Studi di microzonazione sismica condotti in aree colpite da recenti eventi sismici offrono l’opportunità di poter confrontare i risultati ottenuti con lo scenario dei danni effettivamente causati dal terremoto. Tale opportunità è ancora più rilevante se riguarda aree vulcaniche, per le quali i modelli di risposta di sito generalmente risultano non immediatamente applicabili (Catalano et al., 2013a). Nel caso del comune di Santa Venerina, nel basso versante orientale dell’Etna, i risultati degli studi di microzonazione di primo e secondo livello possono essere confrontati con la distribuzione dei danni censiti in seguito all’evento sismico del 28 Ottobre 2002 (Autori Vari, 2010). L’area di maggior danneggiamento risulta concentrata in una fascia ristretta, allungata secondo la direzione di un ampio campo di fratture al suolo che si è sviluppato in occasione dell’evento. La coincidenza dei due fenomeni è stata interpretata come il risultato dell’attivazione di un segmento di circa 1 Km di lunghezza della Faglia di Santa Venerina (Azzaro, 2004), intorno alla quale si sarebbe sviluppata l’area mesosismica dell’evento. Gli studi geologici condotti nell’area (Catalano et al., 2013b) hanno rilevato l’impossibilità di collegare il campo di fratture al suolo ad una struttura radicata in profondità ed evidenziato che l’area mesosismica è, in effetti, concentrata all’interno dei terreni di riempimento di una valle sepolta, costituiti da una alternanza di depositi alluvionali e colate laviche, che attraversa l’abitato in direzione circa NW-SE. Gli stessi studi hanno evidenziato che i danni si riducono drasticamente laddove affiorano le successioni che costituiscono le dorsali spartiacque, che delimitano la valle sepolta. Questo caso di studio costituisce quindi una opportunità per poter investigare quali siano i parametri che influenzano la diversa risposta sismica in corrispondenza dell’asse e dello spartiacque di una valle sepolta da lave. A tale scopo vengono descritti e discussi i dati geologici, geofisici raccolti nel corso degli studi di microzonazione di secondo livello, sulla base dei quali si propone una possibile chiave di lettura per le future modellazioni del problema.

Effetti di sito indotti da valli sepolte nelle aree periferiche del Monte Etna: il caso del terremoto di Santa Venerina

CATALANO, Stefano;IMPOSA, Sebastiano;TORTORICI, GIUSEPPE;ROMAGNOLI, GINO;GRASSI S.
2013

Abstract

Studi di microzonazione sismica condotti in aree colpite da recenti eventi sismici offrono l’opportunità di poter confrontare i risultati ottenuti con lo scenario dei danni effettivamente causati dal terremoto. Tale opportunità è ancora più rilevante se riguarda aree vulcaniche, per le quali i modelli di risposta di sito generalmente risultano non immediatamente applicabili (Catalano et al., 2013a). Nel caso del comune di Santa Venerina, nel basso versante orientale dell’Etna, i risultati degli studi di microzonazione di primo e secondo livello possono essere confrontati con la distribuzione dei danni censiti in seguito all’evento sismico del 28 Ottobre 2002 (Autori Vari, 2010). L’area di maggior danneggiamento risulta concentrata in una fascia ristretta, allungata secondo la direzione di un ampio campo di fratture al suolo che si è sviluppato in occasione dell’evento. La coincidenza dei due fenomeni è stata interpretata come il risultato dell’attivazione di un segmento di circa 1 Km di lunghezza della Faglia di Santa Venerina (Azzaro, 2004), intorno alla quale si sarebbe sviluppata l’area mesosismica dell’evento. Gli studi geologici condotti nell’area (Catalano et al., 2013b) hanno rilevato l’impossibilità di collegare il campo di fratture al suolo ad una struttura radicata in profondità ed evidenziato che l’area mesosismica è, in effetti, concentrata all’interno dei terreni di riempimento di una valle sepolta, costituiti da una alternanza di depositi alluvionali e colate laviche, che attraversa l’abitato in direzione circa NW-SE. Gli stessi studi hanno evidenziato che i danni si riducono drasticamente laddove affiorano le successioni che costituiscono le dorsali spartiacque, che delimitano la valle sepolta. Questo caso di studio costituisce quindi una opportunità per poter investigare quali siano i parametri che influenzano la diversa risposta sismica in corrispondenza dell’asse e dello spartiacque di una valle sepolta da lave. A tale scopo vengono descritti e discussi i dati geologici, geofisici raccolti nel corso degli studi di microzonazione di secondo livello, sulla base dei quali si propone una possibile chiave di lettura per le future modellazioni del problema.
978-88-902101-7-4
effetti di sito; valli sepolte; Mt. Etna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/74347
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