dove le processioni e la partecipazione attiva delle confraternite non sono semplici tradizioni, ma l’espressione di una religiosità autentica che unisce la sofferenza di Dio a quella dell’uomo. Attraverso questo percorso interdisciplinare, lo studio dimostra come l’arte sacra e le celebrazioni popolari rappresentino un “visibile parlare”, un linguaggio capace di raccontare l’identità teologica e culturale della comunità etnea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


