The works contained in the extended corpus of Galen of Pergamum constitute a precious source, indeed a veritable mine of informations, for the scholar of economic and social history of the ancient world. In particular, the De animi cuiuslibet affectuum et peccatorum dignotione et curatione, a work probably written when the doctor was already fifty years old, approximately between 179 and 189 a.d., documents on one side the relatively ‘lenient’ treatment generally reserved by Galen to his slaves and for another the specific tasks to which they were usually intended. The physician – who yet condemns the unjustified assaults to the servants, as dictated by the execrable conduct of irascible masters – considers the slave a material good with breath, an object to train (as was the case in imperial paedagogia) to the tasks of scribe (tachigrapher or calligrapher) and reader or to be used as human ‘guinea pig’ for his experiments.

Le opere contenute nel vastissimo corpus di Galeno di Pergamo costituiscono una fonte preziosa, anzi una vera e propria miniera di informazioni, per lo studioso di storia economica e sociale del mondo antico. In particolare, il De animi cuiuslibet affectuum et peccatorum dignotione et curatione, opera redatta probabilmente quando il medico era già cinquantenne, all’incirca fra il 179 e il 189 d.C., documenta per un verso il trattamento per così dire ‘clemente’ in genere riservato da Galeno ai propri schiavi e per un altro le specifiche mansioni alle quali costoro venivano solitamente destinati. Il medico, che pure condanna le aggressioni ingiustificate ai servi, in quanto dettate dalla condotta esecrabile di padroni irascibili, considera lo schiavo alla stregua di un bene materiale dotato di respiro, un oggetto da addestrare – come accadeva nei paedagogia imperiali – ai compiti di scriba (tachigrafo o calligrafo) e lettore o da adoperare come ‘cavia’ umana per i propri esperimenti.

Scribi e «cavie» umane fra i servi di Galeno: usi e abusi di un medico illustre

Arena Gaetano Maria
2018

Abstract

Le opere contenute nel vastissimo corpus di Galeno di Pergamo costituiscono una fonte preziosa, anzi una vera e propria miniera di informazioni, per lo studioso di storia economica e sociale del mondo antico. In particolare, il De animi cuiuslibet affectuum et peccatorum dignotione et curatione, opera redatta probabilmente quando il medico era già cinquantenne, all’incirca fra il 179 e il 189 d.C., documenta per un verso il trattamento per così dire ‘clemente’ in genere riservato da Galeno ai propri schiavi e per un altro le specifiche mansioni alle quali costoro venivano solitamente destinati. Il medico, che pure condanna le aggressioni ingiustificate ai servi, in quanto dettate dalla condotta esecrabile di padroni irascibili, considera lo schiavo alla stregua di un bene materiale dotato di respiro, un oggetto da addestrare – come accadeva nei paedagogia imperiali – ai compiti di scriba (tachigrafo o calligrafo) e lettore o da adoperare come ‘cavia’ umana per i propri esperimenti.
978-88-00-74979-4
The works contained in the extended corpus of Galen of Pergamum constitute a precious source, indeed a veritable mine of informations, for the scholar of economic and social history of the ancient world. In particular, the De animi cuiuslibet affectuum et peccatorum dignotione et curatione, a work probably written when the doctor was already fifty years old, approximately between 179 and 189 a.d., documents on one side the relatively ‘lenient’ treatment generally reserved by Galen to his slaves and for another the specific tasks to which they were usually intended. The physician – who yet condemns the unjustified assaults to the servants, as dictated by the execrable conduct of irascible masters – considers the slave a material good with breath, an object to train (as was the case in imperial paedagogia) to the tasks of scribe (tachigrapher or calligrapher) and reader or to be used as human ‘guinea pig’ for his experiments.
Galen; slaves; economy; training; abuse.
Galeno; schiavi; economia; formazione; abuso.
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