Gli atti normativi sono il riflesso dell'attività dei soggetti dell'ordinamento giuridico cui è attribuita la potestà normativa, per cui esiste un rapporto biunivoco tra sistematica delle fonti ed organizzazione della res publica, che permette di trarre dall'ultima elementi per ricostruire l'altra. Così, come'è vero che la posizione e il "ruolo" di ciascuna fonte nell'ordinamento sono determinati dalle caratteristiche dei soggetti legittimati a porle in essere, è vero altresì il contrario, ossia che la "reale" posizione istituzionale di ciascun ente che partecipa alla formazione dell'ordinamento giuridico può essere determinata anche in base all'incidenza che i rispettivi atti normativi hanno sull'ordinamento stesso. Ne consegue che le regole ordinatorie applicate in un ambito possono essere trasposte, con gli adeguati aggiustamenti, nell'altro. Si spiega così come, al pari della gerarchia, il concetto di competenza legislativa sia presente sia nel contesto organizzativo-istituzionale, sia nell'ambito della sistematica delle fonti, assumendo rispettivamente il ruolo di elemento specificativo di una potestà pubblica e, contestualmente, di criterio ordinatore delle fonti. Per poter analizzare il modo in cui la competenza legislativa ha accompagnato l'evoluzione degli ordinamenti pluralisti, è necessario ripercorrere i principali momenti in cui essa è emersa e si è affermata nell'esperienza giuridica contemporanea, considerando ovviamente che le sfumature da essa assunte dipendono dalle peculiarità di ciascun riparto e dai relativi valori e principi che lo informano. La competenza legislativa, pertanto, offre una duttile e efficace chiave di lettura dei sistemi autonomisti, perché permette di evidenziare le modalità secondo cui si articolano i vari assetti di potere. Basti pensare che, per lungo tempo, la distinzione tra Stato federale stato regionale (e oramai si può dire superata) è stata basata, tra l'altro, sulle diverse competenze legislative spettanti, rispettivamente, agli Stati federali ed alle regioni. Seguendo la linea tracciata dalla competenza legislativa, è possibile individuare un percorso evolutivo dei sistemi pluralisti sempre più orientato verso un riparto funzionale delle competenze legislative, in relazione sia alle dimensioni ed alle peculiarità degli interessi da disciplinare, sia alle capacità di intervento dei diversi titolari di funzioni normative, la cui gestione richiede la cooperazione tra i diversi livelli di governo.

Competenza legislativa e autonomia. Contributo allo studio dei sistemi autonomisti

LEOTTA, FRANCESCA
2007

Abstract

Gli atti normativi sono il riflesso dell'attività dei soggetti dell'ordinamento giuridico cui è attribuita la potestà normativa, per cui esiste un rapporto biunivoco tra sistematica delle fonti ed organizzazione della res publica, che permette di trarre dall'ultima elementi per ricostruire l'altra. Così, come'è vero che la posizione e il "ruolo" di ciascuna fonte nell'ordinamento sono determinati dalle caratteristiche dei soggetti legittimati a porle in essere, è vero altresì il contrario, ossia che la "reale" posizione istituzionale di ciascun ente che partecipa alla formazione dell'ordinamento giuridico può essere determinata anche in base all'incidenza che i rispettivi atti normativi hanno sull'ordinamento stesso. Ne consegue che le regole ordinatorie applicate in un ambito possono essere trasposte, con gli adeguati aggiustamenti, nell'altro. Si spiega così come, al pari della gerarchia, il concetto di competenza legislativa sia presente sia nel contesto organizzativo-istituzionale, sia nell'ambito della sistematica delle fonti, assumendo rispettivamente il ruolo di elemento specificativo di una potestà pubblica e, contestualmente, di criterio ordinatore delle fonti. Per poter analizzare il modo in cui la competenza legislativa ha accompagnato l'evoluzione degli ordinamenti pluralisti, è necessario ripercorrere i principali momenti in cui essa è emersa e si è affermata nell'esperienza giuridica contemporanea, considerando ovviamente che le sfumature da essa assunte dipendono dalle peculiarità di ciascun riparto e dai relativi valori e principi che lo informano. La competenza legislativa, pertanto, offre una duttile e efficace chiave di lettura dei sistemi autonomisti, perché permette di evidenziare le modalità secondo cui si articolano i vari assetti di potere. Basti pensare che, per lungo tempo, la distinzione tra Stato federale stato regionale (e oramai si può dire superata) è stata basata, tra l'altro, sulle diverse competenze legislative spettanti, rispettivamente, agli Stati federali ed alle regioni. Seguendo la linea tracciata dalla competenza legislativa, è possibile individuare un percorso evolutivo dei sistemi pluralisti sempre più orientato verso un riparto funzionale delle competenze legislative, in relazione sia alle dimensioni ed alle peculiarità degli interessi da disciplinare, sia alle capacità di intervento dei diversi titolari di funzioni normative, la cui gestione richiede la cooperazione tra i diversi livelli di governo.
978-88-6027-028-3
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/106735
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