Aim of this paper is to propose a new interpretation of some mythological characters in Goethe’s work, read through the methodological lens of the concept of enaction and “literary cognitive anthropology”. The study about the use of mythological figures in modern literary tradition shows the literary text as an “extended mental device” with high imaginative and cognitive boosting potential.

L’impianto neurocognitivo di questo studio affonda le sue radici in una lunga tradizione incentrata intorno al mito quale elemento privilegiato per la comprensione dell’essere umano nella prospettiva empirico-naturalistica e umanistico-trascendentale dell’Ottocento. A tale epoca risalgono le origini di una vera e propria «scienza del mito», così come essa si configura alla luce dell’intreccio del discorso umanistico con quello evoluzionistico e antropologico. Oggi ci appare utile ampliare tale indagine sul mito alla luce degli studi neuroscientifici e cognitivi al fine di evidenziare i processi mentali sottesi alla perduranza dei mitologemi e al loro intrinseco valore gnoseologico, per poter elaborare nuove riflessioni critiche sul fenomeno del Nachleben e della rielaborazione del mito in ambito letterario. In tal senso, si propone una nuova interpretazione di alcune figure del mondo antico reinventato da Goethe, effettuata alla luce di una concezione enattiva dell’essere umano, inteso quale complesso incarnato di brain-body, e del testo letterario da noi considerato un dispositivo immaginale in grado di attivare il potenziale creativo e conoscitivo nel fruitore.

Figurazioni del mito: una lettura neurocognitiva

GAMBINO, RENATA GIUSEPPA
2012

Abstract

L’impianto neurocognitivo di questo studio affonda le sue radici in una lunga tradizione incentrata intorno al mito quale elemento privilegiato per la comprensione dell’essere umano nella prospettiva empirico-naturalistica e umanistico-trascendentale dell’Ottocento. A tale epoca risalgono le origini di una vera e propria «scienza del mito», così come essa si configura alla luce dell’intreccio del discorso umanistico con quello evoluzionistico e antropologico. Oggi ci appare utile ampliare tale indagine sul mito alla luce degli studi neuroscientifici e cognitivi al fine di evidenziare i processi mentali sottesi alla perduranza dei mitologemi e al loro intrinseco valore gnoseologico, per poter elaborare nuove riflessioni critiche sul fenomeno del Nachleben e della rielaborazione del mito in ambito letterario. In tal senso, si propone una nuova interpretazione di alcune figure del mondo antico reinventato da Goethe, effettuata alla luce di una concezione enattiva dell’essere umano, inteso quale complesso incarnato di brain-body, e del testo letterario da noi considerato un dispositivo immaginale in grado di attivare il potenziale creativo e conoscitivo nel fruitore.
9788877969880
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/102242
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