La presente edizione, che vede la luce a oltre cento anni di distanza da quella cselliana del Wotke, ha l'obiettivo di colmare una lacuna relativamente alle opere maggiori di Eucherio di Lione, chiarendo il problema delle interpolazioni: attraverso la disamina della complessa tradizione manoscritta emerge che l’edizione del Brassicanus (1531) in PL 50 si presenta interpolata soprattutto per le Formulae spiritalis intellegentiae, quella del Wotke in CSEL 31 (1894) per le Instructiones. Il testo del Brassicanus assieme a materiale sicuramente eucheriano ne contiene anche di Gregorio Magno, che figura soprattutto nei Moralia e nelle Homiliae in Euangelia e in Ezechielem, e dello Pseudo Agostino: sia la tradizione manoscritta che criteri interni, di cui si disserta nell’Introduzione, escludono che l’edizione del Brassicanus offra il testo genuino di Eucherio. L’edizione del Wotke risulta interpolata per le Instructiones: fra i pochi codici collazionati lo studioso ha sopravvalutato il Sessorianus 77 (S), da lui ritenuto del VI sec.; questo offre, a suo avviso, una prior commentatio delle opere di Eucherio, dallo stesso poi retractata et amplificata e tramandata codicibus alterius familiae, di cui ritiene poziore il Parisinus Latinus 9550 (P), del sec. VI-VII (P è vergato in onciale e il Lowe rileva che, anche se non è certa la provenienza del ms., un centro come Lione non è del tutto improbabile: fu certamente lì nel IX sec., in quanto sono presenti «Marginal notes, corrections, and punctuation on nearly every page by Florus Diaconus who flourished at Lyons in the first half of the ninth century»). In realtà il Sessorianus è della seconda metà del sec. VIII e rappresenta non un primo stadio delle Formulae e delle Instructiones, ma un “abregé” posteriore. Il Wotke ha utilizzato il codice poziore P, ma ha avuto il torto di integrarlo per le Instructiones con S: sicché, fra l’altro, alle pp. 118,1-123,4 della sua edizione figurano delle parti che sono presenti esclusivamente nel Sessorianus e che non sono altro che degli estratti delle Expositiunculae in euangelium attribuite ad Arnobio il Giovane: anche in questo caso sia la tradizione manoscritta che criteri interni, di cui si disserta nell'Introduzione, escludono che l’edizione del Wotke offra il testo genuino di Eucherio. I mss. utilizati per la constitutio textus sono 28 e si dividono in due famiglie, a (alfa) e b (beta) (su cui si veda Introd. p. XVIII ss.): P è il codice poziore (su cui cfr. Introd. p. XX e Louis Holtz, La tradition Lyonnaise d’Eucher de Lyon et le manuscrit Paris, BNF, Lat. 9550, in «Revue d’Histoire des Textes, n.s. 3, 2008, pp. 135-200). La presente edizione si fonda sulla famiglia a (alfa), in particolare sul cod. P, correggendone gli errori sulla base della famiglia b (beta) (cfr. Introd., p. XX ss.). Altri 4 codici, che tramandano solo frammenti, anche se antiquiores, non apportano contributi al miglioramento del testo (cfr. Introd. p. XXXVIII). Altri 27 mss. non offrono alcun contributo al miglioramento del testo (cfr. Introd. p. XXXIX ss.). Altri 8 mss. contengono delle Formulae una stesura fortemente interpolata, dove addirittura è citato il beatus Gregorius (cfr. Introd. p. XLII s.). Infine 11 mss. contengono il I capitolo del De essentia divinitatis dello Pseudo Agostino, uno scritto confluito nell'edizione del Brassicanus come primo capitolo delle Formulae con il titolo De divinis nominibus. La presente edizione, inoltre, evidenzia come il codice poziore P costituisca un ricettacolo privilegiato, in quanto nelle citazioni bibliche conserva lezioni che hanno riscontro nella Vetus, piuttosto che nella Vulgata, fornendo in tal modo un contributo anche al complesso problema del testo biblico che sta alla base delle citazioni bibliche eucheriane.

Eucherii Lugdunensis Formulae spiritalis intellegentiae. Instructionum libri duo cura et studio C. Mandolfo, Corpus Christianorum, Series Latina LXVI, Brepols Publishers, Turnhout 2004

MANDOLFO, Carmela
2004-01-01

Abstract

La presente edizione, che vede la luce a oltre cento anni di distanza da quella cselliana del Wotke, ha l'obiettivo di colmare una lacuna relativamente alle opere maggiori di Eucherio di Lione, chiarendo il problema delle interpolazioni: attraverso la disamina della complessa tradizione manoscritta emerge che l’edizione del Brassicanus (1531) in PL 50 si presenta interpolata soprattutto per le Formulae spiritalis intellegentiae, quella del Wotke in CSEL 31 (1894) per le Instructiones. Il testo del Brassicanus assieme a materiale sicuramente eucheriano ne contiene anche di Gregorio Magno, che figura soprattutto nei Moralia e nelle Homiliae in Euangelia e in Ezechielem, e dello Pseudo Agostino: sia la tradizione manoscritta che criteri interni, di cui si disserta nell’Introduzione, escludono che l’edizione del Brassicanus offra il testo genuino di Eucherio. L’edizione del Wotke risulta interpolata per le Instructiones: fra i pochi codici collazionati lo studioso ha sopravvalutato il Sessorianus 77 (S), da lui ritenuto del VI sec.; questo offre, a suo avviso, una prior commentatio delle opere di Eucherio, dallo stesso poi retractata et amplificata e tramandata codicibus alterius familiae, di cui ritiene poziore il Parisinus Latinus 9550 (P), del sec. VI-VII (P è vergato in onciale e il Lowe rileva che, anche se non è certa la provenienza del ms., un centro come Lione non è del tutto improbabile: fu certamente lì nel IX sec., in quanto sono presenti «Marginal notes, corrections, and punctuation on nearly every page by Florus Diaconus who flourished at Lyons in the first half of the ninth century»). In realtà il Sessorianus è della seconda metà del sec. VIII e rappresenta non un primo stadio delle Formulae e delle Instructiones, ma un “abregé” posteriore. Il Wotke ha utilizzato il codice poziore P, ma ha avuto il torto di integrarlo per le Instructiones con S: sicché, fra l’altro, alle pp. 118,1-123,4 della sua edizione figurano delle parti che sono presenti esclusivamente nel Sessorianus e che non sono altro che degli estratti delle Expositiunculae in euangelium attribuite ad Arnobio il Giovane: anche in questo caso sia la tradizione manoscritta che criteri interni, di cui si disserta nell'Introduzione, escludono che l’edizione del Wotke offra il testo genuino di Eucherio. I mss. utilizati per la constitutio textus sono 28 e si dividono in due famiglie, a (alfa) e b (beta) (su cui si veda Introd. p. XVIII ss.): P è il codice poziore (su cui cfr. Introd. p. XX e Louis Holtz, La tradition Lyonnaise d’Eucher de Lyon et le manuscrit Paris, BNF, Lat. 9550, in «Revue d’Histoire des Textes, n.s. 3, 2008, pp. 135-200). La presente edizione si fonda sulla famiglia a (alfa), in particolare sul cod. P, correggendone gli errori sulla base della famiglia b (beta) (cfr. Introd., p. XX ss.). Altri 4 codici, che tramandano solo frammenti, anche se antiquiores, non apportano contributi al miglioramento del testo (cfr. Introd. p. XXXVIII). Altri 27 mss. non offrono alcun contributo al miglioramento del testo (cfr. Introd. p. XXXIX ss.). Altri 8 mss. contengono delle Formulae una stesura fortemente interpolata, dove addirittura è citato il beatus Gregorius (cfr. Introd. p. XLII s.). Infine 11 mss. contengono il I capitolo del De essentia divinitatis dello Pseudo Agostino, uno scritto confluito nell'edizione del Brassicanus come primo capitolo delle Formulae con il titolo De divinis nominibus. La presente edizione, inoltre, evidenzia come il codice poziore P costituisca un ricettacolo privilegiato, in quanto nelle citazioni bibliche conserva lezioni che hanno riscontro nella Vetus, piuttosto che nella Vulgata, fornendo in tal modo un contributo anche al complesso problema del testo biblico che sta alla base delle citazioni bibliche eucheriane.
2-503-00661-2
Formulae spiritalis intellegentiae; Instructionum libri duo; Edizione critica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/117148
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