Obiettivi Valutare gli atteggiamenti e i comportamenti di un campione di giovani rispetto al consumo di droghe “leggere”. Metodi Un questionario è stato somministrato in forma anonima a 250 studenti di varie Facoltà negli Atenei di Catania (n=125) e di Palermo (n=125), reclutati mediante campionamento casuale semplice nell’anno accademico 2010-2011. Risultati Il campione era costituito da 104 maschi (42%) e 146 femmine (58%), con età compresa fra 19 e 31 anni, senza considerevoli differenze fra i due sessi. Per gli intervistati un giovane fa uso di droghe “leggere” principalmente per problemi personali (21%), per provare nuove esperienze (15%) o per essere accettato dal gruppo dei pari (14%). Molti sono a favore della legalizzazione di tali droghe (48%), che vengono considerate efficaci strumenti di socializzazione (40%) e che solo per poco meno della metà favorirebbero l’uso di droghe “pesanti” (43%). Fra quanti fumano o hanno fumato cannabis (54%) il consumo è avvenuto sempre in compagnia di amici (100%), generalmente durante feste private (26%) o a scuola (13%). Fra i non consumatori di cannabis, pochi ammettono di non averla mai fumata per timore di arrecare danni alla propria salute (18%). La maggioranza non ha mai assunto anfetamine (97%), principalmente perché lo ritiene sbagliato (77%) e solo una minoranza per paura dei possibili effetti (10%). Quasi tutti non hanno mai assunto LSD né ecstasy (98%) perché lo ritengono sbagliato (87%), pochi per paura delle conseguenze (9%). I ragazzi più delle ragazze ritengono tali droghe strumenti di socializzazione (47% contro 24%; χ2=13.562, P=0.000). La cannabis viene consumata più dai ragazzi che dalle ragazze (52% contro 25%; χ2=24.042, P=0.000). Sono principalmente i ragazzi che ammettono di non avere mai fatto uso di anfetamine solo per mancanza di occasioni (22% contro 7%) e sono soprattutto le ragazze che ne ritengono sbagliato il consumo (85% contro 64%; χ2=15.850, P=0.000). Infine, soprattutto i ragazzi ammettono di non avere mai fatto uso di LSD per mancanza di occasioni (13% contro 4%; χ2=9.326, P=0.009). Conclusioni I dati esposti confermano che lo studio delle motivazioni al consumo di droghe “leggere” non deve indagare su variabili di personalità giovanili di tipo patologico, come ritenuto in passato, ma deve, piuttosto, tenere conto soprattutto delle dinamiche relative allo stile di vita dei giovani, quali, per esempio, l’influenza esercitata dal gruppo dei pari. Ne consegue la necessità di abolire la distinzione fra giovani “a rischio” e “non a rischio”, stante che tutti i giovani, seppure probabilmente in maniera diversa a seconda del sesso, vanno considerati possibili assuntori.

Atteggiamenti e comportamenti di un campione di studenti universitari rispetto alle droghe “leggere”.

CONIGLIO, MARIA ANNA;MARRANZANO, Marina
2011

Abstract

Obiettivi Valutare gli atteggiamenti e i comportamenti di un campione di giovani rispetto al consumo di droghe “leggere”. Metodi Un questionario è stato somministrato in forma anonima a 250 studenti di varie Facoltà negli Atenei di Catania (n=125) e di Palermo (n=125), reclutati mediante campionamento casuale semplice nell’anno accademico 2010-2011. Risultati Il campione era costituito da 104 maschi (42%) e 146 femmine (58%), con età compresa fra 19 e 31 anni, senza considerevoli differenze fra i due sessi. Per gli intervistati un giovane fa uso di droghe “leggere” principalmente per problemi personali (21%), per provare nuove esperienze (15%) o per essere accettato dal gruppo dei pari (14%). Molti sono a favore della legalizzazione di tali droghe (48%), che vengono considerate efficaci strumenti di socializzazione (40%) e che solo per poco meno della metà favorirebbero l’uso di droghe “pesanti” (43%). Fra quanti fumano o hanno fumato cannabis (54%) il consumo è avvenuto sempre in compagnia di amici (100%), generalmente durante feste private (26%) o a scuola (13%). Fra i non consumatori di cannabis, pochi ammettono di non averla mai fumata per timore di arrecare danni alla propria salute (18%). La maggioranza non ha mai assunto anfetamine (97%), principalmente perché lo ritiene sbagliato (77%) e solo una minoranza per paura dei possibili effetti (10%). Quasi tutti non hanno mai assunto LSD né ecstasy (98%) perché lo ritengono sbagliato (87%), pochi per paura delle conseguenze (9%). I ragazzi più delle ragazze ritengono tali droghe strumenti di socializzazione (47% contro 24%; χ2=13.562, P=0.000). La cannabis viene consumata più dai ragazzi che dalle ragazze (52% contro 25%; χ2=24.042, P=0.000). Sono principalmente i ragazzi che ammettono di non avere mai fatto uso di anfetamine solo per mancanza di occasioni (22% contro 7%) e sono soprattutto le ragazze che ne ritengono sbagliato il consumo (85% contro 64%; χ2=15.850, P=0.000). Infine, soprattutto i ragazzi ammettono di non avere mai fatto uso di LSD per mancanza di occasioni (13% contro 4%; χ2=9.326, P=0.009). Conclusioni I dati esposti confermano che lo studio delle motivazioni al consumo di droghe “leggere” non deve indagare su variabili di personalità giovanili di tipo patologico, come ritenuto in passato, ma deve, piuttosto, tenere conto soprattutto delle dinamiche relative allo stile di vita dei giovani, quali, per esempio, l’influenza esercitata dal gruppo dei pari. Ne consegue la necessità di abolire la distinzione fra giovani “a rischio” e “non a rischio”, stante che tutti i giovani, seppure probabilmente in maniera diversa a seconda del sesso, vanno considerati possibili assuntori.
giovani; droghe "leggere"; percezione del rischio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/86214
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