Oggetto di una sterminata produzione di diari, racconti, lettere, relazioni, raffigurazioni, la Sicilia dei viaggiatori è un territorio in buona parte esplorato da studiosi di rilievo, italiani e stranieri1. Eppure, per le strade dell’isola, sulle sue coste e nei remoti paesi dell’interno si sono avventurati viaggiatori di cui ancora sappiamo poco, talvolta nulla. Tra i tanti, la nostra attenzione è stata rivolta agli architetti-viaggiatori che nel corso di un lungo arco temporale, dalla fine del Settecento al Novecento, hanno visitato la Sicilia. Ma insieme ai molteplici ritratti della Sicilia, dai disegni di viaggio viene fuori anche una sequenza di autoritratti, che – pur attraverso templi greci, cattedrali normanne, corti di palazzi maestosi e piccole case di pescatori, paesi aggrappati alla roccia o distesi sul profilo del mare – raffigurano gli architetti e molto ci dicono del loro modo di progettare, in ogni tempo alla ricerca di un punto di equilibrio tra memoria e modernità, tra domande sulle origini dell’architettura e sul suo futuro.

«Dicono gli atlanti che la Sicilia è un’isola»

Barbera, Paola;Vitale, Maria Rosaria
2017

Abstract

Oggetto di una sterminata produzione di diari, racconti, lettere, relazioni, raffigurazioni, la Sicilia dei viaggiatori è un territorio in buona parte esplorato da studiosi di rilievo, italiani e stranieri1. Eppure, per le strade dell’isola, sulle sue coste e nei remoti paesi dell’interno si sono avventurati viaggiatori di cui ancora sappiamo poco, talvolta nulla. Tra i tanti, la nostra attenzione è stata rivolta agli architetti-viaggiatori che nel corso di un lungo arco temporale, dalla fine del Settecento al Novecento, hanno visitato la Sicilia. Ma insieme ai molteplici ritratti della Sicilia, dai disegni di viaggio viene fuori anche una sequenza di autoritratti, che – pur attraverso templi greci, cattedrali normanne, corti di palazzi maestosi e piccole case di pescatori, paesi aggrappati alla roccia o distesi sul profilo del mare – raffigurano gli architetti e molto ci dicono del loro modo di progettare, in ogni tempo alla ricerca di un punto di equilibrio tra memoria e modernità, tra domande sulle origini dell’architettura e sul suo futuro.
978-88-6242-256-7
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/319016
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