Projects of shelters for archaeological heritage are addressed not only to protection of stones from the effect of rainfall and solar radiation, but also to improvement of comfort. The goal of this research is to analyze the compliance of adaptive surfaces with the performance requirements for an active safeguarding policy of heritages. In particular, it is investigated the use of folding surfaces, made of composite material. The fold allows the possibility to move them automatically and ensures microclimate control, through configuration changes. Furthermore, the possibility to re-close the protective surface, when not needed, reduces its visual impact. The research is validated by two case studies that address different issues. The first one analyzes the theme of the protection of archaeological sites already open to tourism, through the use of a modular mushroom element, tested with the realization of a physical scale model. The second one aims to safeguard workers during the excavation and, at the same time, to allow touristic tours, through the use of lightweight, easily assembled and reusable modules.

Gli obiettivi degli interventi progettuali finalizzati alla realizzazione di coperture sui beni archeologici hanno una duplice natura: da un lato aspirano alla protezione dal dilavamento delle piogge e dalla radiazione solare incidente; dall'altro tendono al miglioramento del confort dei visitatori. La ricerca qui presentata indaga sulla rispondenza delle superfici adattive a queste categorie prestazionali ed in particolare viene valutato l'utilizzo di superfici pieghevoli in materiale composito. La piegatura consente di movimentarle automaticamente, garantendo il controllo del microclima attraverso le variazioni di configurazione; inoltre la possibilità di richiudere la superficie di protezione, quando non necessaria, ne minimizza l'impatto visivo. La ricerca viene validata da due casi studio che affrontano temi differenti. Il primo declina il tema della protezione di siti archeologici, già aperti alla fruizione turistica, attraverso l’uso di un elemento modulare a fungo, testato con la realizzazione di un modello fisico in scala. Il secondo mira alla salvaguardia durante la fase di scavo consentendo nel contempo la fruizione dei beni, attraverso l’uso di componenti modulari, leggeri, facilmente assemblabili e reimpiegabili.

Coperture adattive per siti archeologici

Rodonò Gianluca;SAPIENZA VINCENZO
2016

Abstract

Gli obiettivi degli interventi progettuali finalizzati alla realizzazione di coperture sui beni archeologici hanno una duplice natura: da un lato aspirano alla protezione dal dilavamento delle piogge e dalla radiazione solare incidente; dall'altro tendono al miglioramento del confort dei visitatori. La ricerca qui presentata indaga sulla rispondenza delle superfici adattive a queste categorie prestazionali ed in particolare viene valutato l'utilizzo di superfici pieghevoli in materiale composito. La piegatura consente di movimentarle automaticamente, garantendo il controllo del microclima attraverso le variazioni di configurazione; inoltre la possibilità di richiudere la superficie di protezione, quando non necessaria, ne minimizza l'impatto visivo. La ricerca viene validata da due casi studio che affrontano temi differenti. Il primo declina il tema della protezione di siti archeologici, già aperti alla fruizione turistica, attraverso l’uso di un elemento modulare a fungo, testato con la realizzazione di un modello fisico in scala. Il secondo mira alla salvaguardia durante la fase di scavo consentendo nel contempo la fruizione dei beni, attraverso l’uso di componenti modulari, leggeri, facilmente assemblabili e reimpiegabili.
978-88-492-3311-7
Projects of shelters for archaeological heritage are addressed not only to protection of stones from the effect of rainfall and solar radiation, but also to improvement of comfort. The goal of this research is to analyze the compliance of adaptive surfaces with the performance requirements for an active safeguarding policy of heritages. In particular, it is investigated the use of folding surfaces, made of composite material. The fold allows the possibility to move them automatically and ensures microclimate control, through configuration changes. Furthermore, the possibility to re-close the protective surface, when not needed, reduces its visual impact. The research is validated by two case studies that address different issues. The first one analyzes the theme of the protection of archaeological sites already open to tourism, through the use of a modular mushroom element, tested with the realization of a physical scale model. The second one aims to safeguard workers during the excavation and, at the same time, to allow touristic tours, through the use of lightweight, easily assembled and reusable modules.
componenti architettonici innovativi; materiale composito; strutture folded
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/95967
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